Ponyo sulla scogliera

2008 | Fantasy

Ponyo sulla scogliera
Autore:
Elisabetta "Alysia" Zampagli

Ultima revisione: 27/08/2010

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Ponyo sulla Scogliera è un lungometraggio uscito nelle sale cinematografiche giapponesi nel 2008, prodotto dallo Studio Ghibli, disegnato e diretto da Hayao Miyazaki.

La produzione dell'anime inizia nell'ottobre del 2006, ove vengono impiegati per la prima volta settanta disegnatori nella realizzazione di centosettantamila disegni fatti a mano e colorati a matita, pastelli e acquerelli.

Partecipa alla 65° mostra del Cinema di Venezia, ma non vince alcun premio. Sul grande schermo italiano esce il 20 marzo 2009, distribuito dalla Lucky Red.

Il film d'animazione è basato  sul racconto della scrittrice giapponese Rieko Nagakawa intitolato "Iya Iya En", ma lo stesso maestro Miyazaki afferma, al San Diego Comic Con del 2009, che la storia di Ponyo è ispirata al film animato  "La Sirenetta" della Disney.

 

 

La nascita di una grande amicizia

Sosuke è un bimbo di cinque anni che abita sulla cima di una scogliera con la madre Risa ed il padre Koichi. Un giorno trova una pesciolina rossa incastrata in un barattolo di vetro e, nel tentativo di liberarla, si ferisce ad un dito. 

Il protagonista le si affeziona subito poiché la creatura, essendo magica, lecca la sua ferita e lo cura; in seguito le dà il nome di Ponyo.

Intanto Fujimoto, il padre di Ponyo (il cui vero nome è Brunilde), è alla ricerca della piccola per riportarla a casa e, dopo varie peripezie, riesce a ritrovarla. La piccola però desidera  fortemente diventare un essere umano e, grazie anche al sangue ingerito di Sosuke, si trasforma in una bimba. Scappa nuovamente, ma nella fuga rovescia nel mare l'essenza della vita che il padre aveva nascosto, causando così uno spaventoso Tsunami che stravolge l'intero ecosistema.

La bambina raggiunge il suo amichetto e la madre, ma quest'ultima è in ansia per l'incolumità delle degenti dell'ospizio per cui lavora e, messi i bimbi al riparo, parte per il paesino ai piedi della scogliera. Calmato il tifone, Ponyo e Sosuke vanno alla ricerca di Risa e la troveranno in compagnia della madre di Ponyo, Gran Mammare, che sottoporrà i piccoli ad una prova. Se riusciranno a superarla, Ponyo resterà umana e l'equilibrio del mondo potrà tornare alla sua normalità.

 

 

Il mare ed i suoi colori

Il protagonista di questo anime è il mare con i suoi abitanti e proprio per la sua importante presenza nel 70% del film, Miyazaki è stato coinvolto personalmente nella cura dei disegni delle onde e dei fondali marini.

È un ritorno al vecchio capolavoro Miyazakiano: la grafica è interamente sviluppata a mano senza l'utilizzo della computer grafica, realizzando disegni semplici e ben curati.

Nel film il messaggio eco-ambientale è sempre molto forte: basta guardare i primi dieci minuti del lungometraggio, nel quale si vede il fondo del mare che raccoglie tutti i rifiuti che l'uomo getta, mostrando chiaramente la noncuranza ed il mancato rispetto verso la natura e le sue creature.

La pellicola racchiude alcuni aspetti autobiografici: il villaggio sulla scogliera è ispirato alla cittadina di Tomonoura della prefettura di Hiroshima, ove il maestro soggiornò per un paio di mesi. Sosuke, invece è il ritratto del figlio Goro all'età di cinque anni, mentre le figure femminili presentate sono un dolce omaggio alla madre scomparsa e al loro legame.

Le musiche strumentali sono curate dal pianista e compositore Joe Hisaishi e la sigla finale è cantata dal famoso duo formato da Fujioka Fujimaki e dalla bambina di otto anni Nozomi Ohashi.

 

 

Dolcezza e sensibilità: alla scoperta dell'amore

Nell'anime non ci sono molti personaggi, ma ognuno di loro ha un ruolo importante che dà un significato molto profondo al legame tra genitore e figlio, ma soprattutto tra due creature appartenenti a mondi diversi.

La piccola Ponyo è un'adorabile e petulante pesciolina che vuole conoscere il mondo. Nel momento in cui incontra  Sosuke, le sue nuove emozioni provocano il forte desiderio di diventare bambina, per poter stare accanto al suo amichetto. 

Il bambino, alla tenera età di cinque anni, simboleggia la crescita individuale e fortifica il sentimento di protezione nei confronti di Ponyo, determinato nel voler mantenere la sua promessa di prendersene cura.

Una figura ben riuscita è sicuramente Risa, una donna adulta che, nella sua  difficile condizione di madre sola, poiché il marito è spesso in mare per lavoro, cresce il figlio con allegria e forte energia, rivelando una maturità poco comune.

Non meno rilevanti sono le anziane dell'ospizio, che seppur sembrino avere ruoli secondari, dimostrano una particolare sensibilità rispetto al rapporto madre-figlio, immedesimandosi non tanto nella figura materna, ma in quella dell'infante, nonostante la venerabile età.

Fujimoto, invece, che sembra essere l'antagonista, ha un ruolo non classificabile tra il bene o il male, poiché prende particolare significato con lo svolgimento della storia, dando un senso al suo comportamento e confermando nuovamente la classica teoria che "c'è sempre del buono in qualsiasi persona".

 

 

Il bambino che è dentro di noi

Nonostante molti lo considerino un'opera di rilevanza minore rispetto agli altri capolavori del Maestro Hayao Miyazaki, forse perché prettamente riservato ad un pubblico infantile, è comunque un film alquanto ricco di magia e poesia, che non va sottovalutato.

Spesso le parole più semplici sono ciò che toccano il cuore di chi sta ascoltando o guardando, e in questo anime la protagonista è proprio la dolcezza.

Le espressioni dei personaggi, le urla piene d'esultanza della piccola Ponyo, persino le onde del mare che cullano gli occhi degli spettatori, sono una fonte di sensibilità che non si ritova nelle animazioni di questi ultimi tempi.

Un messaggio semplice, non palese, che porta ogni singolo individuo a ricercare nella storia gli elementi della propria infanzia, e a provare quelle emozioni che solo un bimbo potrebbe vivere durante la scoperta del proprio mondo.

 




Commenti :

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  • LadySephiroth - 06/03/2010, 16:25 #1
    preso il dvd a 2 dischi!l'ho visto in Giappone la prima volta che nostagia lo amo
  • Mr. Faz - 06/03/2010, 16:34 #2
    L'ho visto per la prima volta giusto un paio di mesi fa. Una favola dal ritmo perfetto, in grado di trasportare ed emozionare come pochi altri sanno fare! Bellissimo.
  • Jed - 07/03/2010, 05:10 #3
    L'unico film ghibli che ancora non sono riuscito a gustarmi come si deve :/
    mi sento in colpa ;_;
  • Knukle - 07/03/2010, 13:03 #4
    A me è piaciuto molto, non quanto Nausicaa (dal mio personalissimo punto di vista il migliore per ora) o La città incantata, ma abbastanza per poter ribadire la grandezza del sensei Miyazaki :cheesy:
  • Cloud_Darth - 07/03/2010, 13:19 #5
    A me è piaciuto moltissimo, molto delicato e originale per il suo genere.
  • Lapimpa - 07/03/2010, 21:53 #6
    l'ho visto pure io *-* Miyazaki è un genio! da poco ho visto anche "Il mio vicino Totoro" e mi sono innamorata di quella pantegana gigante XD
  • Jed - 08/03/2010, 05:52 #7
    Qualcuno l'ha visto anche in lingua originale? Se si, opinioni sull'adattamento italiano?
  • LadySephiroth - 11/03/2010, 13:36 #8
    Io Io l'ho visto a shibuya, dunque l'adattamento e il doppiaggio (da Howl in poi) dei film Ghibli sono di un grande appassionato che sta molto attento a mantenere il film molto vicino all'originale (e ci voleva visto lo scempio che hanno fatto con Mononoke) Ponyo ha degli ottimi doppiatori a mio parere quello che magari può far discutere è la "granmammare" che però rende :)
  • Sabotender - 11/03/2010, 17:23 #9
    È un bel film, ma secondo me le cose vanno un po' troppo lisce verso la fine.
  • Jed - 12/03/2010, 09:07 #10
    Sabotender ha scritto:
    È un bel film, ma secondo me le cose vanno un po' troppo lisce verso la fine.

    Abbastanza rari i film marchiati ghibli in cui le cose non vanno lisce. Se preferisci finali non lisci e ti piace lo studio ghibli allora punta su una tomba per le lucciole
  • DigitalDaigor - 23/03/2011, 08:47 #11
    Bello, toccante, con un bel ritmo...insieme al "il castello di Howl" è uno dei miei preferiti!
  • Leon90... - 25/04/2011, 16:55 #12
    Bellissimo film, il secondo migliore film per bambini (e non solo comunque) dopo Totoro.

    Myazaki non si smentisce:)
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Caratteristiche:
  • TramaCastAudioDoppiaggioScenografia
    88.5 8.59 9
Pro:
  • Disegni dai colori soffici, i toni delicati e color pastello che catturano l'attenzione dello spettatore.
  • I sentimenti sono presentati in modo molto semplice e in ogni sua forma, regalando magia e poesia
  • Ogni personaggio ha un specifico ruolo, anche se secondario, dà un importante significato alla vicenda narrata.
  • Messaggio eco-ambientale che dà forte rilevanza al rapporto natura-essere umano da non prendere con leggerezza.
Contro:
  • Trama molto semplice e lineare che per la sua leggerezza sembra adatto esclusivamente ad un pubblico di soli bimbi.
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