Fiume di luna
Da un piccolo romanzo di Truman Capote nel 1961 la Paramount Pictures non ha minimamente idea di quello che verrà tratto dal regista Blake Edwards: una commedia senza tempo, una storia bellissima di una figura femminile destinata ad entrare nella storia del cinema con tutte le sue stravaganze, le debolezze e le fragilità. "Colazione da Tiffany" non è una semplice storia romantica è molto di più: un'analisi sottile e concreta di uno degli infiniti angoli che compongono la mente di una donna moderna, apparentemente emancipata, e sicura di sè nella società frenetica dell'età contemporanea. In più nella Hollywood pudica e perbenista dei primi anni '60 viene portata sul grande schermo la storia di un'escort, perchè questo fa per vivere la dolce Holly. Edwards sarà abile a far intendere il tutto senza mai dirlo in modo esplicito, un gioco di allusioni per salvare il film dalla scure della censura e dare l'illusione che la vita della ragazza sia veramente fatta di diamanti e feste che finiscono all'alba con una "Colazione da Tiffany", in modo innocente e garbato.