| Autore: Elisabetta "Alysia" Zampagli |
Ponyo sulla Scogliera è un lungometraggio uscito nelle sale cinematografiche giapponesi nel 2008, prodotto dallo Studio Ghibli, disegnato e diretto da Hayao Miyazaki.
La produzione dell'anime inizia nell'ottobre del 2006, ove vengono impiegati per la prima volta settanta disegnatori nella realizzazione di centosettantamila disegni fatti a mano e colorati a matita, pastelli e acquerelli.
Partecipa alla 65° mostra del Cinema di Venezia, ma non vince alcun premio. Sul grande schermo italiano esce il 20 marzo 2009, distribuito dalla Lucky Red.
Il film d'animazione è basato sul racconto della scrittrice giapponese Rieko Nagakawa intitolato "Iya Iya En", ma lo stesso maestro Miyazaki afferma, al San Diego Comic Con del 2009, che la storia di Ponyo è ispirata al film animato "La Sirenetta" della Disney.

La nascita di una grande amicizia
Sosuke è un bimbo di cinque anni che abita sulla cima di una scogliera con la madre Risa ed il padre Koichi. Un giorno trova una pesciolina rossa incastrata in un barattolo di vetro e, nel tentativo di liberarla, si ferisce ad un dito.
Il protagonista le si affeziona subito poiché la creatura, essendo magica, lecca la sua ferita e lo cura; in seguito le dà il nome di Ponyo.
Intanto Fujimoto, il padre di Ponyo (il cui vero nome è Brunilde), è alla ricerca della piccola per riportarla a casa e, dopo varie peripezie, riesce a ritrovarla. La piccola però desidera fortemente diventare un essere umano e, grazie anche al sangue ingerito di Sosuke, si trasforma in una bimba. Scappa nuovamente, ma nella fuga rovescia nel mare l'essenza della vita che il padre aveva nascosto, causando così uno spaventoso Tsunami che stravolge l'intero ecosistema.
La bambina raggiunge il suo amichetto e la madre, ma quest'ultima è in ansia per l'incolumità delle degenti dell'ospizio per cui lavora e, messi i bimbi al riparo, parte per il paesino ai piedi della scogliera. Calmato il tifone, Ponyo e Sosuke vanno alla ricerca di Risa e la troveranno in compagnia della madre di Ponyo, Gran Mammare, che sottoporrà i piccoli ad una prova. Se riusciranno a superarla, Ponyo resterà umana e l'equilibrio del mondo potrà tornare alla sua normalità.

Il mare ed i suoi colori
Il protagonista di questo anime è il mare con i suoi abitanti e proprio per la sua importante presenza nel 70% del film, Miyazaki è stato coinvolto personalmente nella cura dei disegni delle onde e dei fondali marini.
È un ritorno al vecchio capolavoro Miyazakiano: la grafica è interamente sviluppata a mano senza l'utilizzo della computer grafica, realizzando disegni semplici e ben curati.
Nel film il messaggio eco-ambientale è sempre molto forte: basta guardare i primi dieci minuti del lungometraggio, nel quale si vede il fondo del mare che raccoglie tutti i rifiuti che l'uomo getta, mostrando chiaramente la noncuranza ed il mancato rispetto verso la natura e le sue creature.
La pellicola racchiude alcuni aspetti autobiografici: il villaggio sulla scogliera è ispirato alla cittadina di Tomonoura della prefettura di Hiroshima, ove il maestro soggiornò per un paio di mesi. Sosuke, invece è il ritratto del figlio Goro all'età di cinque anni, mentre le figure femminili presentate sono un dolce omaggio alla madre scomparsa e al loro legame.
Le musiche strumentali sono curate dal pianista e compositore Joe Hisaishi e la sigla finale è cantata dal famoso duo formato da Fujioka Fujimaki e dalla bambina di otto anni Nozomi Ohashi.

Dolcezza e sensibilità: alla scoperta dell'amore
Nell'anime non ci sono molti personaggi, ma ognuno di loro ha un ruolo importante che dà un significato molto profondo al legame tra genitore e figlio, ma soprattutto tra due creature appartenenti a mondi diversi.
La piccola Ponyo è un'adorabile e petulante pesciolina che vuole conoscere il mondo. Nel momento in cui incontra Sosuke, le sue nuove emozioni provocano il forte desiderio di diventare bambina, per poter stare accanto al suo amichetto.
Il bambino, alla tenera età di cinque anni, simboleggia la crescita individuale e fortifica il sentimento di protezione nei confronti di Ponyo, determinato nel voler mantenere la sua promessa di prendersene cura.
Una figura ben riuscita è sicuramente Risa, una donna adulta che, nella sua difficile condizione di madre sola, poiché il marito è spesso in mare per lavoro, cresce il figlio con allegria e forte energia, rivelando una maturità poco comune.
Non meno rilevanti sono le anziane dell'ospizio, che seppur sembrino avere ruoli secondari, dimostrano una particolare sensibilità rispetto al rapporto madre-figlio, immedesimandosi non tanto nella figura materna, ma in quella dell'infante, nonostante la venerabile età.
Fujimoto, invece, che sembra essere l'antagonista, ha un ruolo non classificabile tra il bene o il male, poiché prende particolare significato con lo svolgimento della storia, dando un senso al suo comportamento e confermando nuovamente la classica teoria che "c'è sempre del buono in qualsiasi persona".

Il bambino che è dentro di noi
Nonostante molti lo considerino un'opera di rilevanza minore rispetto agli altri capolavori del Maestro Hayao Miyazaki, forse perché prettamente riservato ad un pubblico infantile, è comunque un film alquanto ricco di magia e poesia, che non va sottovalutato.
Spesso le parole più semplici sono ciò che toccano il cuore di chi sta ascoltando o guardando, e in questo anime la protagonista è proprio la dolcezza.
Le espressioni dei personaggi, le urla piene d'esultanza della piccola Ponyo, persino le onde del mare che cullano gli occhi degli spettatori, sono una fonte di sensibilità che non si ritova nelle animazioni di questi ultimi tempi.
Un messaggio semplice, non palese, che porta ogni singolo individuo a ricercare nella storia gli elementi della propria infanzia, e a provare quelle emozioni che solo un bimbo potrebbe vivere durante la scoperta del proprio mondo.

| Alysia
Domande: 24 | 76 | |
| Cimarra
Domande: 15 | 48 | |
| Gidi
Domande: 10 | 36 |
| Trama | Cast | Audio | Doppiaggio | Scenografia |
| 8 | 8.5 | 8.5 | 9 | 9 |
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