Un microfono per due

2009 | Commedia

Un microfono per due
Autore:
Moira78

Ultima revisione: 31/07/2010

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Un microfono, bravi attori ma il film non decolla.

Il titolo è stato italianizzato e, come capita spesso in questi casi, ha poco o nulla a che vedere con la trama reale del film. ‘Un microfono per due’ non fa pensare alla storia di un ragazzo che, alla recita del liceo, viene colto da un attacco di panico e si ritrova qualche anno dopo a cantare davanti al pubblico, avendo superato l’ansia da palcoscenico; ‘The Marc Pease Experience’ (Marc Pease è il nome dello zelante protagonista e il titolo è quello del suo recital alla fine del film), invece sì. D’altronde ci voleva un titolo accattivante per un attore come Ben Stiller, che in questo film appare estremamente dimagrito, ma perfettamente calato nel suo ruolo. Eppure il film si presenta insipido e il gradimento del pubblico ne è il principale indicatore; giusto per fare un confronto, Toy Story 3, uscito nelle sale la seconda settimana di luglio ha incassato, solo nell’ultimo week-end, qualcosa come un milione e mezzo di euro. "Un microfono per due" ha incassato 81 mila euro: i lungometraggi sono molto diversi tra loro, eppure questa divergenza stride con nomi imponenti come Stiller e Jason Schwartzman.
 

 


Un professore fuori dai canoni per un ragazzo pieno di sogni.


Marc deve interpretare l’uomo di latta nel musical scolastico ‘Il mago di Oz’ e viene colto dal panico; il carismatico professor Gribble, però, lo incita ad avere fiducia in se stesso, arrivando al punto da promettergli di produrlo quando il suo gruppo musicale diventerà famoso. Il ragazzo viene praticamente spinto sul palco dove, invece di cantare, scoppia in un patetico pianto dirotto e fugge via. Otto anni dopo, Marc Pease è un conduttore di limousine che cerca di sfondare nel mondo della musica con la sua band, gli ‘otto meridiani’: per farlo e pagarsi la registrazione del disco d’esordio, arriva a mettere in vendita la propria casa, convinto che la promessa del suo professore di produrlo verrà mantenuta. In realtà le cose non sono così semplici come crede.

Al suo fianco c’è una diciottenne che studia nel suo ex liceo e frequenta lezioni di canto proprio dal suo vecchio professore. La sua storia si intreccia inevitabilmente con quella di Marc, è insoddisfatta della sua vita ed è in piena crisi adolescenziale, è convinta che quella non sia la sua strada. Solo alla fine capirà di amare realmente il canto e acquisterà fiducia in se stessa. Il fidanzato, intanto, sta alle costole del professor Gribble, deciso a fargli mantenere la promessa. Quando scopre sul suo conto cose spiacevoli e completamente fuori dalle sue aspettative, il ragazzo entra in depressione e solo il tempo e la caparbietà lo faranno maturare e lo convinceranno ad uscire dal guscio di liceale che si era creato. In fondo, per sfondare, non aveva certo bisogno del sostegno di un professore dalla dubbia reputazione.

Apparentemente perfetto e dedito a rosicchiare dolci in ogni occasione, il professore di musica gode di una popolarità che lo rende irresistibile agli occhi della maggior parte dei suoi allievi. Solo Marc e la sua fidanzata, anche se separatamente, scorgono la facciata falsa di chi esalta le qualità di chiunque, come fosse il più bravo, solo per incoraggiarlo a dare il massimo nelle rappresentazioni da lui orchestrate.

 

 

 Scenografie pittoresche, limousine e i ‘Neri per Caso’ americani.

Le ambientazioni sono coreografiche in più di un’occasione, trattando il film di musical scolastici. Paillettes, vestiti colorati, scenografie creative, sono i principali ingredienti sapientemente manovrati dal professor Gribble; i costumi sono stati curati da Daniel Orlandi, lo stesso che li ha ideati per il film ‘Angeli e Demoni’, e il risultato è senza dubbio eccellente. Godibili anche le limousine guidate da Marc per i personaggi più strani nei vestiti più appariscenti. Ovviamente, non vanno trascurate le esibizioni degli ‘otto meridiani’ (che, in realtà, si sono ridotti a quattro): il gruppo di canto a cappella si esibisce in più di una scena con piccole coreografie e ricordano in maniera impressionante i ‘Neri per Caso’ italiani, ma con una marcia in più. Il resto è di una semplicità disarmante, in perfetta linea con la realtà al di fuori di un mondo prettamente artistico: dal liceo, alla casa della nonna piena di ricordi che Pease mette in vendita.

 

 

Un cast perfetto. Sì, ma per un musical.

Come già accennato, nel cast spiccano due nomi eccellenti: Ben Stiller e Jason Schwartzman. Il primo è il brillante professore di musica, ed è inutile dire che la sua interpretazione è ineccepibile e naturale, con quel pizzico di simpatia che lo contraddistingue sempre. Da non perdere il momento musicale in cui l’attore improvvisa un’incalzante "Magic to do". Il secondo, invece, ci viene presentato con una pettinatura a dir poco agghiacciante che lo fa sembrare un paziente psichiatrico colto da depressione (o la principessa non troppo attraente di qualche favola, dipende dai punti di vista) piuttosto che un cantante in un gruppo: liberatorio, per il protagonista come per lo spettatore (e anche per l’attore stesso, visto il trasporto che traspare) e il taglio improvviso verso la fine del film. L’interpretazione, anche nel suo caso, è adeguata alla storia dolce-amara che recita, forse con troppe scene lacrimose che ne smorzano la comicità, lo rendono spesso grottesco. Anche nel suo caso, i momenti musicali sono ottimi grazie al talento naturale dell’attore, che è anche musicista nella vita reale. Anna Kendrick è Meg, la fidanzata diciottenne di Marc: interprete di serie cinematografiche come Twilight, appare perfetta nel suo ruolo inizialmente da "gatta morta", che riesce solo a tormentarsi e a ripetere una serie di irritanti "non lo so". Solo alla fine acquisterà un po’ di spessore, quando ormai lo spettatore si è fatto l’idea di un'adolescente troppo semplice e immatura, la classica ragazza della porta accanto con i denti leggermente sporgenti, che la rendono appena simpatica. Completano il cast dei personaggi principali Jay Paulson, Gabrielle Dennis ed Ebon Moss, nel ruolo dei bravissimi ‘otto meridiani’. Notevoli tutti gli attori di contorno che cantano e interpretano "Il mago di Oz", compresa un’inquietante Dorothy con una ventina di chili di troppo. 

 

 

Una commedia per chi ama lo spettacolo musicale.

Un film commedia che sfocia nel musical puro, adatto a chi ama il secondo genere piuttosto che il primo. Trama inconsistente, senza ritmo, se non quello delle canzoni. La storia è banale e la comicità degli attori protagonisti viene sprecata in battute senza rilievo e scene troppo spesso fini a se stesse. Da vedere solo per gli spezzoni teatrali e le esibizioni del gruppo di Peace: non c’è coinvolgimento emotivo continuo nei sentimenti di liceali con sogni e passioni, lo spettatore viene proiettato in una realtà che vive in terza persona e anche con una certa noia. Un’altra buona idea sviluppata male, sottolineando i punti forti del cast e peccando in quella profondità e comicità che lo avrebbero potuto valorizzare.




Commenti :

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  • Omega - 15/07/2010, 18:57 #1
    Mistero come sia avvenuto quel cambio di titolo.

    Comunque appena finito di vedere e devo dire che non è bellissimo ma nemmeno bruttissimo. Ben Stiller non è più il Ben che tutti abbiamo conosciuto con Gaylord Fotter o in una bella interpretazione in Starsky col suo amico biondo. È invecchiato, è rugoso, ha i capelli lunghi e brizzolati: inoltre non fa più tanto ridere.

    La storia è sempliciotta e il protagonista, interpretato da Scwartzman (vi ricordate, il tizio che suonava la batteria in California di O.C. No? Non vi ricordate la batteria? Fa niente), spesso e volentieri ti fa pure venire del nervoso per quanto sia inetto. No, oddio, inetto è inadatto, diciamo che è stupido.

    Termina nei più classici clichè e senza dare spunti interessanti. Se non avessi pagato 4,50 euro il biglietto non ci sarei andato probabilmente. Povero Ben.
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Caratteristiche:
  • TramaCastAudioDoppiaggioScenografia
    5.56.5 66 7
Pro:
  • Scenografie pittoresche e interpretazioni eccellenti.
Contro:
  • La storia non decolla, poche emozioni.
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