Un microfono, bravi attori ma il film non decolla.
Il titolo è stato italianizzato e, come capita spesso in questi casi, ha poco o nulla a che vedere con la trama reale del film. ‘Un microfono per due’ non fa pensare alla storia di un ragazzo che, alla recita del liceo, viene colto da un attacco di panico e si ritrova qualche anno dopo a cantare davanti al pubblico, avendo superato l’ansia da palcoscenico; ‘The Marc Pease Experience’ (Marc Pease è il nome dello zelante protagonista e il titolo è quello del suo recital alla fine del film), invece sì. D’altronde ci voleva un titolo accattivante per un attore come Ben Stiller, che in questo film appare estremamente dimagrito, ma perfettamente calato nel suo ruolo. Eppure il film si presenta insipido e il gradimento del pubblico ne è il principale indicatore; giusto per fare un confronto, Toy Story 3, uscito nelle sale la seconda settimana di luglio ha incassato, solo nell’ultimo week-end, qualcosa come un milione e mezzo di euro. "Un microfono per due" ha incassato 81 mila euro: i lungometraggi sono molto diversi tra loro, eppure questa divergenza stride con nomi imponenti come Stiller e Jason Schwartzman.