Crank

Se ti fermi sei morto

Era il 2006 e due registi provenienti dal mondo della pubblicità facevano conoscere al mondo la loro idea di cinema: si trattava del duo Mark Neveldine / Bryan Taylor, che esordivano sul grande schermo con il loro “Crank”, che significa letteralmente “manovella”, un film che sicuramente “carica”. Dopo aver scritto la sceneggiatura, il duo si è anche occupato della regia, gestendo come due burattinai il povero Jason Statham, protagonista del film, sballottato da una parte all’altra di Los Angeles in cerca di vendetta e sopratutto di un cura per il veleno che gli è stato iniettato, consapevole che l’unica cosa che può rallentare la sua morte è aumentare il tasso di adrenalina presente nel suo corpo. Tanta, tantissima azione, spesso frenetica fino all’esasperazione, ma anche tanta innovazione, idee originali e spunti interessanti, per un film veloce, diretto e sopratutto divertente, aspetto inusuale per il genere. “Crank” ricorda per molti aspetti un videogame, oltre ad essere ricco di citazioni è il protagonista, in molte sequenze, a ricordare i movimenti dei protagonisti di videogiochi arcade: corre, corre, corre e spara, raccoglie munizioni e corre ancora, senza sosta. Prodotto dalla Lakeshore Entertainment e dalla Lions Gate Films, ha ricevuto critiche molto positive diventando ben presto un piccolo cult.

 

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Veleno nel sangue, vendetta nel cuore

Chev Chelios (Jason Statham) è un killer che lavora per una grossa organizzazione criminale di Los Angeles comandata dal boss Carlito (Carlos Sanz); durante il suo ultimo lavoro, Chev decide di risparmiare la vita alla vittima designata, il boss della mafia cinese Dom Kim (Keone Young), ammonendolo sul fatto che però sarebbe dovuto sparire dalla città, in quanto per l’organizzazione di Carlito era morto. Chev, un killer professionista piuttosto navigato, si è stancato della sua vita e ora che ha una relazione stabile con Eve (Amy Smart) vuole chiudere con il passato e ripartire da zero. Purtroppo per lui l’uccisione del boss cinese è un grosso errore e, nonostante Dom Kim non sia affatto morto, Chev dovrà pagare in prima persona: il giorno seguente, tramite un video, Chev scoprirà di essere stato avvelenato da un suo rivale ora in affari con i cinesi, Ricky Verona (Josè Pablo Cantillo), il quale gli ha iniettato il misterioso “cocktail di Pechino”, un miscuglio di droghe che porta all’arresto cardiaco in breve tempo. In costante collegamento telefonico con Doc Miles (Dwight Yoakam), medico che lavora spesso per la mafia, Chev cercherà di guadagnare tempo aumentando il flusso di adrenalina per rallentare il veleno: per scongiurare l’arresto cardiaco Chev cercherà costantemente di mettersi in situazioni eccitanti o di pericolo, facendo ricorso anche ad adrenalina artificiale (epinefrina), litri di Red Bull e addirittura a un defibrillatore. Mentre cerca di rimanere vivo, in testa ha solo tre cose: mettere in salvo la sua ragazza, trovare una cura e uccidere il responsabile della sua (teorica) morte, Ricky Verona. Ci riuscirà?

 


 

Giovani, ambiziosi e innovativi

All’epoca sconosciuti e al loro esordio in un lungometraggio, Mark Neveldine e Brian Taylor sorpresero positivamente con il loro “Crank”, con una regia innovativa, originale, diretta e molto divertente; i due, infatti, oltre a realizzare una sceneggiatura semplice e non troppo pretenziosa, ideale per questo tipo di film, esibiscono uno stile tutto loro dietro la macchina da presa, realizzando scene che rimandano molto al mondo dei videogiochi e a quello dei video musicali, sviluppando idee originali come quella di Mark Neveldine di filmare di persona alcune sequenze su pattini a rotelle, trasportando così lo spettatore al centro della scena, nel bel mezzo dell’azione. I due dimostrano comunque di avere talento e passione, curando anche i dettagli di ogni singola scena e inserendo elementi nuovi e divertenti in alcune sequenze, riescono a dare velocità a tutto il film, velocità che non diminuisce, anzi, aumenta anche quando il protagonista dovrebbe fermarsi per riprendere fiato. Molto buono anche il lavoro di Adam Biddle, direttore della fotografia e fratello del più noto Adrian scomparso nel 2005, che riesce a dare un taglio ancor più da videogame ad alcune scene, giocando con effetti di luci ed ombre. Stesso discorso per la colonna sonora, molto curata e veramente ben scelta, che ricalca perfettamente le varie scene così diverse fra loro. Tutto positivo, dunque, e a tratti anche volutamente assurdo, eccessivamente violento, esagerato, ma comunque piacevolmente sorprendente.

 

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Jason il predestinato

Nella vita, come in “Crank”, il percorso di Jason Statham sembra chiaro fin dall’inizio: nel film l’attore inglese è destinato a morte certa, avvelenato con un mix di droghe potentissimo, ma non sembra essere dell’idea di andarsene tanto in fretta, almeno non prima di sistemare un paio di cose, aspetto che lascia incerto il suo destino fino alla scena finale. Nella vita, già dal suo esordio in “Lock & Stock,” Statham sembrava avviato ad una brillante carriera di attore di un certo tipo, ma la sua bravura nelle arti marziali e il suo fisico adatto ai ruoli da duro lo hanno ben presto trasformato in uomo d’azione, votato ai ruoli del genere, come testimonia la sua filmografia. Fatto sta che l’attore è il protagonista ideale di una pellicola come “Crank”, con il suo sguardo da pazzo e l’ironia che talvolta lo accompagna nel suo viaggio alla ricerca della vendetta. Statham offre una prestazione davvero notevole, esaltando le sue qualità e correndo letteralmente per tutto il film nei panni del killer Chev Chelios, mostrando di tanto in tanto anche una certa mimica facciale. Al suo fianco la bella Amy Smart (qualcuno la ricorderà di sicuro in “Road Trip” o nella seconda stagione della serie tv “Scrubs”) nel ruolo di Eve, fidanzata un po’ tra le nuvole di Chev, inizialmente all’oscuro della professione del suo uomo, presente fino alla fine del film nei pensieri del protagonista. In aiuto del povero Chev accorreranno Kaylo (Efren Ramirez), amico fidato del killer, e il dottor Miles (interpretato dal cantautore e attore Dwight Yoakam), che cercherà di tenere in vita il protagonista il più possibile. Il nemico giurato di Chev sarà Ricky Verona, interpretato da Josè Pablo Cantillo e spalleggiato da Carlos Sanz nel ruolo del boss Carlito. Altri personaggi da segnalare sono Keone Young nel ruolo del boss della triade Dom Kim, Reno Wilson nel ruolo dell’amico Orlando e Jay Xcala nei panni del malcapitato fratello di Ricky Verona, Alex. Ultima segnalazione per Chester Bennington, leader dei Linkin Park, in una piccola comparsa nel ruolo di un cliente di una farmacia.

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La manovella gira ancora

Non poteva essere altrimenti dopo il finale di “Crank”, quando viene spontaneo chiedersi “ma Chev è vivo o morto?”; il sequel, intitolato “Crank: High Voltage”, spiegherà un po’ di cose, sopratutto che cosa ne è di Chev Chelios. Certo dopo l’azione frenetica del primo capitolo di quella che dovrebbe essere una trilogia, ci vuole un attimo di pausa, altrimenti si rischia di collassare. Tirando le somme, “Crank” è senza dubbio meritevole di un giudizio positivo, è un film d’azione innovativo e divertente, non vuole perdersi in trame e sottotrame complicate e, inoltre, vedere Jason Statham correre come un matto mentre indossa solamente un camice da ospedale non ha prezzo. Il riscontro al botteghino è stato soddisfacente, oltre 40 milioni di dollari di incasso a fronte di 12 milioni di budget, e se consideriamo il numero limitato di sale nelle quali è stato distribuito è sicuramente un buon risultato.

Author: Baldo Milanesi

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