Da zero a mito e da fumetto a film
Per questo film, che consacra definitivamente Jim Carrey ad attore comico ‘faccia di gomma’ dopo Ace Ventura, gli incassi parlano chiaro: in Italia quasi 7 milioni e 200 mila euro, in America quasi 120 milioni di dollari e più di 351 milioni in tutto il mondo. Tratto dall’omonimo fumetto nato nell ’89 dalle mani di John Arcudi e Doug Mahnke, The Mask è stato riadattato anche come cartone animato. Il The Mask 2 del 2005 non ha avuto lo stesso successo, molto probabilmente perché, quando un film nasce perfetto con un attore, cambiare protagonista non è la mossa più azzeccata.

Ssssspumeggiante!
Stanley Ipkiss è un impiegato di banca, troppo imbranato per flirtare con una ragazza o comportarsi in maniera determinata e audace. Un bel giorno però, trova una strana maschera voodoo che gli cambierà la vita: ogni volta che la indossa diventa l’esatto opposto. Vivace, intraprendente e dotato di poteri particolari che gli fanno fare smorfie e movimenti al limite del cartone animato, Stanley esclama guardandosi allo specchio: “Sssssspumeggiante!”.
Intreccerà una strana relazione con Tina, una ballerina del Coco Bongo club, tra danze e approcci romantici tutti da ridere e avrà a che fare col perfido Dorian, malvivente locale che la sfrutta come fosse una bambola da mettere in mostra. Il suo comportamento sconsiderato, però, allerterà la polizia locale che gli starà alle calcagna e si troverà in situazioni paradossali (come ballare nei pressi di un parco) durante l’inseguimento. Al fianco di Stanley la maschera ci saranno il suo amico Charlie (che non sospetterà nulla della sua trasformazione) e il fedele cagnolino Milo.

Una squadra di animatori per "faccia di gomma"!
Per un film dove il protagonista è una specie di cartone animato vivente era necessario un lavoro di gruppo enorme: troviamo quindi Craig Stearns ed Elle Totleben alle scenografie (il primo ha lavorato in Power Rangers e la seconda in Tutti gli uomini del presidente); Ha Nguyen, nata a Saigon, per i costumi (si è distinta ne Il professore matto e Tra cielo e terra); infine una squadra di persone agli effetti speciali: Jon Farhat (The book of Eli e Il professore matto), Scott Squires (Star Wars-La minaccia fantasma), Steve Williams e Tom Bertino. Il risultato è un personaggio che emula Roger Rabbit e si allunga come Mr Fantastic, riesce in imprese impossibili, corre più veloce della luce e… balla meglio di Fred Astaire!

Un cast un po’ ballerino e un po’ mafioso
Se in Ace Ventura – l’acchiappanimali erano già venute fuori le potenzialità di Jim Carrey, questo film lo consacra ad attore comico re delle smorfie e a ballerino provetto! Come dimenticare la sua performance con Tina al Coco Bongo club sulle note di Hey Pachuco dei Royal Crown Revue o lo scatenato balletto in cui si improvvisa davanti ad una intera squadra di poliziotti con Cuban Pete reinterpretata dall’attore stesso?
Lo affianca la già citata Tina, impersonata da una bravissima Cameron Diaz, forse troppo bomba sexy e poco ballerina, ma perfetta per interpretare il sogno impossibile di un imbranatissimo Ipkiss.
Peter Green è l’antagonista Dorian, un mafioso che vuole fare fuori il suo superiore e che utilizza le grazie di Tina come se fosse un oggetto: riuscire ad impossessarsi della maschera sarà parte dei suoi piani.
Troviamo poi la divertente coppia di poliziotti che ci ricorda vagamente Stanlio e Ollio con le sue vicissitudini per acciuffare la cosiddetta ‘maschera’: Peter Riegert è il tenente Kelloway, di cui Stanley si farà beffe, ma che cerca sempre di mantenere un contegno e al suo fianco c’è Jim Doughan, ovvero il tenente Doyle, un po’ sempliciotto ma alquanto esilarante. Infine troviamo Amy Yasbeck, la giornalista Peggy Brant che inizialmente tenterà di aiutare Stanley ma che alla fine farà una mossa a dir poco azzardata in favore di Dorian.
Un uomo che è un cartone animato
Un film che ormai è un evergreen non ha bisogno di conferme, basti dire che è valso a Jim Carrey il premio Golden Globe del 1995 come miglior attore in un film o commedia musicale. Scene esilaranti come quella in cui, al posto di un palloncino tira fuori dalla tasca un preservativo usato, sono partorite direttamente dalla mente di Carrey; altri evergreen sono la sparatoria al Coco Bongo Club dove ‘la maschera’, fingendo di morire, cita uno dietro l’altro Il mago di Oz, Zanna gialla e Via col vento e l’imitazione di Elvis durante il suo balletto sfrenato. Da non dimenticare tutte le analogie con i vari cartoni, che sono il fulcro dei suoi comportamenti folli: si va da Bugs Bunny a Duffy Duck e da Pepè le Pew a Road Runner.