Ralph Spaccatutto

Ralph spaccatutto è un titolo che riesce a compiere una magia: parlare di videogiochi senza far sentire in imbarazzo i videogiocatori presenti in sala. E la pellicola non si limita a parlare di videogiochi, è completamente incentrata su di essi. Videogiochi sono i protagonisti e nei videogiochi si svolge il tutto, più precisamente negli arcade di una sala giochi dove “Felix Aggiustatutto Felix”, “Hero’s Duty” e “Sugar Rush” risiedono fianco a fianco di titoli reali come Street Fighter, Pacman e l’ormai dimenticato Tapper, per non parlare dei numerosissimi personaggi reali che fanno la loro comparsa, a volte solo tra la folla. Il film è letteralmente pieno di citazioni di videogiochi famosi (non vi alzate durante i titoli di coda!) realizzate con gusto e perfettamente inserite nelle scene, con omaggi piccoli o grandi a quasi tutti i titoli “leggendari”.

Hulk Ralph spacca tutto!

Ma sarebbe un enorme errore pensare che Ralph Spaccatutto sia fossilizzato sul citazionismo e sulle scenette scollegate, la storia di Ralph e dei suoi “colleghi” si regge sulle proprie gambe in tutta tranquillità. Il nostro Ralph Spaccatutto è il “cattivo” di uno storico gioco arcade, ma questo lo ha portato ad essere isolato dal resto dei suoi “colleghi”. Ralph soffre molto per questa condizione e quando le cose peggiorano (non viene invitato alla festa per i 30 anni del gioco), decide di voler ottenere anche lui la medaglia, l’oggetto che viene dato al giocatore, e quindi al personaggio da lui controllato, quando completa un gioco. Per farlo deve però lasciare il proprio cabinato ed intrufolarsi in un altro, finendo in un violento sparatutto dove il nostro non potrà che trovarsi completamente spaesato. Riuscirà comunque ad ottenere la medaglia, ma al costo di dover fuggire dal gioco in una navetta fuori controllo portando con sé un mostro, e finendo per schiantarsi in Sugar Rush, un gioco di corse di kart dove incontrerà la adorabile ma pestifera Vanellope von Schweetz. La ragazzina è una piccola peste che ruberà la medaglia di Ralph per usarla come pagamento per potersi iscrivere alla corsa dei kart, e avere così l’occasione di essere scelta dai giocatori. Il problema però è che Vanellope è un glitch, un errore di programmazione che non sarebbe dovuto esistere e che viene ostracizzata dagli altri corridori. Ralph, che prima cercava la ragazzina per riprendersi la medaglia, si convince ad aiutarla ad ottenere il suo sogno. Ma se le cose fossero così semplici il film non sarebbe così bello, e allora le cose si complicano con i segreti del mondo di Sugar Rush e il mostro importato da Hero’s Duty, la storia semi-parallela della ricerca di Ralph da parte di Felix e il processo di autoaccettazione di Ralph. Il cardine della trama del film è proprio l’autoaccettazione e l’integrazione nella società, e anche se il tutto non è trattato in modo particolarmente brillante c’è da dire che gli autori hanno fatto l’ottima scelta di evitare il problema cardine di questo tipo di storie, ovvero l’accettazione che passa attraverso la modifica del proprio io. Dei cambiamenti devono essere fatti per migliorarsi, questo è normale, ma spesso in questo tipo di storie c’è lo spiacevole effetto collaterale di vedere personaggi che riescono ad entrare nel gruppo solo dopo aver apportato modifiche importanti al proprio io: il nerd che conquista la ragazza solo quando abbandona le sue abitudini, la ragazza un po’ “hippie” e sbadata che viene accettata solo dopo aver cambiato il suo look e modo di far, sono tutte storie mosse da un buon fine, ma che lasciano l’amaro in bocca. Gli sceneggiatori sono invece riusciti ad evitare tutto questo, i personaggi devono sì cambiare un poco per essere accettati, ma rimangono sostanzialmente loro stessi, è il loro modo nel porsi verso gli altri a cambiare, non quello che sono e le loro abitudini. Un messaggio importante che vorremmo vedere più spesso, soprattutto in film che hanno un target giovanile.

Non un capolavoro, ma ci si avvicina

Quello che viene proiettato sullo schermo è una gioia per gli occhi, le ambientazioni sono sempre fantasiose e ottimamente realizzate, a volte coloratissime e a volte cupe ma sempre molto belle da vedere, così come nulla può essere detto contro le animazioni dei personaggi, fluidissime e credibili. Il 3D non è fondamentale, ma è ben realizzato e se desideraste vederlo con la terza dimensione non ne rimarreste delusi. Gli animatori Disney non hanno nulla da invidiare a quelli della concorrente in casa Pixar (anche perché il titolo è prodotto da John Lasseter), dal punto di vista tecnico o visivo non c’è nulla da criticare al film. Anche le musiche sono ottime, grazie alla collaborazione di diversi artisti che hanno dato un tono particolare e proprio ad ogni “gioco”. Ammettiamo che la presenza di Skrillex tra le collaborazioni un po’ ci preoccupava, ma dobbiamo ammettere che ha fatto un buon lavoro nel pezzo da lui curato. Quello in cui però il team Disney è ancora inferiore alla Pixar è la sceneggiatura, che seppur molto buona presenta delle pecche su cui ci si deve soffermare. Il primo problema è che la struttura alla base è sostanzialmente vecchia. Risulta facile notare la divisione in parti del film e immaginare a grandi linee cosa avverrà dopo, anche se c’è un colpo di scena che ammettiamo ci ha colto di sorpresa. Questo non vuol dire che il film sia prevedibile, non lo è, ma il tutto sembra troppo ancorato ad uno schema rigido e predefinito. Ci sono alcune cose che odorano di scelta forzata per rispettare un copione collaudato invece di provare qualcosa di diverso. Sostanzialmente è questo che gli uomini Disney hanno ancora da imparare dai loro colleghi-rivali della Pixar: l’essere in grado di scardinare le convenzioni inutili e di creare qualcosa di nuovo.

Questo è un film che è pieno di ottimi personaggi come la pestifera e adorabilissima Vanellope, pieno di belle gag e di citazioni che faranno impazzire i videogiocatori, e ha una trama solida intrisa di una fantasia notevole. In Sugar Rush ci sono addirittura delle idee molto buone per un vero e proprio gioco di corse, per rendere ancora più felici chi è cresciuto a pane e Mario Kart. Ralph Spaccatutto è stato paragonato a Toy Story (il film, in pieno stile Pixar, è anche preceduto da un corto molto carino, “Paper man”), e a ragione, ma non è Toy Story. Un bel film realizzato con maestria e molto divertente, specialmente per i videogiocatori, ma non un capolavoro.

Tuttavia è probabilmente il miglior film sui videogiochi che sia mai stato fatto, ed è in grado di offrire 95 minuti di divertimento e buone idee. Se per Natale state cercando un film per la famiglia, o semplicemente un buon film di animazione, Ralph Spaccatutto fa decisamente per voi.

Author: Baldo Milanesi

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