| Autore: Moira78 |
Un fumetto che diventa film.
Il fumetto originale, Marmaduke, ideato da Brad Anderson nel lontano 1954, in Italia noto come "Sansone", ha ricevuto il premio National Cartoonists Society Newspaper Panel Cartoon Award nel 1978 e oggi viene consacrato a film sia per bambini, che per adulti. Solo nel primo week-end di uscita, nonostante le vacanze estive, si sono sfiorati incassi vicini agli 800 mila euro, complici la simpatia dell’alano e del doppiatore che, in netto contrasto con la stazza del cane, è il cantante Pupo. Eccellente la sua prestazione vocale, nonostante non canti nemmeno una nota. La trama è semplice, insegna qualcosa sull’amicizia e sull’amore dei padroni per i propri cani: si ride e si riflette come in ogni lungometraggio di questo genere che si rispetti; d’altronde, il cagnone che compariva con le sue avventure su Topolino non poteva che farsi messaggero di sentimenti positivi. La tecnica di animazione, eccellente, ci mostra un volto bonario e ‘pacioccone’ e una serie di quattrozampe con espressioni squisitamente umane.

Ma quale vita da cani?!
Cosa c’è di più divertente, per un alano, che fuggire da una vasca da bagno spargendo bolle saponate per casa, irrompere sul letto dei suoi padroni per dare un tocco di "profumo" e un bacio romantico, o rubare del cibo lasciato incustodito per le sue gigantesche fauci? Lo stile di vita di questo cagnone è basato sul divertimento assoluto, complice una padrona amorevole e un padrone che dice sempre "no", ma alla fine gliele dà tutte vinte. Una vita tranquilla e beata, sicuramente non "da cani" come ci si aspetterebbe, con tanto di gatto per amico. Almeno fino a quando l’allegra famigliola, con figli e animali al seguito, non decide di trasferirsi nientemeno che in California: allora si comincia con uno scomodo viaggio (un alano in una gabbia ci sta stretto sempre e comunque) e con l’ambientazione in un luogo completamente diverso. I problemi di socializzazione dei membri umani della famiglia vengono oscurati dalle avventure dei quattrozampe di casa Winslow. Le amicizie vengono strette subito ma, ben presto, il cuore di Sansone viene rubato da un’elegantissima purosangue; ciò lo porterà a entrare nelle mire di un gelosissimo "fidanzato" e a frequentare cani di alto livello. Impresa non semplice, se non con l’aiuto del consenziente felino di casa, che alla fine ne uscirà ammaccato ma vittorioso. Come nelle storie migliori, però, le vere amicizie si rivelano essere quelle più semplici e meno blasonate, e anche l’amore vero sboccerà con una dolcissima bastardina dall’esotico accento inglese. E gli umani? Il capofamiglia, che lavora nel marketing, avrà a che fare con un capo che ama talmente i cani da volerlo incontrare solo nel loro "ambiente naturale" (leggi: parco per le passeggiate) e rigorosamente a piedi nudi; i più giovani, invece, troveranno in Sansone l’orecchio più attento e premuroso. Il lieto fine è inevitabile e scontato, ma sempre godibile e necessario.

California here we come…
La scenografia è stata curata da Don Macaulay, già attivo in "The butterfly effect 2" e, rimanendo in tema canino, in "Poliziotto a quattro zampe 3". Le ambientazioni sono tipicamente californiane: si passa dal verde del parco dove il capofamiglia incontra il suo capo e fa passeggiare Sansone, all’azzurro intenso dell’Oceano sul quale animali e umani si esibiranno in spettacolari evoluzioni sul surf. E quale migliore colonna sonora poteva accogliere i nuovi arrivati se non California dei Phantom Planet? Una scelta originale se si considera che l’alternativa poteva essere la bellissima, ma inflazionata, California Dreaming.
Per quanto riguarda le avventure canine, troviamo vicoli inquietanti e garages adibiti a sale da ballo per quadrupedi, nonché salotti arredati in perfetto stile americano pronti per essere distrutti nel corso di una festa vietata ai padroni.

Un cast di attori… cani!
Sembrerebbe assurdo dire che in un film gli attori migliori sono i cani. Eppure è proprio questo il primo pensiero dello spettatore che scorge, in questi animali, il lato più dolce e amorevole che manca a molti umani; se poi ci aggiungiamo le espressioni, create con la miglior tecnologia di animazione, l’innamoramento è completo. Ecco che ci sciogliamo di fronte a bastardini che ballano scatenati, o sorridiamo alla simpatia impareggiabile di Sansone che viaggia su una decappottabile con tanto di occhiali da sole, o si esibisce su una tavola da surf.
Da non trascurare i doppiatori, spesso eccellenti, come il già citato Pupo (al secolo Enzo Ghinazzi) che caratterizza, inaspettatamente alla perfezione, il bestione protagonista; uno spagnoleggiante Diego Suarez dà voce al gatto Carlos mentre il più noto Paolo Marchese (ha doppiato John Travolta in più di una occasione) fa ringhiare un gelosissimo pastore della Beauce, Bosco, contro il protagonista quando questi si avvicina troppo alla sua griffata fidanzata collie, Jezebel.
In effetti, cosa sarebbero i cani senza padroni amorevoli? Ed ecco quindi una fin troppo flemmatica Judy Greer, alias la permissiva "bipede" di Sansone, un Lee Pace che interpreta ottimamente il Phil Winslow in carriera e un carismatico (diciamocelo, un tantino invasato) William Macy nei panni dell’amante dei cani, nonché capo di Phil, Don Twombly.

Grandi fuori e grandi dentro.
Insomma, un film estivo fresco come un gelato alla fragola: per nulla impegnativo e tutto da gustare. In ebraico Sansone significa "piccolo sole"; l’alano protagonista è di sicuro luminoso nella sua scatenata vivacità, ma non è di certo piccolo. Il film comincia, infatti, con un paragone tristemente noto ad alcuni adolescenti: ragazzo troppo alto in una classe di alunni "normali". Non è la situazione migliore per inserirsi, ma il nostro amato cagnone ci dimostra che, almeno in un mondo ideale, sono i buoni sentimenti e le doti interiori (ma anche una certa dose di attenzione alle compagnie) che ci permettono di stringere le amicizie più sincere.
Come tutte le pellicole in cui sono gli animali i protagonisti, il lavoro di addestramento è stato impegnativo ma efficace; lo stesso Sansone è "interpretato" da due fratelli cui sono stati affidati i ruoli a seconda delle loro abilità (correre e distruggere o camminare tranquillamente). La sfida è stata dedicare la stessa scrupolosa attenzione ad un totale di ottanta cani e sei gatti. Per permettere a questi quadrupedi eccezionali di "recitare", si è ricorsi a dolcetti montati su speciali occhiali. Visti i risultati, appare evidente che questa sfida è stata assolutamente vinta.
| Alysia
Domande: 24 | 76 | |
| Cimarra
Domande: 15 | 48 | |
| Gidi
Domande: 10 | 36 |
| Trama | Cast | Audio | Doppiaggio | Scenografia |
| 6.5 | 7.5 | 7 | 8 | 7.5 |
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