| Autore: kurtz84 |
Ritorno alle origini
Quella di Karate Kid è una tetralogia che ha ottenuto un discreto successo a livello internazionale, soprattutto tra gli adolescenti. Non a caso i protagonisti della pellicola sono sempre stati giovani con evidenti problemi di adattamento, che utilizzavano il Karate come mero strumento per combattere le avversità e favorire la propria integrazione. Ralph Maccio e Hilary Swank interpretavano appunto il ruolo di adolescenti provenienti da difficili situazioni familiari, in cui la figura del padre era sempre mancante. A farne le veci era il maestro Miyagi, che in qualità di insegnate personale di karate dispensava consigli e perle di saggezza, favorendo la resurrezione del proprio alunno, come nella migliore versione di Rocky. Tutti questi ingredienti rendevano la serie appetibile ai giovani, malgrado una messa in scena piuttosto rozza e banale di alcuni degli esponenti della saga.

Karate Kid 1
Il ricorso ai sequel è un corollario dello sfruttamento commerciale di un'opera ed è spesso sinonimo di scarsa qualità. La saga di Karate Kid sembrava non fare eccezione, proponendo un secondo e un terzo capitolo nettamente inferiori all'originale, che si limitavano a riproporre la stessa struttura che il tempo aveva ormai reso obsoleta e appannata. Quando tutto sembrava perduto e si paventava che l'anima pulita e sincera del karate si fosse piegata all'esigenze di Hollywood, giunse Karate Kid IV a risollevare le sorti della saga, grazie a un'affascinante protagonista (una Hilary Swank ancora alle prime armi) e a una formula rinnovata.
A distanza di un decennio circa, Harald Zwart ha deciso di rispolverare il vecchio registro del capostipite della saga, proponendo un remake del primo episodio sulla scena mondiale e invitando lo spettatore a risalire sul tatami.

Dalla Cina con furore
Alla genesi del film vi è probabilmente anche il tentativo da parte di Will Smith e Jada Pinkett Smith (produttori del film) di dare maggiore visibilità al loro figlio Jaden, che interpreta il ruolo che fu del mai sbocciato Ralph Maccio. La minore età dell'attore protagonista è solo una delle tante novità che questo quinto episodio propone. Nonostante il film non si riesca a scrollare di dosso l'etichetta di remake, è evidente come Zwart non si sia limitato a scopiazzare l'originale, cercando di introdurre elementi simili ma non identici.
Poiché ambientato in Cina, l'arte del karate lascia il posto a quella del Kung Fu. Al di là del corto circuito che si crea con il titolo (non c'è alcun giovane che studia karate nel film) la mutazione è in realtà solo nominale, in quanto la gamma di valori etici che le due discipline dispensano sono del tutto simili. La vera novità che salta invece subito all'occhio è l'assenza del maestro Miyagi (causa decesso dell'attore Noriyuki "Pat" Morita), vera icona nonché marchio di fabbrica della saga. A rimpiazzarlo ci pensa il veterano (e persino più esperto da un punto di vista cinematografico) Jackie Chan, la cui performance sorprende sotto ogni punto di vista: caratterizzazione, interpretazione e simpatia sono persino superiori a quelle del piccolo Morita, al punto che dopo le prime apparizioni il suo alter ego sarà già stato dimenticato. È evidente che in sede di sceneggiatura il personaggio ha goduto di maggiore attenzione proprio per sopperire a quella che senza ombra di dubbio era la lacuna più grave del capitolo, il primo appunto senza il piccolo maestro. La nuova versione di Miyagi incanta lo spettatore come non mai: la sequenza in cui viene presentato è l'emblema del nuovo corso del personaggio, che predilige uno scacciamosche alle bacchette per liberarsi del fastidioso insetto. Il passato non si dimentica, ma si colora di nuove tinte.

Al passo con i tempi
Karate Kid racconta una storia antica come il cinema stesso, che però non dimentica mai di appassionare e coinvolgere grazie all'alto grado di immedesimazione che possiede. Non si può far a meno di ricordare nuovamente quanto anche questa fatica di Zwart debba fare i conti con il primo Rocky, da cui riprende le tematiche e le situazioni in maniera ancora più corposa degli altri capitoli (del resto i primi capitoli di entrambe le saghe condividono lo stesso regista). La storia di una resurrezione, di una rivincita con il mondo, pur con tutta la sua semplicità non mancherà mai di interessare le folle. Se poi ciò che è già visto gode di una buona confezione, allora le possibilità di successo aumentano vertiginosamente. Karate Kid è essenzialmente questo, un film già visto ma ancora godibile, che si limita ad adornare uno schema trito e ritrito della storia del cinema. Un'opera piena di buoni sentimenti in grado di intrattenere per oltre due ore anche lo spettatore più esigente. Un'operazione fin troppo facile forse, ma comunque meritevole di lode.
Un match combattuto quindi con le stesse regole dell'originale, ma ben più spettacolare e divertente.

Il film e' stato bellissimo sia come scene meravigliose e attori bravi
| Trama | Cast | Audio | Doppiaggio | Scenografia |
| 7 | 7 | 7 | 7 | 7 |
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