Crank: High Voltage

Chev è tornato

 

Chi si chiedeva se il movimento delle palpebre di Chev Chelios alla fine di “Crank” fosse solo un riflesso post-mortem o se il killer era miracolosamente sopravvissuto alla caduta dall’elicottero, otterrà la risposta in questo sequel, e la risposta è ovviamente una sola: sì, è ancora vivo. Dopo le ottime impressioni avute con il loro primo film, “Crank”, torna il duo Neveldine/Taylor con un seguito ancora più esagerato e frenetico, una sorta di “Crank” alla seconda, dove Jason Statham, già protagonista nel primo elemento di quella che dovrebbe essere una trilogia, viene nuovamente sballottolato qua e là in quel di Los Angeles, alla ricerca delle medesima cosa che lo ha tenuto in vita così a lungo, la vendetta. Non sarà facile neanche stavolta per il killer professionista arrivare fino in fondo, ma lo spettacolo è garantito.

Alto voltaggio

 

Chev Chelios (Jason Statham) ha la pelle dura, ma quello che fa gola alla triade cinese non è la sua pelle, bensì altro. Dopo essere sopravvissuto a una caduta da un elicottero, è stato portato in una struttura sanitaria dove un’equipe di medici cerca di tenerlo in vita per prelevare i suoi organi, destinati al patriarca della triade di Los Angeles, Poon Dong (David Carradine), deciso a “ringiovanire” il suo corpo, grazie all’uomo che è sopravvissuto al più letale dei veleni. Ovviamente non è d’accordo, ma al suo risveglio il suo cuore è già stato sostituito da una pompa artificiale collegata ad una batteria esterna. Inutile dire che il protagonista sarà costretto ad una nuova corsa contro il tempo per cercare di riprendersi il suo cuore, prima che la batteria che alimenta la pompa si esaurisca. L’uomo si metterà sulle tracce del membro della triade Johnny Vang (Art Hsu), cercando di trovarlo prima che consegni il suo cuore per il trapianto. Aiutato dai già noti Doc (Dwight Yoakam) e Eve (Amy Smart), oltre a guardarsi dai cinesi, Chev dovrà stare attento anche agli uomini del misterioso “furetto” (Clifton Collins jr.), un malavitoso intenzionato ad eliminarlo.

Sempre di più

 

A tre anni di distanza dal primo “Crank”, ritorna il duo Neveldine/Taylor, qui in veste di produttori esecutivi, sceneggiatori e registi. Sempre alla ricerca di idee originali ed innovative, i due sfornano un prodotto fedele alla loro idea di cinema, ricalcando la falsariga del primo e aggiungendo qualche nuovo elemento in modo da rendere il film ancora più esagerato e, se possibile, adrenalinico. La regia è molto veloce e diretta e permette di chiudere un occhio su qualche mancanza della sceneggiatura. Ai due registi piace inventare ed esagerare e in “Crank: High Voltage” ci mettono tutto quello che gli passa per la testa, dai classici pestaggi iper-violenti a un omaggio a Godzilla, passando per improbabili “ricariche” attraverso cavi elettrici e l’immancabile scena di sesso tra Chev e la sua Eve, questa volta nel bel mezzo della pista di un ippodromo. Regia, fotografia, colonna sonora e scenografia, sono questi i punti forti del lungometraggio che però, come nel suo predecessore, ha qualche lacuna.

Jason l’immortale

 

Più che Statham, a sembrare indistruttibile è il suo Chev Chelios, che dopo essere sopravvissuto a un veleno mortale e a una caduta da un elicottero in “Crank”, riesce a fare anche meglio nel seguito. L’attore inglese ci mette molto del suo per interpretare il personaggio, realizzando in prima persona parecchie scene pericolose, cosa ormai abituale per lui. Attorno a Jason girano un sacco di personaggi particolari, oltre a facce già viste in “Crank”: al suo fianco troviamo ovviamente la bella Amy Smart nel ruolo di Eve, ragazza di Chev e in questo sequel anche “complice”, che suo malgrado verrà di nuovo “usata” per restare in vita. A cercare di salvare il protagonista ci penserà Doc, ossia Dwight Yoakam, aiutato dalla sua assistente Dark Chocolate (Julanne Chidi Hill). Dalla parte di Chev anche il solito Orlando (Reno Wilson), Venus (Efren Ramirez), fratello gemello del Kaylo interpretato in “Crank” proprio da quest’ultimo, e la new-entry Ria (Bai Ling). Non mancano gli antagonisti, però, tra i quali spiccano Art Hsu nel ruolo di Johnny Vang, Clifton Collins Jr. nel ruolo del “furetto” e David Carradine che interpreta il boss cinese Poon Dong. Da salvatore a nemico, invece, Keone Young, il suo Don Kim dopo aver salvato o perlomeno aiutato Chev in “Crank”, decide di consegnarlo a Poon Dong. Ultima segnalazione per qualche cameo, uno del cantante dei Linkin Park Chester Bennington (già presente in “Crank”), uno dell’ex Spice Girls Geri Halliwell nella parte della madre del giovane Chev; oltre a questi due, nel film compare anche il lottatore di MMA Keith Jardine e qualche attore porno, come Ron Jeremy.

 

La manovella gira ancora

 

Il progetto è chiaro, la scena finale lo conferma: il terzo capitolo della saga di Crank si farà, a meno di clamorosi ribaltoni. I tempi sono ancora sconosciuti, ma i quasi 35 milioni di dollari incassati dal film nelle sale, oltre al successo ottenuto con la vendita del DVD, fanno pendere la bilancia dalla parte del sì, e in questo caso il duo Neveldine/Taylor potrebbe realizzare un nuovo “esperimento”, in linea con il loro stile, duro, diretto, violento e frenetico. Certo è che “Crank: High Voltage” è un buon sequel, basta lasciarsi trasportare nel mondo del killer indistruttibile senza farsi troppe domande ed accettare l’esagerazione estrema voluta dai due registi, in caso contrario apprezzare questo film è quasi impossibile.

Author: Baldo Milanesi

Share This Post On