| Autore: Elisabetta "Alysia" Zampagli |
Kiki Consegne a Domicilio è il quinto lungometraggio del Maestro Miyazaki, del quale ne è produttore, regista e sceneggiatore ed è tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice Eiko Kodono.
Il film esce nelle sale giapponesi nel 1989, distribuito dalla casa di produzione Studio Ghibli, mentre in Italia viene distribuito in Home Video nel 2002 dalla Lucky Red.
La produzione di Kiki Consegne a Domicilio cominciò durante le fasi finali della realizzazione de "Il mio Vicino Totoro", e fu per questo motivo che la regia non fu affidata inizialmente a Miyazaki. Non contento però dei primi risultati della sceneggiatura, una volta terminato l'anime di Totoro, prese in mano la produzione di Kiki, portando alla realizzazione uno dei primi capolavori che ebbe successo ai botteghini giapponesi incassando più di due miliardi di yen.

Una nuova vita
Kiki è una giovane apprendista strega che appena raggiunta l'età di tredici anni, deve lasciare la propria famiglia e affrontare il suo noviziato in un'altra città.
Il suo sogno è sempre stato quello di poter soggiornare durante quel periodo in una bella città di mare, ma tralascia ciò che veramente è importante di quel tirocinio: scegliere la propria specialità per poi diventare una vera strega.
Kiki sa solo volare molto bene e una notte di luna piena sceglie di partire a bordo della vecchia scopa della madre, anch'ella strega, ed il suo gatto nero Jiji, con il quale solo lei riesce a parlarci e capirlo.
Dopo una notte travagliata, giunge in una bella città sul mare, proprio come lei desiderava, e si mette alla ricerca di una sistemazione. Le persone, nonostante convivono tranquillamente con le maghe, mostrano comunque diffidenza nel vedere una ragazzina che s'infila nel traffico "volando su una scopa".
Kiki trova alloggio presso una coppia che ha una panetteria e ammettendo che volare è ciò che le riesce bene, mette su un'attività di consegne a domicilio.
La piccola troverà difficoltà ad ingranare, ma piano piano, grazie alla sua intraprendenza e solarità, troverà il suo giusto posto e tanti nuovi amici.

Una storia moderna ricca di magia
Kiki Consegne a Domicilio è un anime che racconta in chiave moderna una storia particolarmente dolce e ricca di sensibilità.
La magia è utilizzata non solo come mezzo da parte della protagonista, ma è anche armonia e poesia che accompagna la vicenda della piccola Kiki. La storia è ambientata ai giorni nostri, intorno alla metà degli anni '50, ove le streghe non sono solo dei miti raccontati nelle fiabe, ma sono delle vere e proprie persone che vivono tra i comuni uomini.
Koriko, la città costiera, prende corpo all'interno di un'arroccata cittadina dal forte sapore europeo: una collina dagli alberati campanili, sotto i quali respira l'odore di croccanti baguette e il mare tutt'attorno da cui fluisce una salsedine tipicamente mediterranea. Fanno da modello Stoccolma e altre città nordiche, oggetto di un lungo viaggio da parte dello staff quando il film era ancora in pre-produzione.
I disegni non perdono il tratto miyazakiano: semplici dalle linee definite e colori brillanti. I fondali riempiono gli occhi e immergono lo spettatore nella loro bellezza.
Le musiche sono strumentali, curate sempre dal fedele compositore Joe Hisaishi e nella versione italiana, sia la canzone d'apertura che finale, è cantata da Gabriella Scalise, nota doppiatrice cantante di film della Disney.

Piccola donna cresce
Il film è prevalentemente incentrato sulla figura di Kiki e sul suo inserimento in un mondo nel quale non ha mai vissuto: la sistemazione, le nuove conoscenze, l'avvio della sua attività, insomma la sua capacità di rendersi indipendente, così da poter diventare una strega a tutti gli effetti. Che poi, metaforicamente, ciò rappresenta il passaggio dall'infanzia all'età adulta.
Oltre ai temi portanti di indipendenza e rapporti sociali, si riscontrano i cari temi al Maestro: l'amicizia con Tombo, il ragazzino che fin dall'arrivo della piccola strega le mostra simpatia aiutandola e rivelandole la sua grande passione per il volo; l'amore tra Jiji e la gattina bianca e l'importanza dell'essere piuttosto che dell'apparire simboleggiata dal vestito nero della strega.

Nella storia troviamo anche Osono, la signora della panetteria che subito fa emergere il suo lato materno, le dà aiuto e la sistemazione, ma la responsabilizza nel suo progetto.
E poi c'è Ursula, una giovane pittrice che ha trovato la sua affermazione vivendo in una baita nel bosco. Le coincidenze fra le due giovani figure femminili sono sottolineate dal fatto che entrambe sono doppiate dalla stessa attrice (Minami Takayama per la versione giapponese, Domitilla D'amico per quella italiana), come a stabilire che Ursula è il modello cui Kiki aspirerà nella sua versione compiuta e realizzata.

Anche i personaggi secondari, come del resto in tutti i lungometraggi di Hayao Miyazaki, hanno una certa rilevanza nella storia, come se colmassero, nel loro piccolo, l'atmosfera di dolcezza e brio.
L'aspetto interessante del lungometraggio è l'assenza di persone negative, forse qualche nota di antipatia si ha dalla ragazzina snob, amica di Tombo.
Kiki e la vita.
Miyazaki difficilmente rende un suo lavoro una semplice fiaba. Ognuno ha la sua morale, il suo perché, sta a noi carpirne il suo messaggio e andare al di là delle semplici, ma bellissime immagini che ci pone.
Kiki è così: un poema per l'animo, intenso per la sua sensibilità e per la dolcezza. La scelta di affrontare il suo noviziato come da tradizione è una metafora alla vita, il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, se non quello più importante: diventare donna.
Perché a tredici anni, siamo ancora legati al mondo fanciullesco, siamo ancora nella fase delle scoperte della vita, dei primi amori e delle prime delusioni. Si fa un passo alla volta e si cresce piano piano, con l'appoggio dei propri cari e degli amici. Mentre la piccola streghetta dovrà farlo lontano da tutti i suoi conoscenti, in una città sconosciuta e dovrà farlo contando solo su se stessa. La sua intraprendenza e frenesia è lodevole, cattura subito l'attenzione di Osono e di Ursula, le due figure femminili che la sosterranno nella sua fase di maturazione introspettiva.
Difficile pensare che questa bambina non sarà una persona migliore, perché d'altronde, come la madre le consiglia sin dalla partenza, la formula giusta è: "Mostra sempre un bel sorriso".

| Trama | Cast | Audio | Doppiaggio | Scenografia |
| 8 | 9 | 8 | 7.5 | 9 |
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