| Autore: kurtz84 |
Le scope di Dukas
Uno dei migliori episodi del primo Fantasia era senza ombra di dubbio "L'apprendista stregone", interpretato da uno sfaticato Topolino alle prese con delle scope che non ubbidivano ai suoi ordini malgrado il cappello che aveva preso in prestito dal suo padrone (lo stregone del titolo). Il successo della sequenza era da attribuire tanto alla simpatia del protagonista quanto alla perfetta coesistenza tra suono e immagini, che raggiungeva vette di assoluta eccellenza, che gli altri episodi che componevano Fantasia non riuscivano ad equiparare. Al punto che il poema sinfonico di Dukas sembrava essere stato scritto appositamente per narrare la vicenda dello sfortunato Topolino.
Scienza vs Magia
Dave Stutler apprende all'età di circa 10 anni di essere il prescelto per distruggere la temibile fata Morgana. L'incontro con i veterani maghi, Balthazar e Maxim, segnerà per sempre la sua esistenza, spingendolo verso quella disciplina concettualmente agli antipodi della magia: la fisica. Il ritorno dopo altri 10 anni dei due maghi determinerà l'inizio delle vicissitudini che condurranno il giovane a decidere le sorti dell'universo.

Alla conquista del mondo
L'approccio con la magia di questa nuova produzione Disney si distingue per originalità, in quanto è chiaro il tentativo di far nascere un connubio tra l'arte occulta e la scienza. È proprio quest'ultima a fare da supporto alla prima, utilizzabile quindi solo previa conoscenza della fisica. Anche se la qualità dell'apparato realizzato per far convivere queste due discipline antitetiche è opinabile (l'ultima sequenza ha del ridicolo), resta da apprezzare il tentativo di superare l'opposizione tramite la dialettica.
Lo stesso sforzo non è purtroppo ascrivibile alla storia che il lungometraggio propone, che verrà ricordata per essere una delle più banali e scontate presenti nel panorama cinematografico attuale. Assistere al combattimento dei "buoni" contro l'ennesima strega desiderosa di distruggere il mondo sfruttando le forze del male, conduce velocemente ad un sentimento di frustrazione. Il problema non è l'opposizione manichea, ma la mancanza totale di motivazioni alla base di questo progetto omicida.

Un costoso giocattolo
Jerry Bruckheimer e John Turteltaub sono specializzati nei blockbuster, avendo già lavorato a "Il mistero dei templari" e "Il mistero delle pagine perdute". Malgrado il produttore americano negli ultimi anni abbia sfornato una serie di successi commerciali, l'accoglienza negli USA della pellicola è stata piuttosto fredda. Alla base del fallimento della collaborazione non vi è solamente la sopracitata carenza di originalità della trama principale, ma anche alcune scelte stilistiche che lasciano l'amaro in bocca. Il vecchio "Apprendista Stregone" sembra tornare in auge, osservando le situazioni in cui si trovano spesso i personaggi, funzionali apparentemente a colmare il gap tra animazione e film "reale", con la conseguente disfatta di quest'ultimo, che appare eccessivamente cartoonesco e in alcuni frangenti persino parodistico. Lo sforzo produttivo si nota a partire degli ottimi effetti speciali, fino ad arrivare alle stupefacenti scenografie cittadine, ma il film resta purtroppo incollato alla fisica, dimostrando di essere del tutto incapace di aggiungere quel tocco di vera magia di cui la settima arte a volte necessita.
Gli ingredienti ci sono tutti, ma non sono dosati nel modo appropriato. Il vero apprendista, continua ad essere Topolino.
Speriamo bene!
Speriamo bene!
Visto...molto bello...non capisco il voto dello staff così basso...c'è di peggio in giro...!
| Trama | Cast | Audio | Doppiaggio | Scenografia |
| 5 | 5 | 5 | 5 | 5 |
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