| Autore: Moira78 |
Dentro la favola.
Ritorna l’orco più simpatico e innamorato del regno di Molto, molto lontano. Il lungometraggio, realizzato con le migliori tecniche 3D, colpisce immediatamente lo spettatore di qualsiasi fascia di età: si entra direttamente nell’accogliente alcova di Shrek e Fiona, con la sensazione di respirare l’aria raccolta e familiare, e si viaggia sul dorso di un drago assistendo alle evoluzioni dei suoi piccoli, non senza un brivido o una vertigine. La favola continua, si ripete, e risate ed emozioni romantiche sono assicurati. Eppure le prime recensioni americane non erano proprio idilliache: in sostanza, il quarto film della saga veniva considerato ripetitivo, una sorta di ‘Ritorno al Futuro’, eppure parliamo di incassi record, che superano i due miliardi di dollari, in netto contrasto con la critica. Anche in Italia, a una settimana dall’uscita nelle sale, le file ai botteghini e le cifre parlano chiaro: sei milioni di euro, di cui più della metà solo nel week-end.

Come sempre, il vero amore aggiusta tutto.
Cosa si può volere di più nella vita quando si hanno una moglie affettuosa, tre dolcissimi pargoli, una casetta accogliente nel bosco e il rispetto di tutto il villaggio? Forse tornare ad essere un orco spaventoso che incute terrore. Questo è il nefasto desiderio che il nostro Shrek esprime all’essere più abietto del regno di Molto, molto lontano quando lo stress comincia ad incombere su di lui come su qualsiasi comune mortale; a ben vedere i problemi non sono molto dissimili dai nostri: una famiglia da accudire, mancanza di tempo libero e un’orda di amici invadenti che minano la serenità. Per dirla con un termine attuale, il nostro orco preferito "dà fuori di matto" proprio durante il primo compleanno dei suoi tre figli. In fuga da una vita faticosamente guadagnata, si trova proprio sulla strada del perfido Tremotino che non aspettava altro: come un buon negoziatore, l’eccentrico folletto si guadagna la sua fiducia e lo induce, con l’inganno, a firmare un contratto dalle dubbie clausole. Ed ecco che Shrek si ritrova in un mondo parallelo dove gli orchi sono cacciati dalle streghe, Ciuchino non lo conosce, il Gatto con gli stivali è in sovrappeso e Fiona sta a capo della resistenza. Solo dopo mezza giornata, il protagonista si rende conto di quanto si sia lasciato alle spalle; comincia allora la rocambolesca lotta per rimettere le cose al loro posto, e come sempre, solo il vero amore potrà fare il miracolo. Riconquistare amicizia e fiducia sarà dura, ma Shrek non si arrende e ne vedrà di tutti i colori prima di intravedere uno spiraglio di speranza.

Quando il 3D ci trascina nel bosco.
Le migliori tecniche 3D vengono utilizzate ottimamente in questa pellicola: la stereoscopia ci fa volare sulle scope di orride streghe o ci immerge direttamente nel bosco a contatto con la natura. Le ambientazioni sono tipicamente fiabesche, con luci calde e colori accesi. L’impressione di trovarsi davvero a contatto con i luoghi del film, insieme ai protagonisti, è stato frutto di un duro lavoro; Doug Cooper, il responsabile degli effetti visivi, afferma: "abbiamo girato in 3D le sfide create nel film, completando la luce che avevamo approntato sino ad allora usando lo spazio e i personaggi affinché fossero integrati alla perfezione con l’ambiente”. Nonostante la ricchezza di particolari in ambienti quali il palazzo reale, la dinamica non ne ha risentito ed è rimasta il punto forte di ogni singolo movimento, dalle scene più statiche alle più movimentate. Possiamo così assistere a scene incredibilmente reali come l’ ‘esplosione’ della sfera gigante sulla testa di un inorridito Tremotino dalla quale ne vede uscire un’orda di orchi inferociti.
Le musiche sono state curate da Harry Gregson-Williams (si è occupato anche di molte pellicole eccellenti come regista), che ha lavorato in film di animazione del calibro di ‘Le cronache di Narnia’, ‘X-Men’, nonché i precedenti lungometraggi di Shrek; ogni scena, anche la più piccola, ha la giusta composizione di note: dalle spagnoleggianti atmosfere per il Gatto con gli stivali, all’incalzante orchestra che fa danzare gli orchi sulle note del Pifferaio magico.

Un Ciuchino esilarante e un Gatto sensuale… anche se sovrappeso!
Doppiatori e ‘attori’ sono eccellenti: il nostro Shrek è, come sempre, doppiato dall’attore e speaker radiofonico Renato Cecchetto. Ci fa ridere ma anche riflettere con la sua infelice decisione; la prosperosa Fiona, che nella versione americana parla tramite la celebre Cameron Diaz, in Italia ha la voce pacata e dolce di Selvaggia Quattrini, figlia della più nota Paola; Ciuchino, impareggiabile con le sue battute spontanee e le sue sviste esilaranti, in America non poteva che avere la voce di Eddie Murphy, mentre nella versione nostrana trova quella del bravissimo Nanni Baldini che, con altri tre fratelli doppiatori, ha le doti naturali che gli permettono di imprimere la carica di simpatia necessaria a questo personaggio. Ritroviamo poi l’irresistibile Gatto con gli stivali che parla con la sensuale voce di Antonio Banderas sia nella versione a stelle e strisce che in quella italiana. Non stupisce che sia uno dei personaggi più amati di Shrek, con le sue movenze feline e i mitici ‘occhioni’ che sfodera ogniqualvolta necessiti che la situazione volga a suo favore; nella realtà alternativa dell’orco più insoddisfatto di Molto, molto lontano, lo troviamo ingrassato e meno scattante, ma non per questo meno tenero. Ma non dimentichiamoci dei cattivi: il nano Tremotino, che adora sfoggiare parrucche adatte ad ogni occasione (anche quelle in cui si infuria o riflette), è doppiato dal bravissimo Francesco Vairano; a vederlo in foto e a sentirlo parlare tramite Severus Piton in Harry Potter, non avremmo mai immaginato che sarebbe stato così azzeccato nelle tonalità stridule e lievemente isteriche di questo piccolo diavolo. Il cast si completa con un gruppo di streghe malefiche, orchi a volontà in una segretissima città sotterranea e un abilissimo Pifferaio magico che incanta tutti con la sua musica suadente e ‘danzereccia’.

Ridere ed emozionarsi: tutto in un film.
Insomma, come perdere un film come questo? Per gli amanti dell’orco di Molto, molto lontano questo sequel è obbligatorio e, anche se a detta di molti può apparire come una minestra riscaldata, ritrovare i personaggi amati è sempre piacevole. Impariamo a conoscere meglio le tre adorabili pesti che hanno dato alla luce Shrek e Fiona, riviviamo la storia che li ha fatti innamorare e ridiamo ancora a crepapelle alle gag di Ciuchino e Gatto. La storia funziona, ha un suo senso compiuto e, anche quello più profondo, tocca le corde importanti che abbiamo nel cuore: l’amore per la famiglia, l’amicizia, e un romanticismo che sì, forse è prettamente femminile, ma che di sicuro non manca di coinvolgere qualsiasi spettatore guardi negli occhi questi orchi così umani. La speranza è che gli autori si inventino qualcosa per proseguire questa fiaba tanto azzeccata e attuale; d'altronde, quando una sala cinematografica è composta unicamente da spettatori dai 25 anni in su, non stiamo parlando di un mero film per bambini, ma di un vero e proprio successo.
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| Trama | Cast | Audio | Doppiaggio | Scenografia |
| 7.5 | 8 | 7.5 | 8 | 8.5 |
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