Elizabeth Taylor

Informazioni Personali

 


Nato il:
27/02/1932

Morto il:
23/03/2011

Luogo di Nascita:
Hampstead, London, England, UK

Altezza:
1.57 m

Biografia:

Elizabeth  Rosemond Taylor nasce ad Hampstead, Londra il 27 febbraio 1932, seconda figlia dello storico Francis Lenn Taylor e di Sara Viola Warmbrodt , due statunitensi residenti in Gran Bretagna. All'età di 3 anni Elizabeth inizia a prendere lezioni di danza. I Taylor vivono a Londra fino a quando Liz ha sette anni ma nel 1939, con lo scoppio della seconda guerra mondiale, fanno ritorno negli Stati Uniti, a Pasadena, nella casa del nonno paterno, dapprima solo Liz e la mamma, poi anche il padre.

Bambina prodigio

Inseriti nell'alta società americana, i Taylor ricevono la visita dell'amica di famiglia Andrea Berens che suggerisce a Sara di portare Elizabeth a qualche provino cinematografico: la bellezza mora, la stranezza di quelle duplici ciglia così folte e quegli occhi così incredibilmente viola non sarebbero mai passate inosservate ai casting di qualche film. Sara accettò il consiglio e si presentò alla Metro Goldwyn Mayer, dove però non le poterono assicurare un contratto. Il produttore che fece un provino a Elizabeth, John Considine, disse che al momento stavano cercando bambine che sapevano cantare e Liz non era per niente intonata. Bussarono alle porte della Universal Pictures, dove dopo un'audizione, offrirono alla piccola Taylor un contratto rinnovabile di 100 dollari a settimana. Nel 1942, all'età di nove anni infatti, la Taylor appare nel suo primo film, “There's One Born Every Minute” che però fu flop tale che spinse la Universal ad annullare il contratto. Elizabeth viene dunque ingaggiata dalla Metro-Goldwyn-Mayer, dove il suo primo lavoro è “Torna a casa Lassie!” (1943), che la porta all'attenzione del pubblico. A questo film seguì “La porta proibita “(1943) con Orson Welles, libera trasposizione del romanzo “Jane Eyre” di Charlotte Bronte, ma soprattutto”Gran Premio” (1944). Il produttore della pellicola Pandro S. Berman, non pensò originariamente alla Taylor per il ruolo della protagonista, anche perché voleva un'attrice di un'età adolescente e non infantile, così chiese alla produzione di metterla e di farla "irrobustire". Una volta che Liz ebbe il fisico giusto per la parte, si affiancò a un altro giovanissimo attore di quel tempo, Mickey Rooney. La pellicola ottiene un grandissimo successo, con un incasso di oltre 4.000.000$ al botteghino, e le fa guadagnare lo status di "bambina-prodigio". Il successo di pubblico e le ottime critiche spingono la casa di produzione a proporle un lauto contratto a lungo termine. Nel 1947 è accanto a una fulgida Mary Astor in “Cynthia” e, nel 1949, è la viziata Amy in” Piccole donne” con Janet Leigh. La Metro le promette una carriera brillante e piena di soddisfazioni e, per farlo, la mette prima sotto la guida di Michael Curtiz in “Vita col padre” (1947), poi nel 1948 la fa diventare  protagonista di “La bella impudente”.

Frequenta la scuola direttamente negli studi della Metro-Goldwyn-Mayer, e successivamente si diploma alla University High School di Los Angeles il 26 gennaio 1950, lo stesso anno in cui, diciottenne, si sposa per la prima volta.

Il successo

Importantissime furono le pellicole con Vincente Minnelli, che prima la affianca a Spencer Tracy in “Il padre della sposa “ (1950) e “Papà diventa nonno “ e poi la renderà nel 1965 la sola e unica protagonista di Castelli di sabbia , oscurando anche la sua fiamma di allora, Richard Burton.
Nel 1951 è impegnata contemporaneamente nel film “Un posto al sole” (A Place in the Sun) e con  un cameo  nel kolossal “Quo vadis?”. L’anno successivo si affida totalmente al regista Richard Thorpe che, malgrado la prediligesse a molte altre attrici di allora, fu costretto (a volte) ad affidarle parti secondarie, come nel caso di Ivanhoe (1952);  Parallelamente, lavora anche con Stanley Donen e Gene Kelly in “Marito per forza” (1952.
Quando rimane incinta del suo primo figlio, la MGM la costringe a non recitare più. La decisione la indispettì enormemente perchè aveva bisogno di denaro, visto che un bambino stava per arrivare. Ancora una volta, le altre passavano avanti a lei. Stavolta, la fortunata era Vivien Leigh che diventò protagonista di un film scritto apposta per lei: “La pista degli elefanti” (1954) con Peter Finch. Fortuna o sfortuna volle che la Leigh cominciò a dare i primi segni di esaurimento nervoso, arrivati a un punto tale da impedirle di lavorare, il copione venne così affidato alla Taylor, che aveva da poco partorito. Tornata a lavoro, nel 1954 è accanto anche al nostro Vittorio Gassman in Rapsodia (1954), un tedioso dramma romantico senza particolari novità.
Nel 1955 è la volta dell'intramontabile successo di George Stevens "Il Gigante", nel quale è la moglie di Rock Hudson, ricco texano,allevatore di bestiame, che non si riconosce nel mondo che cambia ed è in perenne conflitto con il vicino, arricchitosi col petrolio e innamorato di sua moglie. Durante la lavorazione, Liz si prende una cotta per James Dean, poi ne piange la prematura scomparsa, a seguito di un incidente automobilistico, prima del termine delle riprese del film.
Gli Oscar e il rapporto con Richard Burton
Ottiene successivamente tre nomination all'Oscar consecutive per “L'albero della vita “(1957) di Edward Dmytryk, interpretato accanto a Montgomery Clift, “La gatta sul tetto che scotta” (1958) di Richard Brooks, in cui impersona una procace moglie insoddisfatta a causa dell'indifferenza del marito (interpretato da Paul Newman), e “Improvvisamente l'estate scorsa “(1959) di Joseph L. Mankiewicz, con Clift, Katharine Hepburn e Mercedes McCambridge, che le costò il suo primo Golden Globe.
L’Oscar arriva nel 1961, per la sua interpretazione in Venere in visone (1960) di Daniel Mann, che vede nel cast accanto alla Taylor il marito Eddie Fisher.  Nell'estate del 1962, in grave ritardo per una serie di contrattempi, non ultimi i suoi problemi sia personali che di salute (era stata colpita da una grave forma di meningite, e poi da una polmonite che rese necessario un'intervento di tracheotomia), cominciano le riprese del kolossal epico della 20th Century Fox, “Cleopatra”. La Taylor  diventa la star cinematografica più pagata grazie ad un contratto da 1.000.000$ per interpretare come protagonista la regina d’Egitto. Durante la lavorazione di questa pellicola incontra per la prima volta, sul set il futuro marito Richard Burton, che interpreta Marco Antonio. I tabloid scandalistici cominciano a parlare di una storia d'amore nata sul set tra i due attori, all'epoca entrambi erano sposati. La loro storia d'amore e passione va avanti per dieci anni, alimentata da furibonde litigate, colossali bevute e ingiurie reciproche: Insieme interpretano numerosi film: "International Hotel", "Castelli di Sabbia", "Chi ha paura di Virginia Woolf", la storia amara e impietosa di una crisi familiare (quasi un ritratto della loro vita coniugale). L'interpretazione davvero memorabile, del dramma di Mike Nichols, forse l'ultima della sua carriera, le fa vincere il suo secondo Oscar come miglior attice protagonista.
Ancora insieme girano "La Bisbetica domata", riduzione di Franco Zeffirelli dell'opera di William Shakespeare; "I commedianti", di Peter Glenville, una storia pirandelliana tratta da un racconto Graham Green; "Il Dottor Faustus", unico cimento nella regia di Richard Burton, da un dramma di Christopher Marlowe sul mito del celebre dottore, che vende la sua anima al diavolo, in cambio dell'eterna giovinezza.
Fra gli altri film, molto meno importanti, segnaliamo: “Cerimonia segreta” (1968), con Robert Mitchum; “L'unico gioco in città” (1970), con Warren Beatty (anche qui voleva Burton); “X, Y & Zi “(1972), con Michael Caine, che le valse il David di Donatello come miglior attrice straniera; “C'era una volta Hollywood”(1974), con Liza Minnelli e Frank Sinatra; “Identikit” (1974); “Il giardino della felicità “(1976) di George Cukor; e “Rebus per un assassino” (1979) con Jeff Bridges, John Huston e Anthony Perkins. Nessuno di questi è all'altezza delle grandi performances precedenti.
Il suo ultimo film, prima di ritirarsi nell'attivismo sociale, è "I Flintstones" (1994) accanto a John Goodman, nel ruolo della madre di Wilma, odiata suocera di Fred Flintstone. Ma uno dei ricordi più affettuosi, è il doppiaggio della piccola Maggie Simpson in uno degli episodi del cartone animato I Simpsons.

La vita privata

Elizabeth Taylor è stata sposata otto volte e ha avuto sette mariti. Ebbe due figli con Wilding, Michael Howard Wilding (nato il 6 gennaio 1953) e Christopher Edward Wilding (nato il 27 febbraio 1955), ed una figlia, Liza, da Mike Todd,(nata il 6 agosto 1957). Nel 1964 lei e Fisher iniziarono le pratiche per l'adozione di una bambina, poi in seguito adottata da Burton, Maria Burton (nata il 1º agosto 1961).  Grande appassionata di gioielleria nel corso degli anni ha posseduto una grande quantità di famosi gioielli, due dei quali, tra i più celebri, sono stati il diamante Krupp da 33,19 carati (6,638 g) e il diamante Taylor-Burton. Fu vincitrice di numerosi altri riconoscimenti: il Jean Hersholt Humanitarian Award, l'Academy Fellowship, il Cecil B. DeMille Award, l'Henrietta Award World Film Favori, un Golden Globe speciale.  La Taylor ha impegnato molto tempo e molte energie nella lotta all'AIDS, attraverso manifestazioni e raccolte fondi. È stata tra le fondatrici American Foundation for AIDS Research dopo la morte del suo collega ed amico Rock Hudson. Ha anche dato vita ad una propria fondazione.
Nel novembre del 2004, la Taylor annunciò che le era stato diagnosticato un grave problema al miocardio, ormai troppo debole per pompare sangue sufficiente in tutto il suo corpo, particolarmente alle estremità più basse. Costretta a stare in sedia a rotelle, venne operata per un tumore benigno al cervello e per il cancro alla pelle, affrontando per altre due volte la polmonite. Cominciò a vivere reclusa nella sua casa. A questi mali, si aggiunsero l'osteoporosi e la scoliosi.
Il 23 marzo 2011 a 79 anni, si spegne presso il Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles per un’insufficienza cardiaca. Se ne va l’ultima leggendaria grande diva di Hollywood.

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Attore in
La gatta sul tetto che scotta
Anno: 1958
Ruolo: Maggie Pollitt