| Autore: Shejlahn |
A più di 10 anni di distanza da Titanic, film che entrò nel guinness dei primati per aver superato il miliardo di dollari di incassi e per aver eguagliato il record di Ben Hur vincendo 11 Oscar, James Cameron torna a dominare i grandi schermi con un nuovo colossal, ancor più costoso, ancor più spettacolare ed ancor più acclamato: Avatar.
2154: la Terra è nel mezzo di una crisi energetico -ambientale. L’unica speranza risiede nell’unobtanium, un minerale che si trova in grande quantità sul pianeta Pandora, dove gli umani hanno già costruito diversi avamposti. Il più grande giacimento di questa preziosa risorsa si trova però proprio al di sotto di un insediamento di Na’vi, gli indigeni umanoidi che abitano il pianeta. Per portare avanti l’esplorazione e lo studio della natura locale e per favorire l’interazione con gli alieni, con cui sperano di trovare una soluzione diplomatica, gli scienziati terrestri combinano il dna umano con quello Na’vi per creare degli Avatar, creature controllabili attraverso una connessione neuro-psichica possibile solo quando l’essere umano di riferimento cade in una sorta di trance.
I loro tentativi di mediazione non portano però alcun risultato concreto e la guerra sembra essere l’unica opzione rimasta per porre fine al conflitto. Jake Sully, giovane marine tetraplegico, viene chiamato su Pandora per guidare l’Avatar di suo fratello gemello, morto accidentalmente, e continuare così lo studio degli usi e della cultura Na’vi per guadagnarsi la loro fiducia e convincerli ad abbandonare il loro villaggio. L’incontro con la Principessa guerriera Neityri, però, lo porterà a cambiare drasticamente il suo punto di vista sul conflitto in corso e anche la sua vita.
Sin dal suo concepimento nel lontano 1996, Avatar era destinato a divenire una pietra miliare nella storia del cinema: Cameron voleva che il film fosse realizzato interamente in digitale, ma per l’epoca il progetto era a dir poco utopistico, visti la limitatezza tecnologica e i costi esorbitanti che essa richiedeva. Soltanto nel nuovo millennio, grazie agli incredibili progressi raggiunti con il motion capture e la computer grafica, fu possibile occuparsi concretamente di questa pellicola, per la quale fu creato un innovativo sistema di ripresa digitale ad alta definizione in grado di simulare il meccanismo della vista umana per ricrearne la percezione di profondità, il Reality Camera System.
Il risultato è senza dubbio sbalorditivo: la qualità delle immagini, le animazioni e gli effetti speciali raggiungono l’eccellenza del fotorealismo già con la proiezione ordinaria ed esplodono in tutta la loro potenza in quella 3D, letteralmente seducendo gli spettatori, di volta in volta, con la bellezza indaco della lussureggiante natura di Pandora, con l’epicità dello scontro tra tecnologia e natura, con le movenze esotiche e feline dei Na’vi e con la vertiginosa velocità dei voli sugli Ikran.
L’accostamento tra gli attori in carne ed ossa e le loro controparti digitali è lungi dall’essere alienante: reale e virtuale si sposano alla perfezione, fluendo con grande naturalezza all’interno di inquadrature ora più funzionali ora più audaci, che scandiscono l’alternarsi delle sequenze di narrazione e di azione secondo la più classica delle tradizioni.
A questa cura per l’estetica e la fruizione visiva della pellicola, che senza dubbio gratificano e ammaliano l’occhio dello spettatore, non corrisponde però una cura altrettanto valida della storia, la cui originalità è inversamente proporzionale a quella della sua rappresentazione. Al di là delle peculiarità della flora e della fauna di Pandora e del geniale meccanismo di contatto empatico tra i Na’vi e la natura, che si manifesta nella treccia blu degli alieni, è infatti impossibile non notare le numerose similitudini con altri famosi titoli, tra cui Pocahontas della Walt Disney e Balla coi lupi di Kevin Costner, con cui condivide, oltre al messaggio, la medesima scansione degli eventi e la medesima rosa di personaggi. Questi ultimi in particolare sono trattati in modo piuttosto superficiale; più che rappresentare degli individui, rappresentano dei tipi, e questo li rende inevitabilmente piatti.
Il tema stesso del film, pur essendo in sé valido e quanto mai attuale, non viene minimamente approfondito e finisce per scadere nella banalità; le allusioni alla guerra in Iraq o alla crisi ecologica, che avrebbero potuto essere dei punti di forza della pellicola, restano tali, e vengono relegate al solito monologo della voce fuori campo e agli scontati scambi di battute tra buoni e cattivi. Delle condizioni effettive del pianeta Terra, della scoperta di Pandora, del passato di Jake e di suo fratello e della creazione degli Avatar nulla ci è dato sapere all’infuori delle misere notizie riferiteci all’inizio del film, che pare più un tutorial che un incipit.
Forse per raggiungere l’eccellenza nella forma, Cameron ha finito per trascurare il contenuto o forse ha volutamente deciso di lasciarlo al suo stato grezzo, convinto che la bontà e l’universalità del messaggio bastassero a conferire un’ulteriore profondità alla pellicola, oltre a quella tridimensionale. Se è vero che Avatar ha già fatto il suo ingresso trionfale nel guinnes dei primati, è altrettanto vero che, con un lavoro più curato sui personaggi e sulla storia, avrebbe potuto essere un capolavoro memorabile in tutto e per tutto, in grado di “vederci” davvero, unendosi ai delicati fili delle nostre anime.
| Trama | Cast | Audio | Doppiaggio | Scenografia |
| 6.5 | 8 | 9 | 8.5 | 10 |
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