Il Prigioniero

1967 | Drammatico

Il Prigioniero
Autore:
Elisabetta "Alysia" Zampagli

Ultima revisione: 17/07/2010

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Londra, Ministro degli Esteri

Un agente speciale dà le dimissioni. Un uomo che è in possesso di rivelazioni top secret diventa quindi l'obiettivo principale per molti servizi segreti che vorrebbero estorcere tali informazioni. Qual è il motivo che lo spinge a voler abbandonare il suo lavoro? Proprio per questo cruccio, un uomo che ambisce alla propria libertà si ritrova prigioniero, senza più un'identità.

La serie "Il Prigioniero" inizia così, nel lontano 1967, dando il via ad un capolavoro fantapolitico che segnerà la storia dei serial TV. Patrick McGoohan ne è il protagonista, ma anche regista e co-produttore, che nei suoi diciassette episodi ricchi di mistero, introdurrà nuove tematiche sul genere fantascientifico, divenendo un cult che tuttora è considerato oggetto di grande interesse per gli appassionati.

In Italia la serie viene trasmessa nel 1974 su Rai Due, e nel 2003 sarà programmata nuovamente su Italia Uno in seconda serata. Nel 2002 la serie ha vinto il Prometheus Hall of Fame Award e nel 2005 i lettori del magazine SFX hanno qualificato il telefilm al quinto posto in un sondaggio sui programmi televisivi in stile fantasy.
 

 


Prigione


Un impiegato londinese dei servizi segreti si presenta nell'ufficio del suo superiore per dare le proprie dimissioni. Al rientro a casa per ultimare gli ultimi preparativi della partenza dalla città, viene sedato da un gas e si risveglia in un luogo denominato da tutti il "Villaggio". La sua identità è persa come per tutti i suoi "concittadini", i quali si rivolgono a lui chiamandolo Numero 6

Il  luogo è gestito dai Numero 2 che cambiano ad ogni puntata, i quali sono a loro volta sottoposti ad un Numero 1. I  Numero 2 avranno il compito principale di ricavare le informazioni sui motivi delle dimissioni del protagonista, sia in modo lecito o illecito con l'aiuto dei Guardiani, senza però avere alcun successo.

L'obiettivo di Numero 6 è quello di scappare dal Villaggio, ma puntualmente, ogni volta che è vicino alla fuga, è bloccato da una grossa sfera chiamata Rover. Numero 6 quindi si ritroverà a vivere contro la sua volontà in una cittadina apparentemente solare e tranquilla, ove i villeggianti, anch'essi ex agenti segreti, vivono in un'illusa felicità.

 


L'isola che non c'è


Le riprese del Villaggio sono state fatte in una località privata chiamata Portmeirion, nel Nord Galles, costruita dall'architetto Clough William Ellis.

Nel serial, il Villaggio ha uno stile architettonico particolare, con abitazioni dai colori accesi che rendono l'atmosfera alquanto surreale. Gli abitanti vestono abiti stravaganti, alcuni dei quali fanno pensare  a costumi di altri tempi. Ad accompagnare  la vita quotidiana è la musica da banda, proprio per sottolineare l'apparente allegria del luogo. Il simbolo del Villaggio è un velocipede della fine del XIX secolo che vorrebbe significare il Progresso, come conferma lo stesso Patrick McGoohan, ma da indiscrezioni, sarebbe anche il simbolo di Portmeirion.

Nel telefilm, la reale ubicazione del Villaggio non è svelata. In un paio di  puntate alcuni villeggianti svelerebbero a Numero 6 degli eventuali indizi sul luogo dove potrebbe essere situato, ma la cosa non è chiara e sembrerebbe più un modo di traviare il protagonista.

La casa di  Numero 6 rispecchia l'abitazione di quella londinese, anche se le stanze sono dislocate differentemente. Particolare attenzione va posta sulla porta di ingresso, poiché non esiste la serratura, ma si apre automaticamente al passaggio, cosa che fa ben capire che nessuno è libero, persino nella propria dimora.
 



I villeggianti


Patrick McGoohan interpreta Numero 6. In quel periodo è uno degli attori più pagati e richiesti della TV, poiché reduce da una serie di grande successo, Danger Man, nel quale interpreta l'agente segreto John Drake, un uomo ribelle e anticonformista; lascia la serie che lo stava portando sulla cresta dell'onda per poter imporre ai suoi produttori la sua ossessionante idea di realizzare Il Prigioniero.

Così ha inizio il cult. La fine di Danger Man e il successivo inizio de Il Prigioniero fanno pensare che sia lo stesso John Drake a essere il Numero 6, nonostante non venga mai chiarito nel telefilm.

Il resto del cast sono i villeggianti, persone conformiste e molto bizzarre. Anch'essi sono ex agenti speciali prigionieri nel Villaggio, poiché "sanno troppo oppure troppo poco". Infiltrati tra loro ci sono i Guardiani che daranno mano ai Numero 2 per scoprire le informazioni di cui hanno bisogno.

I Numeri 2 si alternano in molteplici attori, molto noti nel mondo cinematografico. Mentre Numero Uno terrà tutti con il fiato sospeso fino alla fine, poiché di lui la sua reale identità verrà rivelata alla fine del 17° episodio.
 



"Non sono un numero, sono un uomo libero"


Numero 6 è sicuramente l'uomo ribelle per eccellenza. Davanti ad una realtà che va contro i suoi principi, sceglie la libertà, lasciando la sua casa e il suo paese. In una società, però, questo tipo di persona può essere un bel boccone amaro da mandare giù, soprattutto se fosse detentore di particolari informazioni che possono nuocere ai piani alti. Quindi Patrick McGoohan viene imprigionato in un luogo del quale non saprà la sua esatta ubicazione, sarà privato della sua identità e dei suoi diritti di poter scegliere nel libero arbitrio.

Nel telefilm si affrontano nuove tematiche che in quel periodo sono un'innovazione per il genere del campo fantascientifico, quale l'ipnosi, l'uso di allucinogeni e la manipolazione dei sogni. Questi, come lo stesso protagonista conferma, rendono chiara la "deumanizzazione" delle persone, le quali per la società non sono altro che un numero e che possono essere gestite a loro piacimento. 

Numero 6, quindi, si troverà a lottare contro questo conformismo, optando nella realizzazione di varie vie di fuga dalla sua "prigione", tentando inoltre di scoprire la reale identità che si cela dietro Numero Uno, il suo vero carceriere.

 

 




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Caratteristiche:
  • TramaCastAudioDoppiaggioScenografia
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Pro:
  • Film Cult che darà molti spunti in futuro al genere fantascientifico, soprattutto per le tematiche che allora erano una novità nel campo televisivo.
  • Buoni sia la sceneggiatura che l'audio che creano la giusta atmosfera suggestiva.
Contro:
  • Il doppiaggio ha le sue pecche: la trasposizione in italiano non è molto convincente con i personaggi a cui prestano la voce.
  • La parte action non è molto convincente, poichè si nota una certa forzatura. Infatti per dare maggiore calibro nelle fughe o nelle scazzottate, utilizzano dei suoni particolarmente rimbombanti o delle musiche veloci.
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