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<title>FILMSOURCE</title>
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<description>Informazioni su Filmsource.it</description>
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<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 21:37:59 +0100</pubDate>
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<title>Recensione: Laputa il Castello nel Cielo</title>
<link>http://www.filmsource.it/cinema/cinema/film/Laputa-il-Castello-nel-Cielo/recensione/</link>
<description>Hayao Miyazaki è una figura ormai leggendaria del mondo dell'animazione, il suo nome è conosciuto in tutto il mondo e ha contribuito ad un parziale sdoganamento dell'animazione Giapponese in occidente. Un suo coinvolgimento [...]</description>
<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 13:20:25 +0200</pubDate>
<category>Recensione Cinema</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\">Hayao Miyazaki &egrave; una figura ormai leggendaria del mondo dell\'animazione, il suo nome &egrave; conosciuto in tutto il mondo e ha contribuito ad un parziale sdoganamento dell\'animazione Giapponese in occidente. Un suo coinvolgimento in un progetto permette di avere grande notoriet&agrave;. Eppure, come &egrave; normale, anche lui ha iniziato come promettente novit&agrave;. <br />
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<strong>Tra pietre e aeromobili</strong><br />
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\'Laputa - Il Castello nel Cielo\' &egrave; il primo lungometraggio creato da Miyazaki con lo studio Ghibli, fondato da lui e Isaho Takahata l\'anno precedente, ed &egrave; l\'opera successiva a <strong>&quot;Nausica&auml; della Valle del Vento&quot;</strong>, ma &egrave; forse precedente ad essa per concepimento. Il nucleo della storia di Laputa &egrave; infatti venuto in mente a Miyazaki quando poco pi&ugrave; che ventenne annotava tutte le idee che balenavano dalla sua fantasia in attesa di essere in grado di realizzarle. &Egrave; per questo motivo che la coppia di protagonisti Pazu e Sheeta hanno elementi che &egrave; possibile ritrovare in &quot;Conan - Il Ragazzo del Futuro&quot; e che i robot siano ispirati a quelli presenti in una puntata di Lupin III diretta da Miyazaki sotto pseudonimo.<br />
D\'altronde Miyazaki ha sempre creato le proprie storie muovendosi su un tema portante a lui estremamente caro, quello della perdita di contatto con la natura e della distruzione portata da un uso scriteriato della tecnologia per fini bellici, questione particolarmente sentita da chi proviene dalla nazione della tragedia di Hiroshima e Nagasaki.<br />
Se in Conan ci trovavamo per&ograve; in un mondo dominato dalla natura a causa di una guerra, in Laputa il mondo appare in un\'armonia quasi perfetta tra la tecnologia di fine ottocento spruzzata di Steampunk e i paesaggi idilliaci delle montagne di Heidi; l\'avanzare della tecnologia non sembra ancora minacciare il paesaggio circostante. Sembrano anzi le costruzioni dell\'uomo a dover rubare faticosamente spazio alla natura tra case a terrazzo sui fianchi di una gola e pericolanti ponti di legno in cui sbuffano treni a vapore. Per realizzare gli splendidi paesaggi di montagna e le vertigini date dagli strapiombi in cui vivono i minatori, Miyazaki decise di compiere un viaggio in Galles nel 1984, proprio durante la difficile stagione della chiusura di molte miniere, e questo ha contribuito non solo alla realizzazione di paesaggi mozzafiato, ma anche alla comprensione delle difficolt&agrave; della vita di quelle persone e della loro dignit&agrave;.<br />
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Ma Laputa non &egrave; certo solo terra e il film si apre infatti con una scena aerea. Vediamo subito la giovane Sheeta a bordo di un dirigibile in compagnia del misterioso Muska, perlomeno fino a quando l\'aeronave non viene assaltata dai pirati della &quot;famiglia&quot; di Dola. Sheeta approfitta della confusione per scappare da Muska, ma nella fuga finisce per cadere nel vuoto, apparentemente destinata a finire precocemente la propria vita se non fosse per la strana pietra che porta al collo. La pietra, chiamata nel nuovo adattamento &quot;Aeropietra&quot;, si illumina mentre la ragazza &egrave; ancora a mezz\'aria e la fa discendere a terra come se stesse planando dolcemente. A trovarla c\'&egrave; Pazu, giovane orfano che lavora come aiutante del meccanico della miniera, unico a vedere la ragazza planare e il misterioso potere del pendaglio. Il ragazzo finir&agrave; cos&igrave; per prendersi cura di Sheeta e diventare suo amico, accompagnandola nella sua fuga dai pirati di Dola e da Muska, in inseguimenti rocamboleschi che sono una vera e propria gioia per gli occhi e che hanno ispirato diversi autori successivi.<br />
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<img width=\"500\" height=\"312\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/267/Laputa-il-Castello-nel-Cielo-8139.jpg\" /><br />
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<p style=\"text-align: justify;\"><br />
<strong>Per un mondo migliore</strong><br />
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Ma cos\'&egrave; Laputa, questo fantomatico castello nel cielo? Esso &egrave; poco pi&ugrave; di una leggenda sulla terra, una leggenda alimentata da storie di un\'isola che fluttuerebbe tra le nuvole, invisibile a tutti. Uno dei pochi che pu&ograve; dire di averlo visto sul serio &egrave; proprio il padre di Pazu, che &egrave; perfino riuscito a scattare una foto del castello quando fu sorpreso da una tempesta in un viaggio in aeronave. Anche per questo motivo Pazu si sente particolarmente motivato nell\'aiutare Sheeta, ma essendo poco pi&ugrave; di un bambino &egrave; quasi impotente e facilmente ingannabile dall\'astuto Muska, che sembra poter contare sull\'appoggio dei militari. In suo soccorso arriver&agrave; inaspettatamente proprio Dola con i suoi pirati, che si tramuteranno in alleati strampalati ma indispensabili per salvare la ragazza e impedire a Muska di mettere le mani su Laputa.<br />
I temi cari a Miyazaki ci sono gi&agrave; tutti, a partire dalla tecnologia che sfugge di mano rappresentata dal robot da guerra di Laputa, intrinsecamente pacifico ma costretto a nuocere perch&eacute; capace di utilizzare solamente la forza per raggiungere i propri scopi, quasi fosse una allegoria della storia dell\'umanit&agrave;.<br />
Il caos e la distruzione generati dalla lotta con il robot vengono rappresentati con un impatto visivo forte che punta a mettere a disagio lo spettatore, a fargli percepire l\'orrore della guerra e la devastazione che un intervento militare pu&ograve; creare.&nbsp;Ed &egrave; solo la natura l\'elemento purificante che permette ad un mondo, quello passato del regno di Laputa, di essere mondato dalle proprie colpe, anche se la mancanza di esseri umani getta una luce inquietante sulla speranza di Miyazaki (perlomeno di questo Miyazaki della guerra fredda) che questo processo si verifichi senza essere forzato da un immenso trauma.<br />
Dicevamo gi&agrave; che quest\'opera risale al 1986 ed &egrave; il terzo lungometraggio animato del Maestro, cosa che &egrave; possibile verificare non solo dallo stile del disegno e dell\'animazione ancora legati al proprio decennio, ma da alcune piccole incertezze di regia durante la prima parte del film. Capita infatti a volte che lo stacco tra una scena e l\'altra sia troppo brusco, facendo percepire come un piccolo &quot;salto&quot; nel montaggio; questo problema durante la seconda met&agrave; del film non si &egrave; pi&ugrave; presentato, a conferma di un Miyazaki che, pur gi&agrave; grande, sta ancora imparando e sa correggersi in corso d\'opera.<br />
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<img width=\"500\" height=\"274\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/267/Laputa-il-Castello-nel-Cielo-8137.jpg\" /><br />
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La realizzazione dei personaggi non &egrave; particolarmente dettagliata, pur attestandosi su livelli molto buoni, mentre gli elementi meccanici e i fondali presentano un ottimo livello di dettaglio, sempre nell\'ottica di un\'opera realizzata negli anni \'80 e con un budget ben lontano dalle produzioni Ghibli pi&ugrave; recenti. L\'animazione si presenta invece molto fluida in tutti i casi, perfettamente degna di essere fruita sul grande schermo cinematografico.<br />
La colorazione &egrave; tendente al pastello come &egrave; quasi marchio di fabbrica dello studio Ghibli e contribuisce a rendere ancora pi&ugrave; vivo un mondo gi&agrave; calcato da personaggi coloratissimi come la vecchia Dola e i suoi pirati. Per i paesaggi la scelta di Miyazaki &egrave; invece caduta su toni pi&ugrave; sfumati, quasi da acquerello, e l\'effetto &egrave; quello di una natura pi&ugrave; realistica e viva. Notevolissimi i titoli di testa, realizzati con un particolare stile grafico che ricorda da vicino le illustrazioni dei libri della seconda met&agrave; dell\'800 e che sono una vera e propria gioia per gli occhi.<br />
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Per parlare delle musiche &egrave; necessario fare una digressione, esistono infatti due colonne sonore di Laputa composte da Joe Hisaishi, una per il mercato giapponese composta all\'uscita del film e una realizzata dallo stesso Hisaishi per l\'uscita americana, rimaneggiando non poco la prima colona sonora per renderla pi&ugrave; appetibile, a loro dire, al pubblico occidentale. Per una questione di diritti la versione rimaneggiata divenne de facto quella utilizzata per il mercato internazionale, compreso quello italiano dove il titolo era gi&agrave; uscito in DVD nel 2004 ad opera della Buena Vista.<br />
La Lucky Red, che ha da tempo acquisito i diritti di tutti i film Ghibli per l\'Italia, ha deciso di <strong>u</strong><strong>tilizzare invece la colonna sonora originale</strong> composta per il mercato giapponese, per la grande gioia dei fan che hanno sempre preferito questa versione a quella americana. Possiamo subito dire che questa si &egrave; rivelata una scelta molto felice, in quanto le musiche di Hisaishi accompagnano le immagini senza perdere mai un colpo, senza mai risultare fuori luogo o inefficaci. Siamo rimasti quasi stupiti della forza espressiva che queste musiche riescono ad avere.<br />
Questa sorta di operazione filologica su Laputa ha potuto avvalersi di un nome notissimo tra chi si interessa di adattamenti, ovvero di Gualtiero Cannarsi, ormai storico adattatore di animazione giapponese che si era gi&agrave; occupato della precedente edizione del film. Quello che Cannarsi ha fatto con questa nuova edizione &egrave; di rielaborare il proprio lavoro approfondendolo anche grazie al rapporto diretto che si &egrave; sviluppato tra lui e lo studio Ghibli stesso, potendo cos&igrave; dipanare ogni dubbio direttamente alla fonte. La Lucky Red e Cannarsi, che questa volta si &egrave; occupato anche della direzione del doppiaggio, hanno deciso di riprendere per quanto possibile il cast dell\'edizione Buena Vista nel nuovo doppiaggio perch&eacute; ritenuto di ottimo livello, e possiamo confermare che il lavoro svolto &egrave; di assoluta qualit&agrave; con una Eva Padoan nel ruolo di Sheeta in ottima forma e l\'eccellente performance a cui ci ha ormai abituato Sonia Scotti.<br />
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<img width=\"500\" height=\"292\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/267/Laputa-il-Castello-nel-Cielo-8138.jpg\" /><br />
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<strong>La fantasia al potere</strong><br />
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Ma come ha retto Laputa al passare degli anni, al confronto con le opere successive del Maestro? La qualit&agrave; tecnica &egrave; inevitabilmente inferiore a quella di una &quot;Citt&agrave; Incantata&quot;, ma la narrazione &egrave; solida e avvincente, lo spettatore viene facilmente catturato dalla storia e presto si ritrova a sognare di aeromobili, pietre luminose e castelli nel cielo. &Egrave; facile perdersi tra le nuvole in cui volano i protagonisti o rimanere incantati da una grotta che si illumina come se le rocce fossero lucciole, o ancora ammirare l\'architettura del castello di Laputa e i suoi rigogliosi giardini. <br />
Ecco come ha retto benissimo, senza mostrare alcuna crepa. Le piccole pecche di inesperienza alla regia sono cos&igrave; pi&ugrave; che perdonabili e non inficiano un lavoro di una qualit&agrave; non comune.<br />
Per chi si vuole avvicinare per la prima volta alle opere di Miyazaki questo &egrave; probabilmente uno dei modi migliori per farlo, perch&eacute; nel film sono presenti tutti i suoi temi caratteristici e lo stile che lo ha reso famoso prima in Giappone e poi nel Mondo; &egrave; un film godibile per tutta la famiglia grazie ai suoi diversi livelli di lettura e riesce ad essere estremamente piacevole ad ogni livello. Diverte allo stesso modo il bambino, l\'adolescente e l\'adulto, e anche se lo fa per motivi diversi, l\'intensit&agrave; con cui si viene colpiti &egrave; la stessa.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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<title>Recensione: The Woman in Black</title>
<link>http://www.filmsource.it/cinema/cinema/film/The-Woman-in-Black/recensione/</link>
<description>Dopo gli interminabili cicli di Dracula, Frankenstein e La mummia, riecco la Hammer Film Productions che cerca di tornare alla ribalta, producendo la mediocre trasposizione cinematografica del libro di Susan Hill "La donna [...]</description>
<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 18:54:20 +0200</pubDate>
<category>Recensione Cinema</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\">Dopo gli interminabili cicli di Dracula, Frankenstein e La mummia, riecco la Hammer Film Productions che cerca di tornare alla ribalta, producendo la mediocre trasposizione cinematografica del libro di Susan Hill &quot;La donna in nero&quot;, affidandola nelle mani del regista James Watkins.<br />
Non &egrave; bastata la meravigliosa Londra vittoriana a dare un po\' di pregio a questo prodotto, il quale rimane una ghost story molto prevedibile, piena di clich&egrave;, che puzza di &quot;gi&agrave; visto&quot; quasi dalle prime scene.<br />
I generosi incassi in Inghilterra (tre milioni di sterline) lo incoronano come &quot;l\'horror britannico di maggior successo negli ultimi vent\'anni&quot;, altrettanto buoni sono quelli riscontrati nel nostro paese, guadagnando 797 mila euro.<br />
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<a href=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1305/The-Woman-in-Black-4598.jpg\" target=\"_blank\"><img width=\"451\" height=\"300\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1305/The-Woman-in-Black-4598.jpg\" alt=\"\" /></a><br />
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&quot;L\'ho vista, stamattina. Era l&igrave;. - Lei &egrave; sempre l&igrave;.&quot;</strong><br />
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L\'avvocato Arthur Kipps (Daniel Radcliffe), per risollevare le sorti dello studio legale per cui lavora, in quel di Londra, deve recarsi in un villaggio sperduto a causa di questioni legate ad una magione stregata, Eal Marsh House, la cui proprietaria &egrave; dipartita da poco. Dicono che questa abitazione sia infestata da una presenza che, in qualche modo, spinge i bambini residenti in questa cittadina al suicidio.<br />
Per arrivare in fondo a questa storia, il protagonista visiter&agrave; la casa e ci dimorer&agrave;, scoprendo altarini che sarebbe meglio fossero rimasti nascosti.<br />
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<a href=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1305/The-Woman-in-Black-4601.jpg\" target=\"_blank\"><img width=\"461\" height=\"300\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1305/The-Woman-in-Black-4601.jpg\" alt=\"\" /></a><br />
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<strong>The Moor</strong><br />
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Una storia cos&igrave; misteriosa e di chiara impronta gotica non poteva che essere ambientata nella bellissima, quanto spettrale, brughiera britannica di fine Ottocento, l\'unico aspetto veramente curato di questa proiezione. Le scene sono state girate nei pressi di Pinewood, nella Osea Island e specificatamente in un villaggio dello Yorkshire Dales, zone dell\'Inghilterra che incarnano magistralmente l\'atmosfera spettrale del film e dell\'epoca storica di riferimento. Decisamente ben ricostruita l\'abitazione e i costumi dell\'epoca. Diciamo che &egrave; stata data particolare attenzione ai dettagli, perch&egrave; se si fossero trascurati pure quelli, unendosi ai buchi nella trama, avrebbero affossato completamente questo lungometraggio. <br />
Sfortunatamente non &egrave; stata data particolare cura alla colonna sonora, che risulta poco azzeccata, irritante e uccide i rari momenti di suspance.<br />
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<a href=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1305/The-Woman-in-Black-7678.jpg\" target=\"_blank\"><img src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1305/The-Woman-in-Black-7678.jpg\" style=\"width: 470px; height: 281px;\" alt=\"\" /></a><br />
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<strong>&quot;Non vi perdoner&ograve; mai, mai, mai.&quot; </strong><br />
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Imprigionato nel personaggio che ha interpretato da sempre, il mago Harry Potter, Daniel Radcliffe non riesce ad essere credibile come padre di famiglia e indagatore dell\'incubo, questo ruolo non &egrave; affatto cucito addosso a lui e lo sottolinea anche la sua scarsa capacit&agrave; interpretativa, non dando il giusto trionfo al carismatico Kipps. Ciar&agrave;n Hinds e la consorte nel lungometraggio, hanno messo a frutto le loro grandi doti e sono riusciti a tenere un po\' su alti livelli un cast sfortunatamente poco solido.<br />
La consistente pletora di personaggi poco convincenti non aiuta nella riuscita del film, rendendo inspiegabile la coronazione al &quot;miglior horror degli ultimi 20 anni&quot;, essendoci una gran quantit&agrave; di lungometraggi dello stesso genere veramente validi in ogni aspetto possibile.<br />
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<a href=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1305/The-Woman-in-Black-4599.jpg\" target=\"_blank\"><img width=\"400\" height=\"300\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1305/The-Woman-in-Black-4599.jpg\" alt=\"\" /></a><br />
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&quot;L\'horror britannico di maggior successo negli ultimi vent\'anni&quot;. Stiamo freschi.</strong><br />
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Sfortunatamente l\'ambientazione non pu&ograve; aiutare nella riuscita completa del film, a causa di sviste nella trama, nelle capacit&agrave; del cast e sulle musiche, ma almeno regala splendide immagini di una Inghilterra di fine 1800. Respirata l\'aria mefitica della palude, si spera che Radcliffe si sia ravveduto e cominci ad acquisire un po\' di capacit&agrave; che sta perdendo nel tempo, sperando in uno stimolo ad impegnarsi di pi&ugrave; davanti all\'obiettivo della macchina da cinepresa. <br />
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<a href=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1305/The-Woman-in-Black-5251.jpg\" target=\"_blank\"><img width=\"404\" height=\"300\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1305/The-Woman-in-Black-5251.jpg\" alt=\"\" /></a></p>]]></content:encoded>
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<title>Recensione: Midnight in Paris</title>
<link>http://www.filmsource.it/cinema/cinema/film/Midnight-in-Paris/recensione/</link>
<description>L'erba del vicino è sempre più verde o, se preferite, non siamo mai soddisfatti di quello che abbiamo o, ancora, non siamo realmente capaci di vivere la nostra epoca: scappiamo pensando che vivere nel passato [...]</description>
<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 11:00:40 +0200</pubDate>
<category>Recensione Cinema</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify; \">L\'erba del vicino &egrave; sempre pi&ugrave; verde o, se preferite, non siamo mai soddisfatti di quello che abbiamo o, ancora, non siamo realmente capaci di vivere la nostra epoca: scappiamo pensando che vivere nel passato ci avrebbe giovato, ci avrebbe aiutato, fondamentalmente perch&eacute; sappiamo quali erano le strade da intraprendere. &Egrave; facile valutare il passato, impossibile valutare il futuro: svegliarsi la mattina e dire che il Rinascimento, il Romanticismo, il Decadentismo, ci avrebbero donato maggior lustro &egrave; alla portata di tutti; crederci fortemente &egrave; proprio di chi &egrave; incapace a vivere nel presente. Gil Pender &egrave; il nostro uomo.<br />
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Gil Pender, il protagonista di Midnight in Paris, interpretato da un incredibilmente straordinario Owen Wilson, completamente estraniato dai suoi canonici ruoli ma perfettamente incalzante, ha una storia tanto banale quanto particolare alle spalle: un controsenso, forse, ma non del tutto. Prova a definirsi un romantico, perch&eacute; ama Parigi, la ama ancora di pi&ugrave; quando piove; gradisce le passeggiate sotto i boulevard della capitale parigina e non disdegna uno sguardo alla Senna mentre pensa. Il suo problema &egrave; che ha perso l\'ispirazione: Apollo non gli fa pi&ugrave; visita la notte. Da semplice sceneggiatore - come se realmente l\'aggettivo rispecchiasse la professione - ha deciso di diventare uno scrittore, parlando, anche stavolta, di maliconia e del passato. Il sogno di poter vivere, per&ograve;, in un\'epoca passata &egrave; talmente forte da permettergli di realizzarsi: alla mezzanotte di ogni sera Gil si ritrova nella Parigi degli anni Venti, insieme con Scott Fitzgerald, Ernest Hemingawy, Gertrude Stein, tutti i suoi idoli e riferimenti letterari per le sue scorribante tra le pagine bianche del manoscritto. Un salto avanti e un salto indietro: di notte nel mondo dei sogni, di giorno in quello degli incubi, la realt&agrave;, quella dalla quale Gil vuole scappare perch&eacute; incapace di viverla; di strano c\'&egrave; ben poco, a confermarlo, d\'altronde, &egrave; lo stesso Salvador Dal&igrave;. Surreale? Per carit&agrave;.<br />
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<img width=\"500\" height=\"333\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1253/Midnight-in-Paris-3981.jpg\" alt=\"\" /><br />
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Nel messaggio che Woody Allen prova a trasmettere c\'&egrave; ben poco di velato e tanto di palese: lo spettatore non deve impegnarsi pi&ugrave; di tanto nel comprendere la disincantata storia d\'amore tra Gil e la sua futura moglie, Inez (Rachel McAdams), che lascer&agrave; intendere un sottile quanto giustificato tradimento insieme con Paul (Michael Sheen); non deve impegnarsi nemmeno troppo a intuire la fugace storia d\'amore che vedr&agrave; Gil impegnarsi con Adriana (Marion Cotillard) l\'amante dapprima del Modigliani e poi del Picasso. Messaggi spiattellati, nemmeno fosse uno splatter, sotto gli occhi nemmeno troppo vigili dello spettatore, che assiste, senza domandarsi, senza dimandarsi, senza trovare spunti di discussione.&nbsp;<br />
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A pensarci allora &egrave; la mezzanotte, che nella sua versione inversamente proporzionale a quanto fatto con Cenerentola, dona al Pender la redenzione: la disilluzione, la nostalgia, gi&agrave; citata poc\'anzi, arrivano a farla da padrone, in maniera contrastante con quanto Allen aveva fatto intendere con Incontrerai l\'uomo dei tuoi sogni. Indubbiamente i rotocalchi del gossip potrebbero intendere che Allen nei suoi film trasmette il suo decisamente poco costante umore sentimentale, con indubbia qualit&agrave;, ma con scarsa continuit&agrave; di pensiero: stavolta lasciarsi andare al ricordo e al passato &egrave; positivo, mentre soltanto un anno fa non c\'era nulla da esaltare nella fuga nell\'illusione, triste e malinconica. La fuga fantastica di Gil &egrave; per&ograve; lodevole: i personaggi incontrati nella Parigi del passato sono magnificamente caratterizzati e riproposti con fedelt&agrave;. Da Ernest Hemingway, lo scriteriato scrittore americano arrivato in Europa con i suoi modi da puro statunitense sfoggiando i capricci di un degno scrittore, a Zelda Fitzgerald, la donna insicura accostata a un grande artista che sente di non meritare, una fitta rete di vie caratteriali prende forma a Parigi.&nbsp;<br />
<br />
C\'&egrave; per&ograve; del realismo di fondo che porta a ragionare nella notte parigina: non c\'&egrave; solo la luce della Torre Eiffel, nemmeno l\'illuminazione di via Victor Hugo che trascina il turista fino all\'Arco di Trionfo, c\'&egrave; di pi&ugrave; a Parigi. C\'&egrave; il realismo di un amore lucido, quello di Gil che contrasta quello di Hemingway, dedito a una fuga che non durer&agrave; molto; c\'&egrave; realismo nel voler, alla fine della giostra, accettare quello che la vita ci ha dato e che noi abbiamo costruito nel tempo: senza illusioni affrontare il presente, con un idealismo che ha sempre fortificato gli artisti, &egrave; la soluzione realista del personaggio di Wilson. Il coraggio delle battute finali del Pender &egrave; lo sfoggio di seriet&agrave; che Allen vuole dare al palcoscenico allestito intorno a Parigi, donando un messaggio che, ci si augura, resta chiaro ai pi&ugrave;, velleitario ai meno.&nbsp;<br />
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<img width=\"500\" height=\"333\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1253/Midnight-in-Paris-3978.jpg\" alt=\"\" /><br />
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Di tutte le critiche che si possono avanzare a Woody Allen di sicuro non si annovera quella sulla scenografia, sul colore, sul modo di presentare Parigi: la capitale del regista americano &egrave; quasi pi&ugrave; bella di quella reale, una citt&agrave; che &egrave; romantica solo se la si guarda tra i fumi del vino e il sapore della droga, con gli occhi di un artista disincantato; la Parigi di Allen &egrave; invece una citt&agrave; realmente romantica, dai colori sgargianti, dalla Senna aiuolizzata e dai bouvelard ameni. Tanto la capitale del presente quanto quella degli anni Venti rappresenta uno staccato sensazionale della scenografia di Allen, capace di trasmettere un messaggio allegro e, di nuovo, romantico soltanto con le sue riprese, senza dover, in alcuni punti, costringervi a soffermarvi su quanto stia accadendo intorno a voi. Ci mette del suo, quindi, il regista, soprattutto quando imbocca la Stein con summe d\'altri tempi, che restano le uniche pillole piacevoli di questa pellicola, nata forse con aspettative diverse, con il tentativo di colpire di pi&ugrave;, o semplicemente per dare soddisfazione a un regista che voleva far parlare Hemingway e Dal&igrave; con la stessa musica.&nbsp;<br />
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<img width=\"500\" height=\"333\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1253/Midnight-in-Paris-3982.jpg\" alt=\"\" /><br />
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Cos\'&egrave; allora Midnight in Paris? &Egrave; semplicemente l\'ennesima pellicola idealizzata di Woody Allen, un regista che dice tanto, ma lo dice male, che attira i pi&ugrave; per un mero concetto sensazionalistico, ma non perch&eacute; riesca realmente a offrire qualcosa all\'arte cinematografica. Pensiamo anche ai suoi attori, come a esempio la protesi di Owen Wilson.&nbsp;Gil Pender, il protagonista di Midnight in Paris, &egrave; lo stereotipo del romantico che idealizza Parigi. Una citt&agrave; romantica, affascinante e pittoresca soltanto nei sogni, quello che vive l\'attore per l\'intera pellicola: un semplice groviglio di strade che fa da contorno a qualche appariscente struttura di dimensioni sovrumane, leggi Torre Eiffel e Arco di Trionfo, &egrave; in realt&agrave; Parigi. Una citt&agrave; che di romantico ha solo i parigini, forse, la pioggia, Notre Dame, la tomba di Napoleone e il passato.&nbsp;<br />
<br />
Il romanticismo &egrave; ben altra cosa. Compassione per Gil Pender.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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<title>Recensione: La prima cosa bella</title>
<link>http://www.filmsource.it/cinema/cinema/film/La-prima-cosa-bella/recensione/</link>
<description>La prima cosa bella è un film rilasciato nel 2010 diretto da Paolo [...]</description>
<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 09:43:27 +0200</pubDate>
<category>Recensione Cinema</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http://www.filmsource.it/cinema/film/La-prima-cosa-bella/\" target=\"_blank\"><span style=\"color: rgb(255, 102, 0);\"><strong>La prima cosa bella</strong></span></a> &egrave; un film rilasciato nel 2010 diretto da Paolo Virz&igrave; che ha conseguito diverse onorificenze tra cui tre David di Donatello per miglior sceneggiatura, miglior protagonista femminile (Micaela Ramazzotti) e miglior protagonista maschile (Valerio Mastandrea).<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: center;\"><img width=\"500\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/2/FilmSource-7439.jpg\" alt=\"\" /></p>
<p style=\"text-align: center;\">&quot;<em><span style=\"font-size: smaller;\">La famiglia Michelucci al completo&quot;</span></em></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
<strong>Una storia di vita qualunque</strong><br />
<br />
La storia della famiglia Michelucci prende il via quando Anna Ningiotti, una donna incantevole e piena di vitalit&agrave; madre di due figli e sposata con Mario, vince il titolo di &ldquo;mamma pi&ugrave; bella&rdquo; durante un concorso estivo indetto su una spiaggia di Livorno, citt&agrave; dove &egrave; ambientato il film. Quella &ldquo;vittoria&rdquo; assolutamente inaspettata si abbatte come un uragano sulla tranquillit&agrave; della famiglia. Il marito &egrave; estremamente geloso della moglie: una sera perde il controllo e, dopo una violenta litigata, la manda via da casa, insieme ai due bambini piccoli, costretti a subire per tutta l\'arco dell\'infanzia una vita nomade.<br />
<br />
La vicenda viene raccontata attraverso una serie di flashback che lentamente fanno luce sul passato della madre e dei due figli mentre nel presente la vita va avanti, tra rimpianti e bei ricordi. Gi&agrave; dai i primi istanti del film si possono delineare i profili caratteriali di Bruno, il primogenito e Valeria. Il primo tiene quasi sempre il broncio ma &egrave; molto responsabile e si prende cura della sorella, che mostra invece un carattere pi&ugrave; aperto e spensierato.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: center;\"><img width=\"500\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/2/FilmSource-7437.jpg\" alt=\"\" /></p>
<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: smaller;\"><em>&quot;La mamma &egrave; sempre la mamma..&quot;</em></span></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
Nel presente Bruno &egrave; un uomo infelice della propria vita. Per colmare il proprio vuoto interiore ricorre anche all\'utilizzo di sostanze stupefacenti. Un giorno viene prelevato da scuola, dove insegna, dalla sorella che lo informa che la madre si &egrave; sentita male. Anna, nonostante sia una malata terminale, mostra una vitalit&agrave; senza precedenti: guarda &ldquo;Uomini e Donne&rdquo;, legge riviste e accoglie il figlio come se fosse ancora il suo bambino piccolo. La sua voglia di continuare a vivere la porter&agrave; anche a fuggire dall\'ospedale: Bruno decider&agrave; di assecondarla portandola a fare shopping e a ballare. Nel frattempo continua il racconto del passato travagliato della famiglia, tra la madre invitata ad entrare nel mondo del cinema fino ad arrivare ai primi problemi adolescenziali dei due ragazzi. Tra i personaggi secondari troviamo citiamo Leda Ningiotti, sorella di Anna, sempre ligia al dovere, severa nei confronti dei nipoti e invidiosa dell\'aspetto di sua sorella e Loriano, un uomo da sempre legato alla famiglia Michelucci. Uno dei momenti migliori, nonch&eacute; strappalacrime dell\'opera &egrave; sicuramente la parte conclusiva che sapr&agrave; commuovervi e farvi riflettere allo stesso tempo su uno dei temi dominanti della vita: l\'amore e le insicurezze legate ad esso.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: center;\"><img width=\"500\" height=\"333\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/2/FilmSource-7438.jpg\" alt=\"\" /></p>
<p style=\"text-align: center;\">&quot;<em><span style=\"font-size: smaller;\">..sempre&quot;</span></em></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
<strong>In conclusione</strong><br />
<br />
Tutti gli attori, dai protagonisti ai personaggi secondari, de La prima cosa bella recitano in modo pregevole, portando in scena un\'opera realistica che sa emozionare, come poche produzioni italiane uscite in tempi recenti sono riuscite a fare. Tirando le somme, La prima cosa bella &egrave; una vera e propria chicca del cinema italiano da non perdere assolutamente. Se siete amanti delle storie di vita reale amerete il film come amate &ldquo;la prima cosa bella&rdquo;, ovvero la persona che vi ha dato la gioia di vivere la vostra vita. Eccellente.</p>]]></content:encoded>
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<title>Recensione: Pirati! Briganti da strapazzo </title>
<link>http://www.filmsource.it/cinema/cinema/film/Pirati-Briganti-da-strapazzo-/recensione/</link>
<description>La stop motion è una tecnica di animazione che colpisce facilmente lo spettatore. Ha l'aspetto e la duttilità del cartone animato ma la resa visiva di un film live action. L'utilizzo di pupazzi permette infatti [...]</description>
<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 19:20:58 +0200</pubDate>
<category>Recensione Cinema</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\">La stop motion &egrave; una tecnica di animazione che colpisce facilmente lo spettatore. Ha l\'aspetto e la duttilit&agrave; del cartone animato ma la resa visiva di un film live action. L\'utilizzo di pupazzi permette infatti di ottenere un aspetto cartoonesco e allo stesso tempo di apparire come assolutamente reali. Se poi alla regia c\'&egrave; un veterano del genere come <strong>Peter Lord</strong>, il risultato non pu&ograve; che essere un gioiellino per gli occhi.&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">E questo <strong>&quot;Pirati! Briganti da Strapazzo&quot;</strong> &egrave; infatti un piccolo capolavoro di animazione, a partire dalla sceneggiatura di Gideon Defoe, che essendo l\'autore del libro originale ha potuto rielaborare il proprio scritto senza paura di tradire lo spirito originario.<br />
<br />
<strong>Arrrrr! All\'arrembaggio!</strong></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
Protagonista di questa avventura &egrave; lo sfortunato Capitan Pirata (questo il suo nome) e la sua ciurma di scalcagnati pirati dediti all\'arrembaggio, al saccheggio e al mangiare prosciutto.<br />
Il cast di personaggi &egrave; colorato quanto ci si potrebbe aspettare, tra il barbutissimo Capitano, il pirata albino, il &quot;pirata straordinariamente procace&quot; che riesce a tenere nascosto il suo essere donna, la regina Vittoria e un giovane Charles Darwin, non c\'&egrave; chi non sia piacevolmente colorato e sopra le righe.<br />
<br />
<img width=\"500\" height=\"324\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1604/The-Pirates-Band-of-Misfits-6831.jpg\" alt=\"\" /></p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">Questo strano miscuglio tra pirati, regine e scienziati verr&agrave; coinvolto in un gioco di interessi diversi in cui al centro di tutto si trovano due cose: lo strano &quot;pappagallo&quot; del Capitano e il titolo di &quot;Pirata dell\'Anno&quot;.<br />
Tra le isole caraibiche si svolge infatti un concorso indetto dal Re dei Pirati, strano figuro simile ad Elvis, per la carica di pirata dell\'anno a cui il nostro Capitano partecipa invano da molti anni, potendo contare solo sulla sua foltissima barba come vantaggio sugli altri. I suoi tre sfidanti sono invece temutissimi pirati in piena regola, pronti a narrare grandi avventure e a lanciare sul tavolo sacchi pieni d\'oro.<br />
Inutile dire come i tentativi della ciurma si riveleranno fallimentari anche questa volta, perlomeno fino al momento in cui decidono di assaltare la nave in cui viaggia un Charles Darwin ancora lungi dallo scrivere il suo &quot;Le origini delle specie&quot;.</p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna dirlo subito, il film &egrave; una gioia per gli occhi: le ambientazioni sono ampie e luminose, cariche di dettagli e coloratissime. Spesso ci si dimentica di star guardando dei pupazzi veri e non un\'opera in CG, per poi rimanere sorpesi quando si nota qualche effetto di luce ancora fuori dalla portata dell\'animazione computerizzata e ci si rende conto che tutto quello che si vede sullo schermo esiste veramente, anche se in piccolo. Ma il computer non rimane completamente fuori e ha la sua occasione di brillare, l\'acqua non pu&ograve; infatti essere riprodotta in stop-motion e nelle scene in mare si agita e spumeggia con un realismo notevolissimo, mostrando come gli animatori della Aardman siano degli artisti a tutto tondo.<br />
Lord fa scorrere la telecamera tra lussureggianti isole caraibiche, oceani, &quot;mappe&quot; e le inquinatissime strade della Londra di fine \'800 senza perdere un colpo o avere un\'incertezza, accompagnando lo spettatore senza offrire riprese particolari o innovazioni, ma svolgendo il proprio compito con mestiere e fantasia. Il regista ha sempre tutto sotto controllo e nulla sfugge al suo occhio, nulla &egrave; mai fuori posto o abbozzato.&nbsp;<br />
Ben scelta la colonna sonora, anche se &egrave; piuttosto criticabile l\'idea di utilizzare l\'abusatissima <strong>London Calling</strong> durante il viaggio fino a Londra, sia perch&eacute; fuori luogo musicalmente, sia perch&eacute; la cosa &egrave; stata fatta cos&igrave; tante volte da essere ormai una gag completamente imbalsamata, come un comico che racconta una barzelletta vecchissima. Sbavature a parte, le musiche sono un gradevolissimo contorno capace di sottolineare correttamente le scene.<br />
<br />
<img width=\"500\" height=\"211\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1604/The-Pirates-Band-of-Misfits-6832.jpg\" alt=\"\" /><br />
<br />
<strong>Approdiamo nei lussureggianti Caraibi</strong></p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">Il vero punto di forza del film sono probabilmente le scenografie: ampie, ricche di dettagli, coloratissime. L\'impegno messo dagli artisti, o sarebbe meglio dire artigiani, della Aardman &egrave; impressionante ed &egrave; difficile anche solo immaginare quanto tempo e precisione ci sia voluto per creare scenografie cos&igrave; maestose. Fortunatamente la fotografia e la regia ci permettono di godere al meglio di questo minuzioso lavoro, inondando di luce le scene dove necessario e usando sapientemente l\'ombra. Quando si lavora in ambienti cos&igrave; piccoli come quelli dei set di stop-motion, ottenere una luce efficace non &egrave; semplice, perch&eacute; si devono concentrare luci molto potenti su spazi molto ristretti.<br />
Come detto all\'inizio il fatto che lo sceneggiatore sia lo stesso autore del libro originale ha permesso alla sceneggiatura di dipanarsi senza intoppi tra gag sempre riuscite e una caratterizzazione che riesce a rendere interessante ogni personaggio. Le gag pur essendo spesso indirizzate ad un pubblico giovane sono sempre godibili per lo spettatore di ogni et&agrave;, che riesce a trovare il film sinceramente gradevole anche se ha gi&agrave; raggiunto da tempo la pubert&agrave;.&nbsp;<br />
<br />
Il 3D in questo caso &egrave; una piacevole aggiunta, non &egrave; infatti indispensabile per godersi l\'opera, tuttavia essendo ben realizzato riesce a dare quella profondit&agrave; in pi&ugrave; che non fa mai male, e i bambini apprezzeranno le occasionali scene di oggetti che escono dallo schermo.<br />
<br />
<img width=\"500\" height=\"294\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1604/The-Pirates-Band-of-Misfits-6830.jpg\" alt=\"\" /></p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">Il doppiaggio del film ha bisogno di un discorso a parte in quanto l\'utilizzo di due doppiatori non professionisti, <strong>Christian de Sica e Luciana Litizzettto</strong>, genera naturalmente nel pubblico dubbi sulla riuscita del tutto. Il risultato finale &egrave; stato per&ograve; sorprendente, in quanto a dispetto delle aspettative a essere in difficolt&agrave; nel ruolo &egrave; la Litizzetto, e non certo De Sica. Il suo doppiaggio di Capitan Pirata mostra come De Sica sia un attore capace, in grado di recitare abbandonando completamente quella cadenza che lo ha reso famoso: si fa quasi fatica a riconoscerlo. Purtroppo per&ograve;, probabilmente per scelte effettuate dalla produzione, De Sica butta qui e l&igrave; una frase con la sua solita cadenza, nel tentativo farlocco di risultare pi&ugrave; riconoscibile e simpatico. Quando per&ograve; non ha di questi &quot;scivoloni&quot; gli si pu&ograve; rinfacciare solamente una occasionale mancanza di verve, un tono pi&ugrave; sommesso dove un doppiatore professionista avrebbe fatto lavorare polmoni e diaframma, ma veramente null\'altro. La pur simpaticissima Litizzetto &egrave; invece palesemente fuori ruolo, costretta nel corpo di una regina che mal si adatta alla sua voce nasale tanto che il suo doppiaggio risulta credibile solamente quando abbandona completamente la sua particolare tonalit&agrave; stridula; certo, il risultato non &egrave; terribile, ma &egrave; comunque palese come sia lei l\'anello debole.<br />
<br />
<strong>Conclusioni</strong><br />
<br />
La Aardman ha fatto un ottimo regalo a tutti i genitori creando un film da far vedere ai bambini durante le vacanze di Pasqua che risulta per&ograve; divertente e piacevolissimo anche per i genitori. &quot;Pirati! Briganti da strapazzo&quot; &egrave; un titolo su cui &egrave; difficile trovare difetti, &egrave; l\'opera di professionisti che conoscono bene il loro mestiere. Se proprio vogliamo fare un appunto lo facciamo alla produzione Italiana, &egrave; davvero necessario chiamare al doppiaggio dei VIP che non sono certo noti per le loro qualit&agrave; recitative? De sica &egrave; stata una piacevole sorpresa, ma probabilmente un professionista avrebbe reso ancora di pi&ugrave;, a giovamento del pubblico.</p>]]></content:encoded>
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<title>Recensione: I Racconti di Terramare</title>
<link>http://www.filmsource.it/animazione/animazione/film/I-Racconti-di-Terramare/recensione/</link>
<description>Earthsea 

I racconti di Terramare, scritto e diretto da Gor&amp;#333; Miyazaki, figlio del celebre Hayao, s&amp;rsquo;ispira alle vicende narrate nel quarto e quinto romanzo del ciclo fantasy di [...]</description>
<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 12:25:06 +0100</pubDate>
<category>Recensione Animazione</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Earthsea&nbsp;</strong><br />
<br />
I racconti di Terramare, scritto e diretto da Gor&#333; Miyazaki, figlio del celebre Hayao, s&rsquo;ispira alle vicende narrate nel quarto e quinto romanzo del ciclo fantasy di Earthsea, dell\'autrice californiana Ursula K Le Guin, &quot;L\'isola del drago&quot; e &quot;I venti di Earthsea&quot;. Il film &egrave; stato prodotto dallo Studio Ghibli, ed &egrave; stato presentato alla 62ma edizione del Festival del Cinema di Venezia, ma non venne accolto molto bene dalla critica. Arriv&ograve; nelle sale italiane il 20 aprile 2007.&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<div style=\"text-align: justify;\"><strong>L&rsquo;importanza dell&rsquo;equilibrio</strong></div>
<p style=\"text-align: justify;\"><img width=\"300\" height=\"162\" align=\"right\" style=\"text-align: justify; \" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/animazione/1651/Gedo-senki-7170.jpg\" /></p>
<div style=\"text-align: justify;\">Nel regno si susseguono una serie di eventi drammatici, carestie ed epidemie imperversano, e sul mare sono stati avvistati due draghi. Poich&eacute; da sempre terra e mare sono dominio degli uomini, mentre aria e fuoco sono il regno dei draghi, la comparsa di queste creature, unita agli ultimi sconcertanti avvenimenti,<strong> </strong>fa pensare che sia stato messo in pericolo l&rsquo;equilibrio. L&rsquo;animo del giovane principe Arren &egrave; sconvolto quanto la sua terra, egli soffre di uno sdoppiamento di personalit&agrave; che lo porta a uccidere il proprio padre, rubare la sua spada e scappare dalla propria terra. Nel suo lungo viaggio, il ragazzo incontrer&agrave; il mago Sparviere che lo salver&agrave; da diverse situazioni difficili, decisivo sar&agrave; anche l&rsquo;incontro con Therru, una bambina dal carattere diffidente che nasconde un grande segreto. Insieme dovranno affrontare il mago Aracne che insegue un obiettivo capace di compromettere definitivamente l&rsquo;equilibrio, ma prima di affrontare il suo nemico, Arren dovr&agrave; combattere l&rsquo;oscurit&agrave; che fa parte di lui.</div>
<div>
<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>
</div>
<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>
<p style=\"text-align: justify;\"><img width=\"300\" height=\"162\" align=\"left\" alt=\"\" style=\"text-align: justify; \" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/animazione/1651/Gedo-senki-7169.jpg\" /><strong><span style=\"text-align: justify; \">Luci e Ombre</span></strong></p>
<div style=\"text-align: justify;\">Il protagonista del film &egrave; il principe Arren, un personaggio complesso, che cede alle sue paure al punto di soffrire di un vero sdoppiamento di personalit&agrave;, tormentato dalle proprie azioni, dal proprio passato e da una parte di s&eacute;, la propria ombra, che non ha il coraggio di affrontare. Lungo la sua strada, mentre fugge da s&eacute; stesso incontra vari personaggi che nel bene e nel male, riusciranno a far trovare il suo equilibrio interiore. Il mago Sparviere &egrave; il suo mentore, consigliere e guida, ma non solo. E\' anche indagatore sugli squilibri che mettono in pericolo il mondo dell&rsquo;uomo ed il suo ruolo acquista spessore con lo svilupparsi della trama. Tenar, vecchia conoscenza di Sparviere, &nbsp;&egrave; un personaggio poco sviluppato, &nbsp;le cui origini restano oscure a chi non conosce i romanzi. Infatti, la &ldquo;strega&rdquo; che vive in solitudine, nel disprezzo della gente del posto, crescendo la piccola Therru, e nasconde un passato cui si accenna soltanto parlando di tombe da cui Sparviere l&rsquo;avrebbe salvata. Nei libri invece si chiarisce il suo ruolo di sacerdotessa di un terribile culto che la obbligava a vivere nelle lapidi di Atuan. L\'antagonista della storia &egrave; Aracne: anche lui ha un passato con Sparviere, ma &egrave; un suo antico rivale. Perfido nella sua natura &egrave; alla frenetica ricerca dell&rsquo;immortalit&agrave;, calpestando ogni principio e rischiando di compromettere l&rsquo;equilibrio del mondo. &nbsp;Resta il personaggio pi&ugrave; misterioso: la piccola Therru, una ragazzina dal volto sfigurato, che inizialmente osteggia Arren per poi instaurare con lui un rapporto speciale che si riveler&agrave; determinante per la crescita del giovane. Il passato della fanciulla &egrave; solo accennato da Tenar, &egrave; certamente un trascorso terribile di violenza che incide nel carattere diffidente della bambina, che nasconde inoltre un incredibile segreto.<br />
&nbsp;</div>
<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Un mondo fantastico<br />
</strong></div>
<div style=\"text-align: justify;\">L&rsquo;ambientazione del film risente sicuramente dell&rsquo;influenza e della collaborazione di Hayao Miyazaki, i disegni sono simili e danno una sensazione di familiarit&agrave; che per&ograve; non dispiace all&rsquo;osservatore, i colori sono usati con sapienza e le immagini sono evocative e incarnano lo spirito del film. Anche la colonna sonora affidata questa volta non a Joe Hisaishi, storico compositore dello Studio Ghibli, ma a Tamiya Terajima, partecipa nel creare l&rsquo;atmosfera di questo mondo fantastico.<br />
<br />
<img width=\"500\" height=\"610\" align=\"middle\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/animazione/1651/Gedo-senki-7168.jpg\" /></div>
<div style=\"text-align: justify;\"><strong><br />
Opera prima </strong>&nbsp;&nbsp;</div>
<div style=\"text-align: justify;\"><br />
Nel film, oltre alle somiglianze grafiche, sono ricorrenti anche molti dei temi chiave dei film di Miyazaki padre, ad esempio lo spirito ecologista e l&rsquo;importanza del &ldquo;vero nome&rdquo;. Forse il regista avrebbe potuto rischiare di pi&ugrave; scostandosi dallo stile paterno ma, considerando anche che questo &egrave; il primo film realizzato da Gor&#333; Miyazaki, il risultato &egrave; comunque molto buono. La scrittrice non &egrave; rimasta pienamente soddisfatta di alcune situazioni non in linea con lo spirito del libro e dell\'introduzione di personaggi, bisogna ammettere che &egrave; questo il pi&ugrave; grande difetto del film. I personaggi sono ben sviluppati, ma la loro introduzione lascia molti spazi vuoti che rischiano di confondere lo spettatore. Forse la complessit&agrave; dei protagonisti avrebbe richiesto un background pi&ugrave; sviluppato e approfondito, ci&ograve; nonostante il risultato resta positivo.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></content:encoded>
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</item>
<item>
<title>Recensione: Il discorso del Re</title>
<link>http://www.filmsource.it/cinema/cinema/film/Il-discorso-del-Re/recensione/</link>
<description>Il film

Ambientato nell&amp;rsquo;Inghilterra della prima metà del secolo, il lungometraggio di Tom Hooper, ispirato a una storia vera, narra dei problemi di balbuzie del futuro re Giorgio [...]</description>
<pubDate>Sun, 26 Feb 2012 13:58:48 +0100</pubDate>
<category>Recensione Cinema</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Il film<br />
</strong><br />
Ambientato nell&rsquo;Inghilterra della prima met&agrave; del secolo, il lungometraggio di Tom Hooper, ispirato a una storia vera, narra dei problemi di balbuzie del futuro re Giorgio VI e del rapporto con il suo logopedista Lionel Logue. Ha vinto, tra i numerosi riconoscimenti, quattro premi Oscar sulle dodici candidature ricevute, come miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale, ha inoltre fruttato a Colin Firth il Golden Globe per il miglior attore in un film drammatico.<br />
<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify; \"><img width=\"500\" height=\"375\" align=\"middle\" style=\"text-align: -webkit-auto; \" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/343/The-Kings-Speech-1780.jpg\" alt=\"\" /></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br />
<br />
La vicenda&nbsp;</strong><br />
<br />
Il&nbsp;principe&nbsp;Albert, secondogenito del re Giorgio V d&rsquo;Inghilterra e duca di York, soffre di balbuzie, e ogniqualvolta si ritrova nella situazione di dover tenere un discorso in pubblico, diventa fonte d&rsquo;imbarazzo per il regno. Dopo aver cercato l&rsquo;aiuto di svariati logopedisti, senza ottenere risultati apprezzabili, egli ha ormai deciso di arrendersi e, visto il suo ruolo di figlio cadetto e non destinato al trono, di esimersi dall&rsquo;affrontare nuove orazioni. Si ritira perci&ograve; a vita privata con la moglie e le due figlie. Sar&agrave; la duchessa a insistere affinch&eacute; egli affronti il problema recandosi dal dottor. Lionel Logue, un australiano esperto in problemi di linguaggio, che accetter&agrave; di aiutare questo cliente&nbsp;eccezionale a superare le proprie difficolt&agrave;, ma soltanto alle sue condizioni. Queste comprendono una totale assenza di formalit&agrave;, insiste, ad esempio, nel chiamare il principe Bertie, soprannome riservato ai familiari. Inizialmente il rapporto tra i due sembra non funzionare, dopo una seduta in cui Lionel lo spinge a recitare l&rsquo;Amleto ascoltando la musica ad alto volume, il principe abbandona la seduta portando con s&eacute; la registrazione. Sar&agrave; riascoltando quest&rsquo;ultima che noter&agrave; stupefatto come i metodi dell&rsquo;originale Logue potrebbero realmente aiutarlo, infatti i versi di Shakespeare, sono declamati fluentemente senza alcun accenno di balbuzie.&nbsp;Inizia cos&igrave; a fidarsi e a frequentare con assiduit&agrave; lo studio, sottoponendosi a numerosi esercizi di rilassamento, regolazione del respiro, pronuncia e cos&igrave; via.<br />
Logue scoprir&agrave; anche che i problemi del principe hanno radici nella propria infanzia, nel rapporto difficile con un padre troppo autoritario e con il fratello Edward che &egrave;, infatti, l&rsquo;antitesi di quello minore. Forte e determinato, &egrave; cresciuto per essere re, &egrave; molto sicuro di s&eacute; al punto da sfidare tutte le convenzioni sociali diventando il compagno di Wallis Simpson, un&rsquo;americana divorziata due volte. Relazione che lo porter&agrave;, dopo la morte del padre, ad abdicare in favore del fratello minore dopo neanche un anno. Il timido Albert dovr&agrave; perci&ograve; caricare sulle proprie spalle il peso di un regno e affrontare i propri problemi nel parlare in pubblico. L&rsquo;epilogo della vicenda passer&agrave; alla storia come il pi&ugrave; sentito ed emozionante discorso del re, nella proclamazione della guerra alla Germania.</p>
<div style=\"text-align: justify; \"><strong><br />
</strong><img width=\"500\" height=\"270\" align=\"middle\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/343/The-Kings-Speech-6452.jpg\" /><br />
<strong> <br />
<br />
La forza del film negli interpreti</strong></div>
<p style=\"text-align: justify; \"><br />
Magistrale l&rsquo;interpretazione di Colin Firth (Il diario di Bridget Jones, Mamma mia!) che delinea con eleganza un carattere complesso, una timidezza fatta di sfaccettature, l&rsquo;evoluzione del personaggio verso una maggiore sicurezza di s&eacute; e la consapevolezza delle proprie capacit&agrave;. Il legame con la moglie Elizabeth, interpretata da una bravissima Helena Bonham Carter (Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street, Alice in Wonderland), &egrave; presentato come un rapporto genuino da cui il principe trae forza e stabilit&agrave; e i due attori sono bravissimi nel sottolinearlo, anche con la mimica corporea, fatta di piccoli gesti eloquenti. Ultimo, ma non per importanza, un memorabile Geoffrey Rush (Pirati dei caraibi, Shakespeare in love) che, nel ruolo dell&rsquo;eccentrico Lionel Logue, risulta convincente e azzeccato, dando con la propria forte personalit&agrave; il perfetto bilanciamento al personaggio di Firth.&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: left;\">&nbsp;<img width=\"500\" height=\"330\" align=\"middle\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/343/The-Kings-Speech-6461.jpg\" /></p>
<div>
<div style=\"text-align: justify; \"><strong><br />
<br />
In conclusione&hellip;<br />
<br />
</strong></div>
<p style=\"text-align: justify;\">La scenografia e la colonna sonora che riportano perfettamente all&rsquo;Inghilterra di quegli anni, l&rsquo;ottimo cast che d&agrave; corpo e sostanza ai personaggi, la magistrale direzione del regista, hanno permesso a questo film di trionfare agli Oscar 2011, e, si pu&ograve; ben dire, meritatamente.</p>
</div>]]></content:encoded>
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</item>
<item>
<title>Recensione: Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare</title>
<link>http://www.filmsource.it/cinema/cinema/film/Pirati-dei-Caraibi-Oltre-i-confini-del-mare/recensione/</link>
<description>Il film


Diretto da Rob Marshall il quarto capitolo della saga Disney differisce molto da quelli che lo hanno preceduto: cambia la regia, che non più [...]</description>
<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 23:57:01 +0100</pubDate>
<category>Recensione Cinema</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Il film<br />
<br />
</strong></p>
<p style=\"text-align: justify;\">Diretto da Rob Marshall il quarto capitolo della saga Disney differisce molto da quelli che lo hanno preceduto: cambia la regia, che non pi&ugrave; affidata a Gore Verbinski, e viene rivoluzionato il cast, di cui non fanno pi&ugrave; parte alcuni degli interpreti principali dei primi film, tra gli altri Orlando Bloom e Keira Knightley, mentre si inseriscono volti nuovi come Pen&eacute;lope Cruz e Ian McShane.<br />
<br />
<img width=\"500\" height=\"741\" align=\"middle\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/543/Pirates-of-Caribbean--On-Stranger-Tides-3286.jpg\" alt=\"\" style=\"text-align: justify; \" /></p>
<p><br />
<strong>La trama</strong><br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca della Fonte della Giovinezza &egrave; il tema centrale della vicenda, a tentare di raggiungerla l&rsquo;esercito spagnolo, Barbossa divenuto corsaro per conto del re d&rsquo;Inghilterra e il famigerato Edward Teach, soprannominato &quot;Barbanera&quot;. Ma ad avere la mappa &egrave; il capitano Jack Sparrow che per questo motivo si trover&agrave; in un mucchio di guai.&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">Catturato da Angelica, una donna che ha sedotto e abbandonato in passato, &egrave; condotto sulla Queen Anne\'s Revenge, la terribile nave di Barbanera e del suo equipaggio di zombie; sotto la minaccia di divenire anche lui come il resto dell\'equipaggio, e anche grazie ad attrazione e senso di colpa nei confronti di Angelica, che nel frattempo si &egrave; rivelata come la figlia di Barbanera, Sparrow accetter&agrave; di portarli alla Fonte, di cui Barbanera &egrave; alla ricerca per scongiurare una profezia che ne decreta la morte.<img width=\"300\" height=\"200\" align=\"right\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/543/Pirates-of-Caribbean--On-Stranger-Tides-1854.jpg\" alt=\"\" /></p>
<p style=\"text-align: justify;\">Barbossa naviga sulla stessa rotta con Gibbs, l&rsquo;unica altra persona a conoscere l&rsquo;ubicazione della fonte, per ritrovare Barbanera e vendicarsi dell&rsquo;uomo che gli ha preso la gamba e la Perla nera, la leggendaria nave che lui stesso ha pi&ugrave; volte sottratto a Sparrow.&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">Trovare la Fonte non &egrave; sufficiente, per usufruire dei suoi poteri serve un rituale, bisogna ritrovare i calici di Ponce de L&eacute;on e procurarsi una lacrima di sirena: due persone compiono il rituale, una beve da un calice l&rsquo;acqua della Fonte, la seconda beve anche la lacrima di sirena, e diventa la vittima del sacrificio che dona all&rsquo;altra tutti i propri anni vissuti e quelli ancora da vivere. I protagonisti si lanciano perci&ograve; in una corsa contro il tempo per recuperare gli oggetti e giungere per primi alla Fonte. &nbsp;<br />
&nbsp;&nbsp;</p>
<div style=\"text-align: justify; \"><br />
<strong>Gli attori</strong><br />
&nbsp;</div>
<p style=\"text-align: justify;\">Johnny Depp &egrave; il Capitano Jack Sparrow, forse non ci sarebbe altro da dire ma vogliamo sperticarci nell&rsquo;ennesima lode nei confronti di un attore che &egrave; uno dei migliori interpreti dei nostri tempi. Depp &egrave; sempre bravissimo ma Sparrow &egrave; sicuramente uno dei suoi ruoli meglio riusciti, un personaggio che resta indimenticabile in ogni sua apparizione. Geoffrey Rush interpreta nuovamente Barbossa e lo fa con lo stile che lo contraddistingue, Penelope Cruz fa del suo meglio per dare vita e carattere a un personaggio che manca di entrambi, il resto del cast si barcamena alla meno peggio con personaggi che vorrebbero avere un peso e non lo hanno, come Ian McShane in Barbanera che, sinceramente, non &egrave; all&rsquo;altezza degli antagonisti dei precedenti capitoli, pi&ugrave; per colpa del personaggio che dell&rsquo;interprete; altri personaggi avrebbero potuto avere maggiore spessore se fossero stati sviluppati meglio.&nbsp;</p>
<div style=\"text-align: justify; \">&nbsp;</div>
<div style=\"text-align: justify; \"><br />
<strong>In conclusione&hellip;</strong><br />
<img width=\"300\" height=\"200\" align=\"left\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/543/Pirates-of-Caribbean--On-Stranger-Tides-1855.jpg\" alt=\"\" /></div>
<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante il cast faccia del suo meglio, il film risulta deludente, soprattutto se paragonato con il resto della saga, per la trama notevolmente meno strutturata e per i personaggi meno sfaccettati. Belle come sempre le scene acrobatiche e le rocambolesche fughe di Sparrow, cos&igrave; come la sua presenza ironica e irriverente; mirabile anche la scena dell&rsquo;attacco delle sirene, dove si ritrova qualcosa della trilogia originale. L&rsquo;unico altro spunto interessante sarebbe stato la storia d&rsquo;amore fra la sirena e l&rsquo;uomo di fede catturati da Barbanera, tuttavia questa parte &egrave; poco approfondita. Film al di sotto delle aspettative, confidiamo quindi nel prossimo capitolo perch&eacute;, nonostante tutto, I Pirati dei Caraibi non ci hanno ancora raccontato tutto, o almeno cos&igrave; vogliamo sperare.</p>
<div style=\"text-align: justify; \">&nbsp;</div>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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<title>Recensione: Posti in piedi in paradiso</title>
<link>http://www.filmsource.it/cinema/cinema/film/Posti-in-piedi-in-paradiso/recensione/</link>
<description>Posti in piedi in paradiso rappresenta in pieno la classica "commedia all'italiana", caratterizzata da situazioni di vita [...]</description>
<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 17:19:12 +0100</pubDate>
<category>Recensione Cinema</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\"><a target=\"_blank\" href=\"http://www.filmsource.it/cinema/film/Posti-in-piedi-in-paradiso/\">Posti in piedi in paradiso</a> rappresenta in pieno la classica &quot;commedia all\'italiana&quot;, caratterizzata da situazioni di vita mondana unite alla comicit&agrave; dei protagonisti. Sia la regia che la sceneggiatura sono state affidate a Carlo Verdone, che interpreter&agrave; uno dei&nbsp; personaggi principali del film.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: center;\"><img width=\"500\" height=\"346\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/2/FilmSource-7002.jpg\" /></p>
<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: smaller;\"><em>&quot;Questo &egrave; solo l\'inizio...&quot;</em></span></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
<strong><br />
Tre vite diverse, stessa situazione</strong><br />
<br />
Posti in piedi in paradiso narra le vicende di: Ulisse, un ex produttore discografico che vive nel suo retro del suo negozio di vinili, Fulvio, un ex critico cinematografico che pernotta presso un convento di suore e Domenico, ex imprenditore edile di successo che vive sulla barca di un amico. Tutti e tre condividono la stessa situazione economica, ma soprattutto quella familiare che li ha portati a separarsi dai rispettivi cari.<br />
<br />
L\'incontro tra i tre arriva in maniera del tutto casuale: Domenico lavora come agente immobiliare e ha fissato due appuntamenti alla stessa ora per affittare un appartamento. Quando quest\'ultimo capisce che per Ulisse e Fulvio il costo dell\'immobile va al di l&agrave; delle loro possibilit&agrave; economiche, decide di proporgliene uno pi&ugrave; economico, in cui andrebbero a convivere tutti e tre condividendo le spese. Inizia cos&igrave; una serie di (dis)avventure che accompagneranno i tre uomini.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: center;\"><img width=\"500\" height=\"343\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1357/Posti-in-piedi-in-paradiso-5067.jpg\" /><br />
<span style=\"font-size: smaller;\"><em>&quot;Ecco Gloria intenta ad osservare il negozio di Ulisse&quot;</em></span></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
<strong><br />
Un trio che convince</strong><br />
<br />
Uno dei fattori che far&agrave; divertire di pi&ugrave; lo spettatore &egrave; sicuramente il contrasto tra i caratteri dei tre protagonisti: Ulisse, un uomo tranquillo ligio al dovere, Domenico, padre di svariati figli che fa da &quot;accompagnatore&quot; alle signore di mezza et&agrave; e Fulvio, che ripudia il suo nuovo lavoro di giornalista di cronaca rosa. Le loro esistenze saranno poi influenzate dalla conoscenza di una lunatica cardiologa, interpretata da Micaela Ramazzotti, e dalle rispettive mogli che, a pi&ugrave; battute, richiederanno il versamento mensile della quota per il mantenimento dei figli. Ulteriori disagi saranno causati dalla figlia del primo dei tre, residente in Francia, che porteranno il padre e Gloria, la dottoressa, ad andare a Parigi per risolvere la questione.<br />
<br />
<br />
<strong>Tra risate e realt&agrave;<br />
</strong><br />
Il flm di Verdone oltre che intrattenere piacevolmente il pubblico per ben 120 minuti, fa riflettere sulle situazioni reali, attraverso le tre ministorie dei protagonisti, che possono nascere a causa dei divorzi, dimostrando, con un lieto fine, che &egrave; possibile risolvere le difficolt&agrave; che si vanno ad incontrare.</p>]]></content:encoded>
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<title>Recensione: Saturno contro</title>
<link>http://www.filmsource.it/cinema/cinema/film/Saturno-contro/recensione/</link>
<description>Ci sono momenti nella vita che si vogliono congelare, per lasciarne intatta la bellezza, come succede scattando una fotografia. Questo vuole Lorenzo (Luca Argentero), mentre osserva innamorato Davide (Pierfrancesco Favino), [...]</description>
<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 17:46:13 +0100</pubDate>
<category>Recensione Cinema</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono momenti nella vita che si vogliono congelare, per lasciarne intatta la bellezza, come succede scattando una fotografia. Questo vuole Lorenzo (Luca Argentero), mentre osserva innamorato Davide (Pierfrancesco Favino), il quale dialoga e scherza con i suoi amici, desiderando con tutte le sue forze che possa essere sempre felice e spensierato, nonostante sia ben conscio del fatto che il &quot;per sempre&quot; non esiste. Tutti bramano questo per la persona che si ama veramente, farla vivere in uno stato di grazia perpetuamente. Malauguratamente, per&ograve;, la sorte entra in gioco disintegrando questa idilliaca visione, mettendo a dura prova i protagonisti di questo lungometraggio, i quali dovranno elaborare, ognuno in maniera personale, la perdita di Lorenzo e tutto ci&ograve; che questo scatena. Ferzan Ozpetek ha di nuovo sbancato, guadagnando prestigiosi premi come quattro Nastri d\'argento, un David di Donatello, quattro Ciak d\'oro e il premio Diamanti del cinema per Argentero, incassando la fenomenale cifra di quasi 8 milioni di euro.</p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1579/Saturno-contro-6585.jpg\" target=\"_blank\"><img width=\"500\" height=\"341\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1579/Saturno-contro-6585.jpg\" alt=\"\" /></a></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
<strong>&quot;Ci sono momenti come questo in cui riesco a sentirmi felice. Voglio che rimanga tutto cos&igrave; per sempre. Anche se so che per sempre non esiste.&quot;</strong><br />
<br />
La pellicola si apre con la preparazione di una cena. Davide, scrittore di favole, e Lorenzo, pubblicitario innamorato dei suoi amici, si dedicano alla cucina, intanto gli invitati si stanno dirigendo verso la loro dimora. Compariranno a poco a poco Neval (Sierra Yilmaz), traduttrice di origine turca legata al carabiniere Roberto (Filippo Timi), Paolo (Michelangelo Tommaso) laureato in medicina con la passione per la scrittura, Angelica (Margherita Buy) psicologa che tiene corsi antifumo a cui costrinse i suoi conoscenti a parteciparvi, sposata con Antonio (Stefano Accorsi), un direttore di banca fedifrago, assiduo frequentatore di Laura (Isabella Ferrari), una fiorista operante nel centro di Roma. All\'elenco si aggiungono anche Roberta (Ambra Angiolini), amica e compagna di lavoro di Lorenzo, sfavorita dal punto di vista astrale e con forti problemi di tossicodipendenza, e infine c\'&egrave; Sergio (Ennio Fantastichini), imprigionato in un amore, trasformatosi in grande affetto, verso Davide.<br />
Qui comincia a prendere piede la faccenda, si fa la conoscenza dei personaggi con le loro peculiarit&agrave; caratteriali, ma durante una festa in onore di Lorenzo, che ha acquisito un importante spazio pubblicitario, quest\'ultimo viene colpito da un ictus e muore, impattando, in modo diverso, ciascun membro della compagnia.</p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1579/Saturno-contro-6586.jpg\" target=\"_blank\"><img width=\"500\" height=\"307\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1579/Saturno-contro-6586.jpg\" alt=\"\" /></a></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
<strong>&quot;Roma nun fa\' la stupida stasera&quot;</strong><br />
<br />
Il regista &egrave; innamorato della Citt&agrave; Eterna, e la celebra, passando con la sua cinepresa, per scorci gi&agrave; noti nei suoi precedenti film. Ad esempio la pasticceria e il gazometro gi&agrave; visti ne &quot;La finestra di fronte&quot;, lasciando anche spazio ai luoghi caratteristici come l\'incantevole Fontana di Trevi.<br />
Affezionato al luogo &egrave; anche chi ha collaborato alle musiche del film: Neffa, il quale ha debuttato come compositore, e Riccardo Eberspacher, che si &egrave; dedicato a musiche un po\' tangheggianti, conosciuto per la sua collaborazione nella soundtrack del cinecocomero &quot;Matrimonio alle Bahamas&quot;.<br />
Non si pu&ograve; scordare che, tra le canzoni dal sapore caliente, c\'&egrave; &quot;Remedios&quot; di Gabriella Ferri, che fa da contorno ad un ballo sensualissimo della Angiolini, passando poi alla traccia, scritta e composta da Neffa, &quot;Passione&quot;, che accompagna in modo impeccabile la scena finale, che rievoca alla mente l\'impossibilit&agrave; che qualcosa possa rimanere inalterata nel tempo, inquadrando un tavolo da gioco vuoto, precedentemente utilizzato dal cast per una partita a ping pong.</p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1579/Saturno-contro-6973.jpg\" target=\"_blank\"><img width=\"500\" height=\"332\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1579/Saturno-contro-6973.jpg\" alt=\"\" /></a></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
<strong><br />
&quot;&Egrave; questo il bello dell\'amicizia: capire le esigenze dell\'altro ed esaudirle ancora prima che ci vengano chieste&quot;</strong><br />
<br />
Il meraviglioso affiatamento che lega i membri di questa compagnia, e la perdita prematura di uno dei membri fondamentali di questa, &egrave; stata riproposta in modo veritiero e per nulla ridicolo, da un cast di altissima qualit&agrave;. Tra questi alcuni anche cari al regista, come Stefano Accorsi e Margherita Buy, che collaborarono insieme ne &quot;Le Fate Ignoranti&quot;. Qui interpretano una infelice coppia sposata, dove lui &egrave; un fedifrago e confuso uomo pronto a lasciare la propria famiglia per inseguire Isabella Ferrari, la donna di cui si &egrave; perdutamente innamorato. La Buy, invece, interpreta una psicologa controllata e razionale, che vorrebbe allontanare i problemi e mantenere la tranquillit&agrave; familiare. L\'altra coppia &egrave; costituita da Sierra Yilmenez, traduttrice turca arrabbiata col mondo, che risponde in modo franco e cinico ad ogni provocazione, legata sentimentalmente ad un Filippo Timi che controbilancia la grande forza della donna, adottando un modo di reagire un po\' zerbinistico. Ci sono i single, Ambra Angiolini, che interpreta una donna insicura e timorata dall\'astrologia, che si rifugia nell\'uso di stupefacenti per trovare uno stimolo a continuare la sua piatta esistenza. C\'&egrave; anche Michelangelo Tommaso, il quale interpreta un personaggio chiaramente di contorno che non ha molto da dire non essendo parte integrante del gruppo, e anche se lo fosse stato sarebbe rimasto inosservato. Un po\' come Ennio Fantastichini, messo in luce solo nel dialogo tra lui e Lunetta Savino, amante del padre di Luca Argentero. Lui e Pierfrancesco Favino sono gli elementi su cui si focalizza la vicenda, il primo &egrave; stato un po\' poco credibile regalando per&ograve; una interpretazione modesta, il secondo invece &egrave; stato grandioso. Grazie a lui il rapporto tra i due uomini ha riacquistato un po\' di credibilit&agrave; e, dopo il triste fatto, incarnava l\'espressione di un uomo definitivamente distrutto dal dolore.</p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1579/Saturno-contro-6582.jpg\" target=\"_blank\"><img width=\"500\" height=\"287\" src=\"http://media.gamesource.it/film/gallery/cinema/1579/Saturno-contro-6582.jpg\" alt=\"\" /></a></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
<br />
<strong>Mentre Lorenzo Dorme</strong><br />
<br />
Il desiderio di Lorenzo sulla perfezione, che tutto rimanga immutato, senza novit&agrave; od ostacoli, si traduce in una sorta di sonno infinto, rimanendo all\'oscuro di tutto ci&ograve; che non pu&ograve; prevedere e inevitabilmente l\'avrebbe fatto soffrire, lasciando negli altri solo una grande ferita nel cuore, soprattutto in quello del suo grande amore. <br />
L\'idea iniziale del regista era intitolare cos&igrave; il suo ritorno alla ribalta, dopo il trionfo dei suoi precedenti lavori, per&ograve; decise di cambiarlo in quello ufficiale, modifica avvenuta in seguito alla battuta della Angiolini: &quot;E mica posso smettere tutto! Oggi c\'ho pure Saturno contro, c\'avr&ograve; diritto, no?&quot;.</p>]]></content:encoded>
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