| Autore: Moira78 |
Una lista di sogni per un film dai grandi numeri.
The bucket list, letteralmente "la lista del secchio"; come dice più correttamente uno dei protagonisti, invece, "la lista del capolinea". Questo era il titolo originale prima che diventasse, in Italia, "Non è mai troppo tardi": non ci si discosta molto dal senso generale, tanto più che Jack Nicholson stesso pronuncia questa frase nel momento in cui decide, assieme a Morgan Freeman, di dare il via all’avventura ultima e più importante delle loro vite. Un film come questo, che tratta di un tema delicato come la morte imminente, poteva sfociare in una drammaticità strappalacrime molto pesante o in un ridicolo susseguirsi di stereotipi e frasi fatte: non è questo il caso di un vero e proprio capolavoro, i cui numeri, d’altronde, parlano chiaro: in America gli incassi sono arrivati a quasi 100 milioni di dollari, mentre in Italia si sono sfiorati i 2 milioni di euro. D’altronde gli attori sono eccellenti e il risultato non poteva che essere ottimo.

Due amici legati dalla morte e un assistente di importanza… vitale!
Edward Cole e Carter Chambers si ritrovano ad essere vicini di letto in una clinica. Hanno un’unica cosa che li differenzia e una che li accomuna: Edward è un multimilionario, nonché proprietario dell’ospedale, Carter un semplice meccanico; entrambi hanno il cancro. Poco a poco, il burbero magnate e l’umile operaio fanno una sorta di conoscenza turbolenta che diventa amicizia quando scoprono di avere pochi mesi di vita. Insieme cominciano a compilare una lista, nella quale raccolgono i desideri più reconditi e proibiti che vorrebbero realizzare prima di morire, e infine decidono di attuarla. Si avventurano, grazie alla ricchezza di Edward, in un viaggio rocambolesco e pieno di sorprese, nel quale si ritrovano a paracadutarsi, fare safari, ammirare le Piramidi e riflettere sul senso stesso della vita. Ognuno dei due si ritroverà ad insegnare e nello stesso tempo ad imparare dall’altro, in uno scambio perfetto che li porterà ad essere inseparabili fino all’inevitabile conclusione delle loro vite. Al loro fianco troviamo l’assistente di Cole, un ragazzo dall’ironia spiccata ma dalla pazienza infinita che sarà insostituibile al momento di occuparsi di tutte le fasi più delicate degli spostamenti: un personaggio che rimane troppo spesso in ombra ma senza il quale sarebbe stato impossibile, per i due amici, realizzare un ultimo, importante desiderio.

Tre moschettieri della sceneggiatura e musiche adatte per ogni occasione.
La scenografia è stata curata non da una, ma da tre persone: Robert Greenfield, che ha curato un colossal come Cloverfield, Mark Tuttle, e Bill Brzeski, che ha avuto modo di lavorare anche in un altro film con Nicholson: "Qualcosa è cambiato". I luoghi visitati da Edward e Carter sono molteplici e non è stato sicuramente facile poterli riprodurre fedelmente; in alcuni casi il lavoro dei tre è eccezionale, ma in altri lo sfondo appare posticcio e chiaramente bidimensionale. Un esempio per tutti è quello delle Piramidi o dei monti innevati che i protagonisti hanno intenzione di scalare, dove è evidente che si è giocato sull’effetto ‘lontano’ ma con risultati pessimi che saltano all’occhio anche dello spettatore meno attento. Abbondano le scene di interno per compensare, evidentemente, un budget troppo limitato per poter avere un effetto naturale.
Azzeccate, invece, le canzoni che accompagnano le tappe del viaggio, da "Milord" per la Francia, a "The lion sleeps tonight" nel safari in Tanzania; tanto azzeccate da risultare, a volte, godibili ma banali allo stesso tempo. Marc Shaiman, che ha curato la musica, ha avuto diverse nominations e premi in film come "Patch Adams" e "Insonnia d’amore" e crea atmosfere di sicuro effetto in ogni momento importante del film.

Protagonisti senza macchia, angeli custodi intorno a loro.
Inutile soffermarsi sugli attori principali: non hanno certo bisogno di presentazioni Jack Nicholson, perfetto nel suo ruolo di ricco dall’aria snob, e Morgan Freeman, la cui semplicità e simpatia sono sempre naturali. L’impareggiabile assistente è Sean Hayes, che ha lavorato soprattutto in televisione ma interpreta in maniera magistrale la figura del tuttofare un po’ relegato e pieno di sarcasmo. Beverly Todd è la moglie devota ed estremamente preoccupata di Carter: ha lavorato anche al fianco di Whoopi Goldberg ed è l’impeccabile madre di Rachel e Roger, alias Alfonso Freeman, alias il figlio naturale di Morgan Freeman. Un cast essenziale ma completo, quindi, per un film incentrato sul viaggio dei protagonisti: coloro che compaiono durante la loro impresa sono personaggi di contorno ben orchestrati; ottimi attori che fungono un po’ da angeli custodi o da latori di cattive notizie, come nel caso del dottor Hollins (ma anche lui ha la sua brava dose di ironia), interpretato da un bravissimo Rob Morrow.

Sentimenti nobili, lacrime e risate.
Un film ricco di buoni sentimenti e di frasi da cartolina, come quella pronunciata da Carter durante il viaggio in aereo: "Le stelle, una delle cose riuscite di Dio" e, verso la fine, "So che quando è morto i suoi occhi erano chiusi e il suo cuore era aperto" o quella che viene direttamente dal cuore di un redento Edward: "Posso dire che gli ultimi mesi della sua vita sono stati i migliori della mia". Di lacrime se ne versano, ma nella parte centrale del film si ride e ci si diverte con due uomini che davvero si godono il loro ultimo viaggio. Assolutamente da vedere, scoprendo passo passo la realizzazione delle voci nella famosa "lista": una realizzazione che avviene, in molti casi, in maniera dolce o imprevedibile e che lascia lo spettatore con un senso di pace interiore, lo stesso che inseguono i due uomini durante tutta la loro magnifica esperienza.
| Alysia
Domande: 24 | 76 | |
| Cimarra
Domande: 15 | 48 | |
| Gidi
Domande: 10 | 36 |
| Trama | Cast | Audio | Doppiaggio | Scenografia |
| 8 | 8 | 7.5 | 8 | 6.5 |
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