| Autore: Alessandro "Oneiros" Torregiani |
I muppet sono un vero e proprio monumento della televisione americana, sono figure ormai iconiche e mai veramente sparite anche nei momenti di minor popolarità; dal ponte di Brooklyn al Golden Gate è difficile trovare qualcuno che non conosca, anche solo di nome, Kermit la rana.
Non c’è da sorprendersi quindi se in questo film il numero di guest star che compare in un cammeo è incredibilmente alto, andando a pescare nel passato come nel presente, in Whoopi Goldberg e Mikey Rooney come in Jim Parson (il suo cammeo è probabilmente il migliore) e Neil Patrick Harris.

Si torna in scena!
Protagonista, o sarebbe meglio dire protagonista umano, del film è poi Jason Segel nel ruolo di Gary, già famoso per essere nel cast di “How I met your Mother” insieme a Neil Patrick Harris.
Il protagonista “non umano” del film è invece Walter, un muppet che diventa un fan così grande del “The Muppet Show” da diventarne quasi ossessionato e sviluppare una vera e propria adorazione per Kermit. Gary e Walter sono, per quanto strano possa sembrare, due fratelli vissuti fianco a fianco nella allegra cittadina di Smalltown, una piccola città immaginaria dove il tempo sembra essersi fermato agli anni ‘50 e dove tutte le persone sono dei sorridenti stereotipi dell’immagine televisiva che l’america post-bellica amava dare di sé e dei suoi piccoli centri rurali.
La storia, semplice e diretta, inizia proprio in questa cittadina dove Gary decide di invitare la propria fidanzata Mary (la rossa Amy Adams), che di mestiere fa la mestra in una scuola elementare dove si insegna come riparare i motori delle auto, ad un romantico viaggio a Los Angeles. Gary non riesce però a non invitare anche il fratello muppett in quanto nella Città degli Angeli sono locati i Muppet Studios, il luogo dove tutti gli show dei Muppet venivano girati. Quando il trio arriva in città (rigorosamente in un pullman stile anni ‘50) scopre però che i Muppet Studios sono abbandonati ed in completa rovina. E’ qui che Walter si intrufola dove non dovrebbe scoprendo per caso i piani del ricco magnate Tex Richman (il bravo Chris Cooper), che vuole acquistare gli studi per raderli al suolo e trivellare il terreno in cerca del petrolio sottostante.
L’unico modo per salvare gli studi è che i Muppet li riacquistino con dieci milioni di dollari entro qualche giorno, ma i quest'ultimi si sono divisi tempo prima e ormai Kermit vive solo in una vecchia e polverosa magione; c’è così bisogno di rimettere insieme il gruppo per salvare gli studi. Ed esclusa qualche piccola deviazione la trama è tutta qui, un cattivo magnate vuole distruggere i sogni del bravo Walter e dei Muppet, e non si farà alcuno scrupolo per farlo, e i nostri devono riuscire a riunirsi e a creare uno show per raccogliere i soldi necessari. E’ palese che la trama sia solamente un pretesto, un’impalcatura per dare spazio ai Muppet.

E di spazio per i Muppet ne serve molto perché questi pupazzi sono tantissimi e praticamente tutti hanno il loro spazio in scena, merito di una regia molto veloce che sembra non voler mai soffermarsi troppo sulla stessa inquadratura o sulla stessa scena. Il regista James Bobin è ben consapevole di star girando un film dei Muppet e non si fa alcun problema a infrangere la “quarta parete” di frequente, creando dei divertenti siparietti che riescono a strappare più di un sorriso anche ad un pubblico adulto.
La fotografia è sempre luminosa e riesce a rendere bene quella piccola saturazione dei colori che ben si accosta con un film per bambini e con la stoffa di cui sono fatti i pupazzi, accompagnando le ampie e ariose riprese della videocamera con il giusto mix tra ombre e luci. Anche nelle scene più cupe (viene subito in mente il nerissimo ufficio di Richman) non viene mai data una sensazione di grigiore, di spento, i colori la fanno sempre da padrone anche quando i Muppet non sono in scena.
Tutti a passo di danza. Più o meno.
Ma questo film è sopratutto un piccolo Musical, dobbiamo quindi parlare anche delle musiche e delle canzoni, e purtroppo è qui che si presenta qualche problema. Non tutte le canzoni sono infatti degne di nota, probabilmente anche a causa di un doppiaggio delle parti cantate a volte decisamente non all’altezza. Le coreografie dei balli sono ben riuscite, così come le musiche, ma le canzoni in sé peccano di una certa semplicità compositiva che potrebbe risultare eccessiva anche per un pubblico di bambini. Quasi imbarazzante il pezzo rap di Richman, che sembra più il solito dovuto tributo a “ciò che ascoltano i gggiovani” che una canzone degna di essere nel film.
Fortunatamente non tutte le canzoni soffrono di questi problemi e alcune risultano anche essere particolarmente gradevoli, pur con il peso del già citato doppiaggio problematico nelle parti cantate.
Come già detto il cast di attori chiamato per questo film è, tra cast vero e proprio e comparse, veramente stellare, e può vantare un Jack Black che interpreta sé stesso (beh, quasi...) in ottima forma e i felicissimi cammei di Jim Parson (Sheldon di The Big Bang Theory) e Zach Galifianakis (Alan di Una notte da Leoni 1 e 2) a dare al tutto un po’ di pepe in più.
Jasono Segel è bravo a recitare la parte del sempliciotto e qui non si smentisce, così come Amy Adams risulta efficace nel rappresentare la tipica ragazza semplice, determinata e anche un pochino tormentata dall’amore. Tutto tende ad essere ovviamente sovra recitato, ma la cosa non stona affatto perché è chiaro che nessuno voleva fare qualcosa di diverso che rappresentare poco più che stereotipi, come se gli attori fossero versioni umane dei Muppet.

D’altronde il tema dello scegliere cosa si è, in questo caso declinato nel “uomini o Muppet”, è una parte fondamentale del film ed è il messaggio morale che si è voluta dare al pubblico di bambini: crescere può essere difficile, ma permette di scoprire chi veramente si è e di credere in sé stessi.
Il film è tutto sommato gradevole sia per bambini che per adulti, agli occhi del pubblico italiano soffre però dell’essere intriso di tutta una serie di riferimenti al Muppet Show e anche ai film precedenti, cosa che lo rende un po’ castrato, incapace di esprimere a pieno il proprio potenziale. Ovviamente questo non è un problema del film in sé, ma è un elemento di cui tener conto visto che la pellicola è chiaramente stata pensata per essere vista da un pubblico cresciuto a pane e Muppet.
Conclusioni
Se avete un bambino da portare al cinema avrete davanti un film con cui si divertirà e da cui probabilmente uscirà con la curiosità di saperne di più sui Muppet; se invece eravate voi a guardare i Muppet da bambini, troverete un film in grado di divertirvi anche da adulti e di far tornare a galla tutta la vostra nostalgia, pur con tutti i suoi limiti.
| Trama | Cast | Audio | Doppiaggio | Scenografia |
| 6 | 8.5 | 7 | 6 | 8 |
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