| Autore: Moira78 |
Un tributo a un attore e uno a un padre
In inglese il titolo è Liar liar e, per una volta, la traduzione italiana non ci ha messo lo zampino con aggiunte poco credibili. Diretto da Tom Shadyac, il lungometraggio ha incassato in tutto il mondo quasi 303 milioni di dollari, 181 mila nei soli Usa ed è dedicato a Jason Bernard, l’attore che interpreta il giudice e che è morto d’infarto poco dopo le riprese del film. L’unica nota triste, questa, in un lungometraggio che consiste in 86 minuti di puro divertimento e attimi profondi, come quelli di Fletcher con il figlio: Carrey confesserà che, il famoso artiglio che utilizza per divertire il bambino, è un tributo a suo padre che giocava con lui alla stessa maniera quando era piccolo.
Mentire è pericoloso. Dire la verità… anche di più!
Fletcher Reede è avvocato in un prestigioso studio legale: eccellente nel lavoro, colleziona successi grazie alla sua abilità nel mentire. Ma quando suo figlio Max, per il suo compleanno, esprime il desiderio che per 24 ore suo padre dica sempre e solo la verità, la vita di Fletcher diventa un incubo: incapace di mentire durante i processi, arriverà ad autofustigarsi pur di non dover presiedere in tribunale. Ma ha anche altro di cui preoccuparsi: la sua ex moglie Audrey ha deciso di partire con la sua nuova fiamma portando il bambino con sé e gettandolo nella più cupa disperazione. Fletcher avrà il suo bel da fare per conciliare i disastri lavorativi con il suo desiderio di non perdere il figlio, e le gag che ne deriveranno verranno controbilanciate dall’affetto paterno che lo porterà ad affrontare imprese ben più pericolose che dire la verità!

Niente effetti speciali per un Capricorno!
Per un film che parla di un avvocato è inevitabile che molte scene siano state girate all’interno di un tribunale, per il resto (esterni, case e aeroporti) si è ricorsi a luoghi come il 1004 di Higland Street, South Pasadena, Alhandra e Los Angeles in California; non è mancata neanche la City Jail della Città degli Angeli. Il doppiaggio italiano è eccellente: Roberto Pedicini doppia un inarrestabile Jim Carrey; veterano nell’impersonare l’attore americano, Pedicini gli ha dato voce in altri film famosi quali Man on the Moon e Se mi lasci ti cancello. Reduce da lungometraggi come The exorcism of Emily Rose e Il paziente inglese, è invece Roberta Greganti, qui l’ex moglie di Fletcher, Audrey. Figlio d’arte in una famiglia di doppiatori, troviamo Alessio Ward che dà voce al piccolo Max. Una curiosità per gli effetti speciali di alcune scene di questo film è che non ce ne sono in un momento chiave! La scena in cui Fletcher si autopercuote in bagno non ha avuto bisogno di rumori registrati per rendere più credibili le capocciate di Carrey: il rumore è quello reale della sua testa contro i muri! Neanche a farlo apposta l’attore è un Capricorno…

Indomabile Jim Carrey, rassicurante Maura Tierney
Jim Carrey ha dato il meglio di sé in molti film con le sue buffe evoluzioni, eppure non riesce mai a esaurire la sua vena comica e risulta sempre estremamente esilarante: le sue gag in questo film dove combatte contro la parte interiore che lo obbliga a dire la verità, sono a dir poco irresistibili. Si va dalla penna che si rivolta contro di lui e rischia di accecarlo alla tavoletta del wc che si sbatte impietosamente sulla testa per simulare un’aggressione. Al suo fianco c’è l’ex moglie Audrey, che è Maura Tierney, la rassicurante e simpatica Abby di E.R.: la figura materna che impersona, apprensiva ma anche tanto paziente, non poteva trovare interprete migliore. Max è il piccolo Justin Cooper; biondissimo e dalle dolcissime guance tonde, questo bel bambino ha cominciato con spot televisivi fino ad approdare nella serie Gli amici di papà: qui viene fuori tutto il suo talento, e sì che essere figli di un avvocato nevrotico non è tanto facile! Ci sono poi il pacifico e, per esigenze di copione, insipido Cary Elwes nel ruolo di Jerry, il fidanzato di Audrey, Jennifer Tilly nei panni della prorompente e impazientissima Samantha Cole, la quasi santa Amanda Donohe (segretaria di Fletcher, ne dovrà sopportare di cotte e di crude) e il già citato Giudice Marshall, impersonato dal povero Jason Bernard, morto poco dopo le riprese.

Ridere e piangere per la verità
Voglio che per un giorno mio padre non dica neanche una bugia, così dichiara mentalmente Max sulle candeline della torta di compleanno. Basta questo presupposto semplice, la maledizione scaturita dal desiderio innocente di un bambino per dare vita a un geniale film comico; e non sono sufficienti le spiegazioni di Fletcher che cerca di convincere il suo Max della bontà delle bugie in certi frangenti della vita: il suo desiderio non sarà mai sentito come il primo. Il finale fa tenerezza, rende capace Carrey di farci ridere e piangere, abilità che solo un attore completo può avere.
Dopo mask secondo me il miglior film di Jim Carrey.
L'ho visto appena ora riflettendoci vero.
Bha io sinceramente adoro questo film, da bambino mi ero anche convinto di voler fare l'avvocato dopo averlo visto xD
| Trama | Cast | Audio | Doppiaggio | Scenografia |
| 7.5 | 8.5 | 7.5 | 7.5 | 7 |
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