Il mio vicino Totoro

1988 | Fantasy

Il mio vicino Totoro
Autore:
Elisabetta "Alysia" Zampagli

Ultima revisione: 31/07/2010

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Il Mio Vicino Totoro è un lungometraggio d'animazione del 1988, disegnato, diretto e sceneggiato da Hayao Miyazaki ed è stato pubblicato come  romanzo nel 2002, distribuito dalla Planet Manga Novels.
Il personaggio di Totoro rappresenta il logo dello Studio Ghibli.
L'anime è una pietra miliare dei capolavori del maestro, tanto che come altre sue pellicole, è famosa in tutto il mondo per essere stata vista  in lingua originale con sottotitoli realizzati da community virtuali.
Grazie a questo successo, la Lucky Red ne acquista i diritti italiani, presentandolo in anteprima nazionale il 17 settembre del 2009 al Museo Nazionale del Cinema e il giorno dopo esce nelle nostre sale cinematografiche, piazzandosi subito al decimo posto per incasso al botteghino con circa 92.000 euro. 

 

 

 

Un vicino di casa particolare

Le due sorelline Satsuki e Mei si trasferiscono in una casa in campagna insieme al padre per stare più vicini alla madre ricoverata in ospedale.
Fin dall'arrivo nella loro nuova casetta, avvengono strani incontri: dai makkurokurosuke, spiritelli di fuliggine a forma di palline nere che soltanto i bimbi possono vedere, ad altri due spiritelli, che porteranno la più piccola, Mei, a seguirli fin dentro il grande albero di canfora.
Qui incontrerà una grossa creatura, un incrocio tra una talpa ed un gatto, che la piccola Mei lo riconosce come Totoro, lo spirito della foresta, grazie ad una figura vista in un libro di fiabe giapponesi.
Inutile descrivere l'entusiasmo nel raccontarlo al padre e alla sorella più grande che, inizialmente, si mostrano increduli. 
In un giorno di pioggia, però, le due bimbe nell'aspettare il papà alla fermata dell'autobus, incontrano Totoro che si ripara dalla pioggia con una foglia sulla testa.
Satsuki capisce che è la strana creatura di cui Mei parlava e porge l'ombrello per non farlo bagnare.
Questo atto, seppur molto semplice, è apprezzato dal grosso amico peloso ed iniziano così delle indimenticabili avventure, che nella drammaticità della situazione, aiutano le bimbe ad acquisire più ottimismo ed a vivere con più serenità le loro giornate.

 

 

Il mondo magico

L'ambientazione del film è nel Giappone degli anni '50: nonostante la pellicola sia del 1988, l'impatto grafico è veramente notevole.
La cultura nipponica è la protagonista: i piccoli ryokan (le abitazioni in legno tipiche del luogo) sono circondati da risaie, foreste e colline e danno un tocco di realismo alla campagna, grazie ai colori nitidi e al verde che prevale nelle sue varie tonalità.
La storia è molto semplice e non ha una filo logico,  poiché parla delle giornate spensierate di due bimbe con i loro nuovi amici; gli spezzoni hanno comunque un denominatore comune: Madre Natura e le sue fantastiche creature.
La musica è curata dal fedele collaboratore Joe Hisaishi, che con la sua melodia spesso allegra e coinvolgente, ma altre volte lieve e malinconica, accompagna le avventure dei protagonisti.
Ritroviamo, quindi, un tema molto caro al maestro Miyazaki  che tende a legare due mondi, quello reale e quello fantastico, ma con un risultato sempre unico e mai noioso, riuscendo ad armonizzare l'insieme con grande naturalezza.

 

 

Totoro e i suoi magici amici

In questo lungometraggio ci sono molte creature che in qualche modo sono collegati alla religione shintoista; ogni oggetto ed ogni luogo ha uno spirito oppure un dio che li protegge: a cominciare da Totoro, o meglio un totoru (poiché il nome è storpiato dalla piccola di quattro anni) che rappresenta un kami shintoista: è l'anima della foresta, ne cura la crescita e la protegge.
Ci sono le palline di fuliggini, spiritelli che si ritrovano anche ne La Città Incantata ed in questo anime invadono le case disabitate.
Non potevano mancare le creature inventate dallo stesso Miyazaki, come il simpatico Gattobus, un autobus peloso dal muso di gatto con dodici zampe che corre molte veloce e al cui passaggio gli alberi si scostano.
Un'anime ricco di personaggi fantastici, legati agli uomini e soprattutto al mondo infantile: la piccola Mei ha quattro anni rappresenta l'innocenza infantile; storpia le parole perché ancora molto piccola e come tutti i bimbi di tenera età è molto curiosa con un grande spirito di iniziativa.
Non teme gli spiritelli di fuliggine, anzi riesce ad acchiapparne persino uno e non si fa scrupoli a seguire il Chibi-Totoro che la porterà dentro la tana di Totoro. 
Satsuki ha le caratteristiche di Lana di Conan e Sheeta di Laputa: è la ragazzina che sta diventando adolescente: prende le veci della mamma assente e si sente responsabile nei confronti della sorellina più piccola. In qualche modo, però, è sempre legata al mondo infantile, poiché l'entusiasmo nel vedere Totoro fa capire quanto sia grande la  voglia di evadere in un mondo tutto suo.
 

 

 

Chi non vorrebbe Totoro come vicino?

Totoro è la metafora della vita, della rigogliosità, ma anche il personaggio che ognuno di noi sognerebbe di incontrare ad una fermata dell'autobus. Diventa non solo il logo dello Studio Ghibli, ma un'icona in tutto il mondo.
Alcune serie Tv lo menzionano; compare in Toy Story 3 come pelouche e persino dedicano ad un asteroide il suo stesso nome.
Forse per la semplicità e la naturalezza con il quale Miyazaki lo mostra e che lo rendono unico, ma come spesso ritroviamo nei capolavori del maestro, il cattivo non esiste, perché c'è sempre qualcosa di buono in esso che fa dimenticare il suo antagonismo. 
Nell'anime si partecipa con entusiasmo all'allegria delle bimbe e allo stesso tempo ci si rattrista nelle scene più drammatiche.
Il maestro ha voluto creare un film d'animazione per i più piccoli, ma persino i più cresciutelli riescono a rimanere affascinati da tanta naturalezza: in ognuno c'è sempre la parte legata al suo mondo infantile e in qualche modo, sogna di ritrovare un vicino come Totoro.

 

 




Commenti :

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  • Vespa - 29/01/2010, 09:31 #1
    Meraviglioso.
    E' il mio prerito di Miyazaki insieme alla città Incantata.
    Finalmente, dopo appena 20 anni, si sono decisi a farlo vedere pure in Italia -.-
  • mars_rulez - 01/02/2010, 21:04 #2
    Vespa ha scritto:
    Meraviglioso.
    E' il mio prerito di Miyazaki insieme alla città Incantata.
    Finalmente, dopo appena 20 anni, si sono decisi a farlo vedere pure in Italia -.-



    era già uscito in Italia se non vado errato, ma mi pare solo su VHS (ai tempi non esisteva il DVD) ed era curato da Buena Vista, invece che Lcuky Red
  • Sammyninjagirl93 - 12/01/2011, 00:56 #3
    Bellissimi i film di Hayao Myazaki, davvero stupendi, con colori, scenari e storie sempre fantastiche!
  • pissio - 28/08/2011, 11:25 #4
    visto la settimana scorsa con la mia ragazza, lo abbiamo noleggiato (non sapevo nemmeno lo si trovasse così;)
    veramente un bel film, sulla trama sorvoliamo in quanto bisogna vedere più l'aspetto di ciò che rappresenta il film piuttosto che la storia

    PS:
    Spoiler: Evidenza il contenuto per leggere.
    solo io trovo che il sorriso di Totoro e del Gattobus siano inquietanti? :asd:
  • jack99 - 10/09/2011, 20:21 #5
    Ahh Jed... troppe poche risposte per un capolavoro di Miyazaki (come gli altri del resto) che se avessi visto da bambino avrebbe preso tranquillamente il posto dei piu bei ricordi d'infanzia!
    Uno dei primi tra l'altro che ho visto solo in japp...
  • Leon90... - 21/10/2011, 09:47 #6
    Il miglior film di Miyazaki per bambini a mio avviso, davvero un capolavoro. Ad ogni modo, anche per gli adulti è qualcosa di eccezzionale...tra la meravigliosa soundtrack, la stravaganza e la cura dei particolari tipiche dello studio Ghibli che non lasciano mai spazio a nulla di banale.
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Gamesource Staff

9

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Caratteristiche:
  • TramaCastAudioDoppiaggioScenografia
    8.510 99 9
Pro:
  • Il chara design è molto semplice dai colori freschi e naturali
  • I personaggi riescono ad attirare l'attenzione dello spettatore grazie alla loro allegria e disinvoltura nel porsi nella loro quotidianità
  • Ottimismo e umanità sono le caratteristiche principali della trama.
  • Forti richiami alla cultura giapponese che fa riferimenti alla religione shintoista, all'amore per la natura e le sue creature
Contro:
  • La trama non segue un filo logico ed è realizzato da spezzoni che narrano la quotidianità dei personaggi.
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