Welcome to N.H.K – Recensione
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Welcome to N.H.K – Recensione

La vita di un “Hikikomori”

Welcome To N.H.K è una serie animata composta da ventiquattro episodi tratta dall’omonimo romanzo di Tatsuhiko Takimoto, pubblicato in Giappone nel 2002. Il protagonista principale della storia è un ragazzo di ventidue anni di nome Tatsuhiro Sato.

Sato ha abbandonato l’università da quattro anni e non ha un lavoro, passa le sue giornate rinchiuso nel suo minuscolo appartamento; insomma è un “hikikomori”, ovvero una persona che si isola completamente dalla società. Il tema trattato in questo anime è molto serio, in quanto in Giappone questo fenomeno è ancora diffuso, ma non mancano di certo scene di puro humor sarcastico.

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La vita di Sato procede lenta e monotona: come già detto passa le giornate dormendo, guardando il computer e la televisione. Proprio quest’ultima ha ispirato il titolo della serie: NHK è infatti la TV nazionale giapponese (Nihon Hoso Kyokai) che per l’occasione è stata ribattezzata Nihon Hikikomori Kyokai che secondo l’immaginazione di Sato questa cospirazione segreta ha come obiettivo di formare un esercito di Hikikomori. I rappresentati di questa NHK sono gli elettrodomestici e una squadra di goblin che appariranno durate il corso della storia deridendo e distruggendo le speranze del protagonista. Oltre a questo disturbo interiore, Sato è afflitto anche da un altro fastidio: la colonna sonora di un anime che viene messa a tutto volume dal vicino di casa.

La svolta della sua vita da isolato cronico avviene quando un signora anziana, accompagnata da una ragazza di nome Misaki Nakahara, propone a Sato una rivista religiosa. Sato non prende neanche in considerazione la rivista ma focalizza la propria attenzione sulla ragazza che appare come un angelo caduto in un mondo infernale. Dopo una serie di eventi i due si rincontrano e Misaki propone a Sato di firmare un contratto che gli permetterà di guarire dalla sua condizione di Hikikomori frequentando delle sedute in un parco situato vicino alla sua abitazione. Sato però non volendo accettare l’aiuto della ragazza continua a raccontare bugie, fino ad arrivare ad affermare che lui è un “creativo” che lavora in casa.

Trailer 1

Trailer 2

Una volta tornato nel suo appartamento ricomincia a sentire la solita canzone proveniente dall’appartamento affianco. Sato, ormai in preda alla disperazione, decide di uscire di casa e di bussare alla porta accanto scoprendo che il suo rumoroso vicino di casa non è altro che Kaoru Yamazaki, un suo vecchio compagno di scuola che in passato aveva addirittura provato a difenderlo da una banda di teppisti, senza però avere successo. Yamazaki si ricorda ancora il gesto benevolo di Sato e invita quest’ultimo a rimanere a in casa sua. Tra una chiacchera e l’altra emerge che Yamazaki frequenta un corso per diventare designer di videogame: nasce così la collaborazione tra i due per la progettazione di un “Gal-Game”, un genere videoludico incentrato sulle interazioni con delle affascinanti ragazze realizzate in stile anime, prodotto rivolto chiaramente ad un pubblico esclusivamente maschile.

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Situazioni reali

Dopo aver parlato dell’introduzione di Welcome to N.H.K, non resta che citare, senza chiaramente cadere nello spoiler, alcune situazioni reali legate all’isolamento delle persone che propone la serie. La realizzazione di un videogioco del genere “Gal-Game” evidenzia chiaramente la difficoltà che hanno gli Hikikomori nel rapportarsi con il gentil sesso. Scrivere la sceneggiatura di un videogioco può risultare noioso, per cui meglio abbandonare tutto per fuggire con la vecchia fiamma della scuola Hitomi Kashiwa per un meeting offline, che lasciamo a voi il piacere di scoprire di cosa si tratta, oppure buttarsi a capofitto nel mondo dei giochi online per sfuggire alla realtà e passare la propria vita in un mondo fantastico e dinamico, fino ad arrivare a farsi convincere da una ex compagna di classe ad entrare in un giro illegale di vendita di prodotti sponsorizzati come naturali e sempre efficienti.

♫  Pururin Purupururin ♫

Una delle peculiarità dell’opera sono sicuramente le musiche d’accompagnamento. Sia le melodie orchestrali che quelle cantate, fino ad arrivare all’opening e alle varie ending si adattano perfettamente al contesto, passando da suoni malinconici a versi che descrivono le situazioni che stanno vivendo i protagonisti.

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Per concludere

Welcome to NHK è un anime che si lascia guardare facilmente e che in poche puntate catturerà completamente l’attenzione dello spettatore, garantendo temi maturi che daranno diversi spunti di riflessione sul tema della vita, sulla felicità e sull’esistenza di un qualcosa di superiore che condiziona l’esistenza dell’uomo.

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