| Autore: shinjiikari |
Ma la Basilicata esiste?
Rocco Papaleo, al suo esordio come regista, decide di unire la sua vena comico-drammatica a un tocco di Blues, scegliendo così di dirigere un film ricco di significati. Classico viaggio dove non è importante la meta, ma il viaggio stesso, il film si presenta come un tuffo nelle paure che attanagliano l’uomo medio che ha sogni comuni ma di difficile realizzazione. Un road movie musicale imperfetto e surreale, ma ricco di coraggio se consideriamo l’asfittico cinema italiano degli ultimi anni.
Punto di forza di questo film sono i personaggi molto caratteristici. Tutti loro portano dentro un pizzico di noi stessi. Insomma, un perfetto quadro dell'Italia che rincorre il successo. E a volte, nel viaggio per il raggiungimento di questo scopo, può accadere di trovare qualcosa di piu importante.
Papaleo e Gassman
Il "nuovo" neo realismo con patate e salsicce
Un gruppo di amici che suonano insieme in una band decidono di partecipare al festival del teatro-canzone di Scanzano Jonico. E vogliono arrivarci a piedi, attraversando tutta la Basilicata dal tirreno allo Ionio in dieci giorni: iniziativa originale, pensata per ottenere popolarità.
Una combriccola di musicisti con nient’altro che i loro strumenti, un cavallo, un carretto e dei pannelli solari attraversano questa sconosciuta terra, accompagnati dalla bravissima Giovanna Mezzogiorno, una all'apparenza burbera giornalista che documenta svogliatamente il loro viaggio. A meta raggiunta, il loro traguardo sarà la (ri)scoperta di se stessi, e il calderone di emozioni accumulate durante questo particolare viaggio, tra monti solitari e colline aride di popoli.
Jam session per pochi intimi
Una cartolina in movimento
È un depliant turistico la pellicola di Papaleo, nato a Lauria 52 anni fa. Con questo film vengono portate alla luce tutte le sfumature di una terra mai sfruttata e mai vista davvero, luogo di passaggio per chi attraversa un’Italia incurante dei particolari. Fotografie di paesaggi caldi e aridi, con paesi ricchi di folklore e una storia che fa fatica a dimenticare sapori, colori e usanze. Una terra innocente e per certi versi straniera, e a conoscerla attraverso queste immagini, viene voglia di visitarla.
Panorama Italico
La dolcezza di un timido ubriaco
Punto di forza di questo film è il cast. I personaggi si fondono perfettamente in una danza di caratteri contrastanti ma profondamente simili. Un Gassman più maturo e una Giovanna Mezzogiorno in piena no social-girl. Un Max Gazzè bassista di tanta musica e di poche parole, vi porterà per mano in un percorso fatto di tenerezze e di parole dette solo con uno sguardo. Un continuo crescendo che porta il pubblico a emozionarsi e affezionarsi a questo gruppo di poveri sfollati musicanti. Ciò che colpisce di più è il dualismo dei personaggi, che "strada facendo" diventa più evidente.
Gassman, Papaleo e Max Gazzè
Progetto a mano libera di piena fantasia
Questa commedia, suonata e itinerante è un buon modo per soffermarsi su quelli che sono i colori e le leggende fin troppo tangibili di una terra dimenticata, motivo di stupore è il toccarsi e l’armonizzarsi dell’estremo senso e del nonsenso.
Il regista non cerca l’espressione di un malessere esistenziale ma lancia un messaggio subliminale di questa forma distratta, fatta di premesse chiaramente autobiografiche, tra una canzone attorno ad un fuoco e un bicchiere di Aglianico.
| Trama | Cast | Audio | Doppiaggio | Scenografia |
| 7 | 8 | 7 | / | 9 |
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